Il film con Nicolas Cage, Angelina Jolie e Robert Duvall era un remake del 1974
Per la prima volta iniziamo uno speciale con un dubbio quasi amletico e siamo ben consci che non sempre è mai un buon affare. Si, senza volerlo abbiamo citato la battuta di un film molto famoso, il quale non è neanche oggetto della nostra disamina che si svilupperà lungo questo fine settimana. Ecco, proprio da punto trae origine il nostro dilemma: ovvero superare la barriera temporale del fine settimana? Unendo in maniera indiretta due rubriche.
D’altronde, cari lettori, noterete che questa operazione l’abbiamo concretizzata in diverse occasioni nel corso di questi quasi lunghi cinque anni; forse però la connessione avverrà in maniera differente tra l’uno e l’altro spazio del giornale online. Come una sorta di passaggio di consegna tra una rubrica di cinema ed una di musica.
Nonostante abbiate potuto intuire di quale parte del giornale si tratti, ci teniamo subito a precisare che ‘Storie di cinema’, dopo il lungo reportage interamente dedicato alla nostrana opera cinematografica ‘Roma Violenta’ pubblicato più di qualche settimana fa, per il cinquantesimo anniversario dall’uscita sul grande schermo, anche in questa occasione ci soffermeremo su un action movie che, una decina di giorni fa, ha tagliato il traguardo dei venticinque anni dall’uscita sul grande schermo. Ma come sempre, mettetevi comodi e allacciatevi le cinture: perché questa volta si corre sul serio.
Questa storia di cinema inizia molti anni prima di quanto possiate immaginare. Ben cinquantuno anni prima dell’opera cinematografica oggetto di questa sorta di speciale e reportage insieme. Era il 28 luglio del 1974, quando nelle sale cinematografiche americane uscì un cult movie d’azione on the road dal titolo: Rollercar – Sessanta secondi e vai.
La trama, nella sua essenza, era molto semplice: una banda di ladri viene assoldata per rubare un ingente numero di auto di lusso. Vi dice niente questo soggetto? Questa idea cinematografica non vi ha aperto il cassetto dei vostri ricordi di opere cinematografiche che avete visto fino ad oggi? Anzi, soprattutto nel passato? Di un passato recente? Tanto per essere precisi?
Oltretutto non abbiamo neanche specificato o riportato il titolo in lingua originale, anche se molto probabilmente non servirà. Comunque, lo trascriviamo lo stesso: Gone in 60 seconds. Adesso è ancor più chiaro? Certo, dal 1974 al 2000 gli anni che sono trascorsi furono, precisamente, 26. Ventisei lunghi anni e, ovviamente, sia i tempi che i generi cinematografici ebbero una notevole evoluzione.
Soprattutto in quelle pellicole in cui tutto ruotava intorno alle auto e agli inseguimenti. Con il tempo, complici alcuni show televisivi di quel periodo, le scene girate on the road diventavano sempre più spettacolari e ambiziose. Ecco perché all’inizio del nuovo millennio si calcò abbastanza la mano, per non dire anche troppo.
In effetti, nessuno poteva immaginare che gli autori, anzi l’autore del film del 1974 avesse ispirato un ulteriore road ed action movie con inseguimenti ancor più adrenalinici. Per l’esattezza, con l’inseguimento, forse, più spettacolare nella storia del cinema e per certi versi, anche in questa occasione in via del tutto indiretta, ci ricolleghiamo a quanto detto in ‘Roma Violenta’; in special modo nell’ultima parte.
Ma cosa aveva di così tanto speciale il film realizzato nel 1974? La trama? No, semmai un paio di elementi di cui solo uno è stato confermato, in maniera differente, rispetto alla versione originale: l’auto usata nell’inseguimento finale e lo stesso inseguimento che conclude la storia.
Senza dimenticare un terzo elemento totalmente eterogeneo tra trama originale e trama del remake. In più il remake non ebbe un sequel, mentre l’originale sì ed esattamente otto anni più tardi, nel 1982. Ma entriamo ancor più nel dettaglio in merito a quello che stiamo dicendo soffermandoci ancora un po’ su quella storia cinematografica dimenticata, quasi, nel corso di questi lunghi decenni.
Tutto ebbe inizio grazie ad un certo H. B. Halicki, un regista americano da sempre appassionato di auto. Le cronache dell’epoca, purtroppo, non ci riportano notizie piacevoli. Nato il 18 ottobre del 1940, venne a mancare alla fine degli anni ’80 ed esattamente il 20 agosto del 1989 mentre si apprestava a girare una scena pericolosa, per uno dei suoi tanti film d’azioni on the road.
La sua passione lo portò a fondare l’attività di deposito e rimorchio, conosciuta come la HB Halicki Marcantile Co & Junk Tard. Nota, soprattutto, per la sua vasta collezione di automobili e giocattoli d’epoca. Nel 1974, appunto, la svolta rappresentata dal film menzionato. Pellicola che scrisse, diresse ed interpretò contemporaneamente.
Di certo, quasi sicuramente e nonostante il successo che riuscì ad ottenere, non avrebbe mai e poi mai pensato che quasi tre decenni più tardi la sua idea avrebbe colpito così tanto in modo tale che qualcuno, nello stesso ambiente, non solo si ricordasse ma, non contento, realizzasse addirittura un remake.
Chi ci mise lo zampino in quello che sembrava un folle progetto il già leggendario, all’epoca, produttore sia cinematografico che televisivo, Jerry Bruckheimer. Il titolo del remake: Fuori in 60 secondi. Stesso titolo e a differenza della versione originale, questa volta, il cast è composto da stelle di prim’ordine.
Nomi come: Nicolas Cage, Angelina Jolie, Delroy Lindo e Robert Duvall; tanto per citarne qualcuno. Tanto per far comprendere in chi modo colpì i pezzi di grossi di Hollywood l’idea che ebbe anni prima lo sfortunato Halicki. Con la differenza che l’originale presentava una durata di un’ora e mezza scarsa, mentre il remake molto vicino alle due ore.
Se l’idea originale venne confezionata da una sola persona, Halicki appunto, lo stesso remake vide, dietro le quinte, diversi pezzi grossi del dietro le quinte realizzare il progetto. Scritto da Scott Rosenberg, diretto da Dominic Sena, regista di Codice Swordfish e L’ultimo dei Templari, e prodotto dallo stesso Jerry Bruckheimer, come già indicato in precedenza, insieme a Mike Stevenson, produttore, tra l’altro, di film come ‘Black Hawk Down’, ‘La maledizione della prima luna’ e ‘Bad Boys II’.
Fin dall’inizio di questa sorta di speciale o reportage abbiamo subito specificato che tra l’originale ed il rifacimento sussistono delle mere differenze, di cui alcune le abbiamo indicate ed altre saranno analizzate nel proseguo di questo lungo articolo diviso in più parti. Tutto ruota, nella sua essenza, nella trama che si discosta, di poco, per un duplice elemento in particolare e che nel 1974 non fu preso in considerazione…