Il 3 ottobre del 1991 usciva il film comico-poliziesco con Enrico Montesano e Renato Pozzatto: Piedipiatti

Un informatore della polizia, dopo diversi anni di carcere, ritrova la libertà. All’uscita del penitenziario, ad accoglierlo, c’è colui che nell’ultimo periodo non solo si è preso cura di lui, ma persino di sua madre. Si tratta di un brigadiere della polizia della città. Infatti, il giorno della scarcerazione i due si ritrovano ed il poliziotto porta a mangiare del pesce a Trastevere il suo amico. In quell’occasione, per sdebitarsi con il poliziotto, l’informatore ragguaglia il poliziotto sull’estendersi di un traffico di droga che starebbe per arrivare dalla Colombia.

Dopo qualche ora, il brigadiere s’inventa una copertura per infiltrarsi tra i narcotrafficanti. Spacciandosi per un noto gestore delle discoteche romane, il poliziotto riesce quasi ad entrare nell’organizzazione per con lo scopo di scoprire quando giungerà il prossimo carico di droga, ma qualcosa va storto proprio a causa di alcuni suoi colleghi i quali, purtroppo, pensano che si stia recando in un albergo per fare tutt’altro.

La copertura salta e dopo qualche ora, ‘Er Soffia’, questo il nome dell’informatore del poliziotto, una volta rientrato a casa, si ritrova davanti proprio di due narcotrafficanti i quali, purtroppo, non esitano ad ucciderlo a sangue freddo. La situazione, già peggiore com’era, diventa ancor più complicata quando si scopre che gli stessi narcotrafficanti usano delle banconote contraffatte. Sono le stesse usate dallo stesso poliziotto che si era spacciato per il gestore delle discoteche.

Le banconote le aveva prese dall’ufficio di polizia giudiziaria. Le soffiate sulle banconote false, usate, lo portano al Nord Italia, ovvero a Milano e lui, senza perdere ulteriore tempo si reca nella città del Nord con l’intenzione di arrestare gli assassini del suo migliore amico.

Riportato in questa maniera, il soggetto cinematografico ci ricorda di sicuro un’altra trama cari lettori. Vero, il titolo dello speciale è fin troppo chiaro, ma fin da subito, fin a partire da quel lontano 3 ottobre del 1991, quando in tutte le sale cinematografiche italiane iniziarono a diffondere questa pellicola, lo schema principale della trama ricordava qualcos’altro.

Diretto da Carlo Vanzina, il film ‘Piedipiatti’ non era solo un’opera cinematografica prettamente comica, in cui si proponeva le classiche differenze tra il nord e il sud Italia; anche se in questo caso si parla di centro sud. No, sussisteva un elemento che già in apertura ricordava un altro film proveniente dagli Stati Uniti d’America.

Che il cinema americano abbia influenzato molto quello nostrano, dal dopoguerra ad oggi è, ormai, un dato di fatto. Da sempre, noi italiani, più che realizzare mere copie e pallide rappresentazione di ciò che giungeva oltre oceano, abbiamo sempre preso il meglio dei classici schemi a stelle e strisce per poi applicarli con la nostra prospettiva, con la nostra mentalità. Ciò è confermato dai leggendari western realizzati da Sergio Leone a partire dagli anni ’60.

Ma partire dagli anni ’80 e ’90, con il tramonto del genere western, il classico eroe americano sul quale fare affidamento, nella maggior parte dei casi, era rappresentato dal poliziotto. Seppur indicando solamente due decenni, in precedenza, ciò non significa che ci siamo dimenticati anche degli anni 50, degli anni 60 e dei 70. Soprattutto, considerando che il primo vero poliziesco del cinema moderno giunse, nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, con ‘Bullit’, interpretato da Steve McQueen.

Allo stesso tempo, come già sottolineato in precedenza, anche il cinema italiano iniziò su quella stessa falsa riga realizzando, di sana pianta, film troppo seri o film troppo legati alla commedia; stiamo parlando sempre del genere poliziesco. Il livello, sempre in Italia, venne alzato da Carlo Verdone, nel 1984, proprio con il film: I Due Carabinieri, del 1984. Paradossalmente, nello stesso anno, nelle sale cinematografiche americane uscì quello che oggi si definisce il ‘buddy comedy’ con un attore, allora, che avrebbe sbancato tutti i botteghini del mondo.

Stiamo parlando di Eddie Murphy, con il suo Beverly Hills Cop. Film, tra l’altro, che lo stesso attore non avrebbe dovuto neanche prendere parte. Ma questa è un’altra storia di cinema che vi abbiamo già raccontato un paio di anni fa, in occasione del quarantesimo anniversario dell’approdo nei cinema della stessa pellicola. Rimanendo ancora per un momento su Eddie Murphy, quest’ultimo, già un paio di anni prima esordì al cinema con un action movie, molto vicino al sottogenere citato, in coppia con Nick Nolte, ovvero ’48 ore’.

Se il personaggio di Reggie Hammond, impersonato in ’48 ore’, non aveva ancora l’adrenalinica e naturale improvvisazione di Axel Foley, riuscì lo stesso a fare centro e ad attirarsi i favori della critica. Tali esempi non rappresentano un modo goffo di allungare il brodo in questo speciale. Al contrario, fungono da meri punti di riferimento per introdurvi, cari lettori, proprio alla scoperta o, perché no, anche alla riscoperta di ‘Piedipiatti’.

Perché nei fatti il personaggio Vasco Sacchetti si avvina molto, per non dire che sia un clone italiano, dell’Axel Foley interpretato dallo stesso Muprhy nel lontano 1984. Ma c’è di più, in questo film lo stesso Vanzina volle ricomporre una coppia che quattro anni prima, sia per il pubblico che per i critici, sembrava un vero azzardo: Enrico Montesano e Renato Pozzetto.

Difatti, i due si erano incontrati per la prima volta nel 1987 nel film comico con il tema della sopravvivenza, una chiara parodia della moda legata al mondo della sopravvivenza lanciato dal film cult di cinque anni prima ‘Rambo’, ‘Noi uomini duri’. Quel primo esperimento si rivelò vincente ed era naturale riproporlo in un’altra chiave di lettura; quella poliziesca, appunto. D’altronde, la parte del personaggio fuori dagli schemi doveva per forza essere di Enrico Montesano. Mentre quello del brigadiere Silvio Camurati, del Nord, precisino e sempre ligio al regolamento, era naturale che andasse a Renato Pozzetto.

D’altronde, nonostante si trattava di una coppia insolita, che non ha mai avuto un’ulteriore consacrazione con un terzo film, era comunque composta da due nomi che nel passato, con tutti film propri, erano sempre riusciti nella missione di far ridere e di conquistare sempre più pubblico, senza dimenticare la critica. La speranza per lo stesso Vanzina era ovviamente quella, con la consapevolezza che si trattava di un film comico, poliziesco, sulla falsariga di quelli americani, di ripetere il successo. Di quelli ‘alla Eddie Murphy’, all’italiana; come si diceva un tempo…

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