Il film con Nicolas Cage, Angelina Jolie e Robert Duvall era un remake del 1974

Dunque, la trama dicevamo. Per sommi capi quella del 1974 l’abbiamo già presentata; nonostante tutto un piccolo ripassino non sarebbe male per poterci concentrare, in tutto e per tutto, su quella del 2000. Anzi, potremmo tenere come punto di riferimento proprio il soggetto originale, per sviluppare una comparazione più chiara e definitiva, con quello proposto ormai venticinque anni fa. E allora, come sempre, andiamo con ordine.

Nell’originale di Halicki il tutto era sostanzialmente basato su una serie di furti d’auto commissionati ad una banda di ladri specializzati in questa tipologia di operazioni. Maindran Page, questo il nome del protagonista, e il suo team conducono una doppia vita. Ufficialmente, almeno Page, lavora nel ramo delle assicurazioni, settore automobilistico.

Mentre, come già specificato, nell’altra sono degli spericolati ladri d’auto. Tutto cambia quando un narcotrafficante, sudamericano, gli ordina un mega furto di ben 48 auto tra cui la Ford Mustang del 1973, chiamata in codice ‘Eleonor’. La situazione, però, precipita, quando lo stesso Page litiga con un suo socio. Quest’ultimo, per vendetta, chiama la polizia che si appresta ad arrestare Maindran, proprio mentre sta per rubare la vettura sportiva del 1973; innescando un folle inseguimento che si sviluppa fra ben cinque stati americani.

Dunque, qual è l’elemento ricorrente tra la versione originale e il remake? La risposta più ovvia è quella del furto su commissione, eppure nel 2000 le cause, diciamo così, cambiano radicalmente, rendendo la storia, rispetto all’originale, ancorata saldamente alla classica questione personale. Infatti, il personaggio principale, Randall ‘Memphis’ Raines, questo il nome, nel remake, è sempre un ladro di auto, con la sua classica squadra, ma si è ritirato da diverso tempo.

A farlo tornare sui suoi passi ci pensa suo fratello, Kid, tutto intento ad imitarlo. Il punto è che suo fratello minore, diciamo così, ha intrapreso le sue stesse orme mettendosi anche lui a rubare auto.

I problemi emergono quando quest’ultimo, su ordine di un potente boss proveniente dall’est dell’Europa, accetta di rubare 50 auto che lo stesso boss dovrebbe poi consegnare a certa gente. Durante l’operazione lo stesso Kid commette una pesante ingenuità tale da far attirare la polizia proprio nei confronti del proprio boss.

In più le famose cinquanta auto dovrebbero salpare per una nave entro quattro giorni, pena la morte. A salvarlo, quindi, ci pensa suo fratello, ancora il migliore sulla piazza. Ciò nonostante, anche Memphis Raines si ritrova con il fiato sul collo la polizia; soprattutto nella persona del detective Rolanda Castlebeck, interpretato da Delroy Lindo, il quale ha sempre tentato, durante la sua carriera, di arrestarlo senza mai e poi mai riuscirci.

Anche in questo remake spicca l’elemento della Mustang come oggetto ambito e come auto che rappresenta, per il protagonista, una vera e propria spina nel fianco. La differenza sta nel modello. Nella versione originale l’anno di fabbricazione è del 1973, mentre nel 2000 il modello usato per il pazzesco e spettacolare inseguimento finale è la versione del 1967. Anche in questo caso il soprannome di Eleonor viene confermato.

Come detto, però, Fuori in 60 secondi è composto da un cast con nomi di prim’ordine. nomi già citati nella prima parte di questo speciale, senza però entrare in maniera più approfondita o quasi in ogni singolo ruolo degli attori ingaggiati per questa pellicola. Ovviamente, si deve anche considerare le varie eterogeneità con il gruppo di personaggi ideati nel 1974.

Le differenze sono profonde. La il gruppo di ladri di auto erano tutti assicuratori erano insospettabili nella versione originale, mentre nel remake erano delinquenti incalliti, si potrebbe dire; con tanto di schedatura e quindi ormai segnalati e seguiti da tempo, nonostante si fossero ritirati ad una vita più tranquilla e senza più rischi, senza più fughe rocambolesche.

Proprio su questo punto dobbiamo soffermarci, anche un bel po’. Questo elemento rappresenta, nel vero senso del termine, la vera linea di confine tra l’originale ed il remake. Infatti, nel 1974 l’action movie era essenzialmente improntato e costruito, per non dire costituito, solo ed esclusivamente sugli inseguimenti.

Invece, nel 2000 l’elemento cardine non fu solo quello dell’action e dell’adrenalina pura. La sceneggiatura sconfina in diverse parti riflessive che determinano nello spettatore una sorta di attesa alle volte fin troppo lunga, nonostante i dialoghi furono pensati in maniera veloce, con il giusto pizzico d’ironia e non superficiali.

La riflessione a cui stiamo facendo riferimento è relativa alla storia personale dei due fratelli, Memphis e Kip, quest’ultimo interpretato dall’attore italoamericano Giovanni Ribisi. Un confronto, fra due, incentrato totalmente non tanto sul loro rapporto, nel senso semmai andassero d’accordo o meno, ma quanto un esempio, specie quanto quello di un fratello maggiore, possa influenzare il cammino di quello minore.

In questo caso l’influenza si è rivelata negativa, nonostante lo stesso Randall Raines, dopo aver intuito che anche la sua vita stesse per prendere un binario pericoloso, si sia ad un certo punto ritirato per evitare quello che poi è successo. Altro personaggio che non deve essere dimenticato e che concentra, di molto, l’attenzione sull’ambito personale è il ruolo ricoperto dall’allora giovane Angelina Jolie, non ancora una star planetaria, ma usando prettamente un gerlo automobilistico, in rampa di lancio per la sua stessa carriera.

Nei panni della ex di Randall, la Jolie, non appare solo per fare presenza e numero all’interno di un cast già impreziosito dal veterano Robert Duvall. Ma completa oltremodo il discorso non presenta nella versione del 1974. Durante lo sviluppo della storia, però, lo sceneggiatore ha voluto omaggiare l’originale in due momenti molto precisi.

Il primo è quello relativo al furto di un’auto contenente, nel bagagliaio, un notevole quantitativo di eroina. Entrambe le scene vengono sviluppate in maniera diversa. Mentre in merito al secondo? Per il momento guardate queste immagini e di sicuro noterete un dettaglio presente anche nell’inseguimento del 2000 e forse, in relazione, al 1974, rimarrete anche un po’ delusi.

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