Il primo reportage dell’anno è dedicato alla leggenda hollywoodiana nata il 5 gennaio del 1931
Nonostante non riuscì a strappare neanche una nomination alla cerimonia degli Oscar dell’edizione del 1963, Robert Duvall lasciò una buona impressione non solo agli occhi dei critici, ma soprattutto anche del pubblico.
L’anno successivo prese parte a Capitan Newman, due anni più tardi a ‘Sfida sotto il sole’ e nel 1966 ‘La caccia’. Il suo talento, versatile e da caratterista, gli permetteva non solo di lavorare in più progetti, garantendogli una vasta scelta di ruoli in modo da non rimanere intrappolato in un unico schema recitativo.
Infatti, nel 1968 riappare sul grande schermo, accanto a Steve McQueen nel leggendario poliziesco dal titolo ‘Bullit’. Da non dimenticare che sempre nello stesso anno lavorò anche ad altri due film come ‘Conto alla rovescia’ ed ‘Inchiesta pericolosa’. Non contento, l’anno successivo si dà al western accanto ad un’altra leggenda immortale di Hollywood, John Wayne, ne ‘Il Grinta’.
Gli anni ’70 saranno per lui quelli della consacrazione: un altro Robert, Altman, lo vorrà nel cast del film ‘M.a.s.h’, dopo che lo aveva già diretta nel 1968 in ‘Conto alla rovescia’. Il futuro creatore della saga di Guerre Stellari, George Lucas, lo ingaggerà, nel 1971, nell’opera cinematografica di genere fantascienza: L’uomo che fuggì dal futuro.
Il 1972 fu il suo anno. No, non era il protagonista assoluto o il primo attore, ma nel ruolo del consigliere del Boss Don Vito Corleone conquisterà tutto e tutti nel leggendario film diretto da Francis Ford Coppola: Il Padrino. Accanto a Marlon Brando, ad Al Pacino, a Talia Shire e al suo amico James Caan, Robert Duvall non solo riesce a tenere testa a tutti questi grandi, ma in silenzio si ritaglia uno spazio non indifferente.
Talmente indifferente che nel 1974 sarà riconfermato anche nell’altrettanto leggendario secondo capitolo della trilogia. Nel mezzo, Duvall, prenderà parte ad opere cinematografche come ‘Tomorrow’, La banda di Jessie James, Joe Kidd, I diamanti dell’Ispettore Klute, Agente 373 Police Connection, Organizzazione Crimini e ne ‘La Conversazione’.
In quest’ultimo titolo, a quanto pare, non è mai stato accreditato, nonostante è stato inserito nella sua filmografia. Una lista di partecipazione ad altrettante opere cinematografiche che hanno scritto la storia del cinema e che, per quanto riguarda lui, non ha conosciuto pausa; almeno fino all’inizio degli anni ’80.
Altri titoli come: 10 secondi per fuggire, Killer Elite, Sherlock Holmes – Soluzione settepercento; per non dimenticare anche film come: Quinto Potere; La notte dell’aquila, Io sono il più grande, Betsy, Terrore dallo spazio profondo, pellicola per cui non sarebbe stato accreditato. Il grande Santini, per poi giungere all’altrettanto e leggendario film di Francis Ford Coppola ‘Apocalipse Now’, in cui ritrova sul set, ma non condividerà nessuna scena, Marlon Brando.
Come detto nel decennio successivo ci sarà qualche anno di pausa, per poi ripresentarsi nel 1981 con ‘Caccia Implacabile’. Se negli anni ’60 e negli anni ’70 i lavori nel quale aveva preso parte erano molto di più, si intende come opere che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del grande schermo.
A partire dal 1981 in poi i film che sono rimasti nella memoria collettiva saranno pochi. Pochi ma buoni, ci permettiamo di aggiungere. Per esempio, nel 1984 viene ingaggiato per il ruolo del cronista sportivo ne ‘Il Migliore’ con Robert Redford e prima di ricordare l’altro grande film datato 1988, nel mezzo ci sarebbe un titolo da considerare; da menzionare e per un motivo molto semplice nella sua essenza.
Nel 1987, Duvall verrà ingaggiato dalla nostra regista Cinzia Th Torrini per il film ‘Hotel Colonial’. In quell’occasione non sarà tanto il fatto che dividerà il set con John Savage, ma perché a quella pellicola prenderà parte anche il nostro e mai dimenticato Massimo Troisi. I due non si incroceranno mai su nessuna scena del film.
E veniamo, dunque, all’anno successivo. Al 1988. Ed esattamente ad un’opera cinematografica, poliziesca, che in tempi non sospetti FreeTopix Magazine si è già occupato, anche se non con la formula degli speciali o dei reportage. Diretto da Dennis Hopper e avendo come spalla all’epoca giovane talento Sean Penn, Robert Duvall lavora, quasi sicuramente, ad uno dei polizieschi più duri della storia del cinema: Colors – Colori di guerra. In quello stesso film ritroviamo attori nomi come: Don Cheadle, Damon Wayans e Maria Conchita Alonso
Prima però di balzare negli anni ’90, ricordiamo altri titoli a cui ha lavorato tra ‘Il migliore’ e ‘Colors’, si perché equivarrebbe essere un vero delitto se non menzionassimo il film del 1983 Tender Mercies – Un tenero ringraziamento. Film non proprio ricordato, ma che gli valse la statuetta d’oro nel 1984. E a seguire: The Stone Boy, Lightship – La nave del faro ed Eroi per un amico.
E negli anni ’90? Sempre con ruoli all’apparenza secondari, ma molto congeniali allo sviluppo della trama, Robert Duvall piazza due film imponendosi come caratterista/spalla del personaggio principale. Gli capita con ‘Giorni di Tuono’, insieme a Tom Cruise e Nicole Kidman, come gli riesce con Michael Douglas nel crudo e malinconico: Un giorno di ordinaria follia; pellicole al quale prende parte tra il 1990 ed il 1993.
E a seguire? Da ‘Geronimo’ a ‘Ricordando Hemingway’; da ‘Cronisti d’assalto’ a ‘La lettera Scarlatta’. Senza dimenticare anche ‘Qualcosa su cui… sparlare’. Come specificato in più di un’occasione, nel corso della sua lunga carriera, Robert Duvall si è impegnato, si in diversi ruoli, ma non tutti relativi allo stesso genere. Anzi, non ha mai avuto una predisposizione generale per il poliziesco o per il western o addirittura il drammatico o per la fantascienza. In ogni progetto per cui è stato ingaggiato sembra averlo fatto in punta di piedi, senza attirare l’attenzione su di lui.
Con ciò vogliamo sostenere, forse con una piccola vena polemica, anche se non troppo, che la critica in generale non sempre si è accorta di lui, nonostante sia diventato uno dei nomi più importanti nel panorama mondiale. Mutando, ogni volta, genere, personaggio e, soprattutto, anche ruolo all’interno stesso del set cinematografico.
Se notate bene, sui vari siti, Duvall, non sempre viene indicato solo ed esclusivamente come attore, ma anche come regista e, addirittura, come produttore e persino doppiatore. In tale frangente, però, non sempre i progetti a cui si è dedicato siano andati tutti come sperava…