In questo speciale vi portiamo alla scoperta di una figura televisiva dimenticata nel tempo
Il motivo per cui l’allora regista teatrale Burgess Meredith divenne leggenda è da permettere di ritornare nuovamente indietro nel tempo, seppur rispetto all’epoca in cui stiamo raccontando, si tratta di un bel balzo in avanti, ovvero nell’anno 1976; basta citare un film da cui si apre un intero cassetto di ricordi cinematografici: Rocky. Si, Meredith era l’anziano allenatore dello Stallone italiano nei primi tre capitoli della saga ideata da Stallone e di cui, proprio il primo episodio, compie, quest’anno, cinquanta anni.
Meredith, dunque, volle Carrol O’Connor nel suo spettacolo e quest’ultimo non se lo fece chiedere due volte, inaugurando un’amicizia durata tutta la vita dei due attori. in merito a quella nuova trasposizione dell’Ulisse di Joyce, venne portata in scena nei teatri di Broadway e per O’Connor fu solamente l’inizio.
Grazie a quella performance teatrale, a Carroll, gli si spalancarono le porte non solo del piccolo schermo ma anche del cinema, prendendo parte a titoli come: Lonely Are The Brave, Cleopatra, In Harms way, Hawaii, Not with my wife, You Don’t, Marlowe, Death of a Gunfighter, Point Black, For Love of Ivy. E ancora: Kelly’s Hereos, Doctors Wives, The Devil’s Brigade e What did you do in the War, Daddy?
Titolo più o titolo meno, queste sono le opere a cui l’attore prese parte dagli anni ’60 in poi. Ma è sul piccolo schermo che riesce a conquistarsi, sempre di più, un posto di tutto rispetto tra le celebrità del mondo della televisione e, con il tempo, diventando sempre di più un volto popolare tra il pubblico americano.
Infatti, saranno apparizioni in show televisivi come: The Americans; Bonanza; Il Fuggitivo; The Wild Wild West, Dr. Kildare, I Spy, The Eleventh Hour, The Man from Uncle, That Girl.
Addirittura si tolse il capriccio di prendere parte, per tutta la prima stagione e come guest star, al leggendario telefilm ‘Mission Impossbile’. Non solo, fece anche un’apparizione nell’allora telefilm ‘Gli Intoccabili’ e Naked City per poi arrivare all’anno 1971. Infatti, quest’anno avremmo potuto ricordarlo in un altro modo, per un anniversario altrettanto rilevante per la sua stessa carriera. Una celebrazione per un suo show televisivo che già incrociamo un paio di anni fa per ricordare uno spin off osannato ancora oggi da chi l’ha visto.
Quello che poi, nel tempo, diventerà il suo show televisivo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di ricordarlo e celebrarlo in questi giorni in cui, purtroppo, ricorrono i 25 anni dalla sua scomparsa. Un telefilm considerato la vera pietra miliare delle sitcom e capace di stravolgere alcuni schemi imprescindibili.
Si tratta di ‘Archibald’, ma i primi tempi veniva lanciato con il titolo ‘Tutto in famiglia’, in lingua originale ‘All The Family’. La serie divenne il cavallo di battaglia della Cbs, rete di produzione, a partire dal 12 gennaio del 1971 all’8 aprile del 1979. Nove stagioni in cui i telespettatori americani rimasero incollati davanti alla tv senza mai e poi mai perdersi una puntata del personaggio più irriverente di quel momento, creato dal leggendario autore e produttore televisivo Norman Lear, scomparso il 5 dicembre del 2023.
Il protagonista principale era Archibald Bunker, un gran lavoratore che si guadagnava da vivere come tassista. Tale personaggio, però, era tutto l’opposto di quelli mostrati fino a quel momento: era bigotto, razzista e quindi pieno di pregiudizi nei confronti di tutti coloro che non la pensavano come lui. La serie ebbe il merito, soprattutto per essere, appunto, una sitcom, di toccare, in chiave ironica s’intende, ma con una componente altamente riflessiva, temi sociali e non solo.
Ma siamo più precisi. Le tematiche trattate non erano proprio leggere: il razzismo, il sesso, l’omosessualità, il ruolo delle donne, lo stupro, l’aborto, il cancro, la guerra del Vietnam, la menopausa e, addirittura, l’impotenza. Insomma, tutti argomenti da show televisivo serio, riflessivo e per non dire dai toni se non proprio cupi ma almeno di sicuro drammatici.
Insomma, ‘Archibald’, proprio per questo dettaglio, non proprio da poco si era già guadagnato una posizione di tutto rispetto tra le pietre miliari della tv; per non dire che poteva essere già considerato il capostipite che faceva scuola per tutti i telefilm che sarebbero stati prodotti in seguito. Ecco, soffermiamoci su quest’altro aspetto non proprio di poco conto.
L’allievo potrebbe superare il maestro? Nel caso in questione la risposta è totalmente positiva, visto che da questo show televisivo venne realizzato uno dei tanti spinoff e addirittura sequel. Andiamo a scoprirli tutti, tranne ancora quel titolo che è oggetto della nostra analisi celebrativa di questo speciale.
Dal personaggio interpretato da Carroll O’Connor vennero fuori il sequel ‘Archie Bunker’s place’; e ancora: Gloria, Maude e 704 Hauser. Oltre a questi tre titoli ci sarebbe il famoso quarto spinoff che ha superato tutti gli altri progetti connessi Archibald. E, come sempre, continuiamo ad andare con ordine.
Tutti questi titoli che abbiamo menzionato fino adesso riguardavano personaggi che gravitavano nel mondo dello stesso protagonista. Per esempio, Maude era la cugina della moglie di Archibaldo, Edith. Gloria? Tale personaggio era la figlia del protagonista, con la quale si cercò di dare un seguito alla serie madre tra il 1982 ed il 1983 senza, però, riscontrare lo stesso successo.
Per quanto riguarda 704 Hauser, invece? Con tale titolo si faceva riferimento all’indirizzo di casa del protagonista. Lo show televisivo venne prodotto intorno alla prima metà degli anni ’90 con scarsissimo successo. Ma come avete intuito non finisce qui.
Nelle mire del particolare protagonista c’erano proprio tutti, tra cui anche i loro vicini, italo-americani e afroamericani. I primi si chiamavano Frank e Irene Lorenzo, con i ruoli invertiti: lui casalingo e lei meccanica di origine irlandese. E per i secondi? Ed ecco che adesso, finalmente, iniziamo a scoprire le carte. Per il momento ci soffermiamo su due nomi: George e Louise… Insomma, I Jefferson. Da noi, questa serie televisiva, giunse nel 1983 riscuotendo così grande successo che Carrol O’Connor divenne famoso anche nei confini; ma per l’altro grande successo televisivo lo stesso attore e regista, dovette attendere quasi un intero decennio ed un ruolo totalmente diverso dal tassista del Queens…