Il 3 ottobre del 1991 usciva il film comico-poliziesco con Enrico Montesano e Renato Pozzatto: Piedipiatti
Appunto, la stella del cinema anni ’80 e ’90, nella prima parte di questo speciale l’abbiamo citata più e più volte. Ma perché? Come mai ‘Piedipiatti’, nella sua essenza, ricorda molto il suo Beverly Hills Cop del 1984? Per un motivo molto semplice: la trama.
Axel Foley è un giovane agente di polizia della città di Detroit. È uno che sa il fatto suo e sa trovare, in qualsiasi situazione, delle soluzioni fuori dal comune, grazie alla naturale furbizia, usata sempre per fregare coloro che fregano la legge. Un giorno, dopo aver creato il caos in città a causa di un inseguimento, riceve la visita inaspettata di un suo vecchio amico. I due, un tempo, erano vecchi amici che trascorrevano giornate a furti di ogni genere. Solo che a rigare dritto, alla fine, è stato solamente Axel.
Una volta ritrovati, i due amici vanno a giocare al biliardo e ricordano i bei tempi bevendo anche una birra. Al ritorno vengono assaliti da due sconosciuti. Axel viene messo fuori uso con un colpo alla testa, mentre il suo amico viene giustiziato per dei titoli al portatore. Gli stessi che ad Axel gli erano stati mostrati prima che i due si sarebbero recati fuori ad un locale a trascorrere la serata.
Quei titoli al portatore provengono dall’iconico e lussuoso quartiere di Beverly Hills e il poliziotto di Detroit, andando contro ogni ordine del suo superiore, Todd, parte per la California a risolvere il caso. Ecco, perché ‘Piedipiatti’ ricorda molto, come struttura di trama, al leggendario film uscito il 1° dicembre del 1984. Tra le due pellicole sussiste un periodo temporale di ben sette anni, ma la sostanza non cambia.
Enrico Montesano, in questo film, rappresenta il nostro Eddie Murphy italiano, mentre Renato Pozzetto si ritrova, chissà quanto volontariamente, a ricoprire non un corrispettivo americano, ma ben sì due. Infatti, il suo Silvio Camurati è la fusione di Billy Rosewood e John Taggart, i due agenti del dipartimento di polizia di Beverly Hills, che avevano il volto, rispettivamente, di Judge Reinhold e John Ashton.
D’altronde, nella fase di post-produzione, che è quella in cui il film viene promosso, il trailer che venne lanciato non nascose questo dettaglio nonostante venne poi sviluppato in tutt’altra maniera. Osservando bene le immagini, del promo cinematografico dell’epoca, a ‘Piedipiatti’, rispetto al precedente film di Enrico Montesano, ovvero ‘I due Carabinieri’, lasciava intendere che avrebbe avuto una matrice quasi action, in che modo?
Innanzitutto, una prova è confermata dal trailer, seppur la sequenza dalla parte finale del promo, tutto lascia intendere che avremmo visto un inseguimento, cosa che poi effettivamente accade nel film. nonostante si pensi a qualche incidente all’americana o comunque a qualche dettaglio ‘rubato’ da qualche altro film, la commedia non può mai mancare. Specie se hai uno dei fuoriclasse della risata di quel momento, Renato Pozzetto.
La scena, o meglio l’intera sequenza, ruota tutto intorno a situazioni paradossali che, in un classico inseguimento visti in tanti film americani, sono ovviamente presenti ma che sono portati all’estremizzazione non per alimentare la tensione nello spettatore, no: per parodiare proprio quei classici particolari visti in tutti gli anni precedenti fino a quel momento.
Anche il modo in cui Renato Pozzetto esce dall’auto, dopo averla fermata alla fine dell’inseguimento, rientra proprio in quello schema della risata. Un classico poliziotto americano, stacca la cintura di sicurezza; lui invece la dimentica rimanendo, nell’uscire, con la lingua da fuori visto che la stessa cintura gli blocca la gola.
Altro dettaglio da non sottovalutare: quando il personaggio di Renato Pozzetto entra nel locale, nel cercare di acciuffare il tizio che era scappato dall’ippodromo e dopo aver chiesto ai presenti se avessero visto qualcuno, ricevendo il classico no di copertura, si reca verso la seconda uscita bar, il cosiddetto ‘retro’ nel classico ed iconico linguaggio americano.
Trovandosi una porta chiusa, per aprirla, gli rifila un calcione con la pianta del piede. L’inquadratura si sposta all’esterno dove si riprende una vecchietta, con le mani occupate dalle buste della spesa, che riceve in piena faccia la porta aperta dallo stesso Pozzetto. Ecco, anche questo dettaglio, nonostante di tratti di una vera scena da ‘action movie’ è stato parodiato all’estremo. La sequenza, però, continua. Dopo lo stacco dell’inquadratura, si ritorna all’interno nel locale.
Il personaggio di Pozzetto nota che tutti gli agenti stanno portando in centrale i presenti nel locale, come stesso lui aveva ordinato, tranne per uno che zitto zitto la sta facendo quasi franca. Lo bracca e si ritrova quello che diventerà, nel corso del film, il suo partner improvvisato in un’indagine incrociata. Ovvero il personaggio di Enrico Montesano, il quale dice chiaramente, con accento romano: Stai a piglià ‘ngranchio Ciccio, con il classico accento romano.
Ripetiamo, tutti questi dettagli, seppur legati all’inizio del film o legati al trailer rappresentano, da un lato, i nostri punti di riferimento, dall’altro dei meri termini di comparazione con l’esempio americano. Anche se dovrebbe essere tutto al contrario, ovvero è il modello statunitense ha fungere da mero termine di comparazione con gli stessi modelli che avrebbe, poi, ispirato nel corso dei decenni. Ma per una volta facciamo un’eccezione e nessuno ce ne voglia, anzi: sappiamo che fa piacere sviluppare questo tipo di considerazione.
Considerazione che ci permette di approfondire un discorso, un’analisi che, in questi lunghi trentacinque anni dall’uscita di questo particolare film nostrano, forse non è mai stata realizzata. Proseguendo nell’analisi dei singoli dettagli potremmo, persino, continuare all’infinito, ma per il momento rimaniamo fino a quando Renato Pozzetto scopre che il personaggio di Enrico Montesano è effettivamente un suo collega, de Roma.
Ed è in questo preciso momento che ‘Piedipiatti’ e Beverly Hills Cop’ si incrociano per l’ennesima volta, seppur non si usa l’elemento dello scontro fra colleghi, che non sapevano di esserlo, proprio come nel leggendario film del 1984. Non a caso abbiamo scelto, anche, di condividere le due scene per rendere ancor più chiaro il confronto…