Uno degli eventi più famosi della storia del west tra mito e leggenda
Iniziamo con questo dialogo ad aprire la quarta e penultima parte di lungo reportage, con tanto di scena incorporata: Ci sono tutti: Billy Claiborne, i McLaury ed Ike e Billy Clayton. “Andiamo”. Secondo la leggenda, la sparatoria all’ok Corral, in quel 26 ottobre del 1881 prese il via da questo momento in poi. Lo sceriffo Wyatt Earp seduto all’interno del saloon a bere del caffè bollente e a fumarsi un buon sigaro in una sorta di perenne attesa. Sapeva che quel giorno sarebbe accaduto qualcosa, in tanti anni di quel mestiere, ormai, sapeva come andavano certe cose, certe dinamiche; certe situazioni.
Quella con la banda dei cowboys, di quel gruppo in particolare, si stava trascinando da troppo tempo. Secondo le cronache dell’epoca i motivi per cui si arrivò irrimediabilmente a quello scontro furono molteplici. Noi cercheremo di soffermarci solo ed esclusivamente su alcuni dettagli, tralasciando quelli meno rilevanti, e concentrandoci su quelli più essenziali.
Partendo dal presupposto, secondo alcune resoconti dell’epoca, riportato poi da libri, film, serie tv e documentari, quel dialogo, all’interno del saloon, venne pronunciato da due fratelli Earp: Virgil e Wyatt. Il primo era entrato, nel saloon, con Morgan, il quale rimase in silenzio. Entrambi i fratelli, che avevano fatto ingresso nel locale, non erano in possesso solo delle classiche pistole, ma anche dei fucili. Wyatt Earp, invece, solo con la pistola.
Come già lasciato intendere nella terza parte di ieri, i fratelli Earp, da sempre nella loro vita, avevano portato sul petto la stella di sceriffo, rappresentando la legge, solo un quarto decise di mettersi in proprio non entrando mai in situazioni pericolose. Ma a Tombstone, a differenza di quanto si potrebbe pensare, lo sceriffo ufficiale non lo stesso Wyatt, semmai Virgil.
Wyatt Earp, grazie al suo curriculum seppur non proprio apprezzato da molti per i suoi modi troppo diretti, riuscì a farsi integrare come sceriffo federale. Il vero vice – sceriffo dei tre era il fratello più giovane, ovvero Morgan. In questa lunga introduzione, soprattutto quando siamo giunti nella spiegazione relativa alla figura tradizionale dei cowboy, abbiamo precisato, seppur in modo del tutto generale, in che modo agissero: non sempre nel rispetto della legge.
Nel caso della sparatoria all’Ok Corral non solo questa considerazione, in parte, è vera, ma, per alcune fonti, sarebbe stata estesa anche nei confronti non tanto di Virgil e Morgan ma direttamente verso lo stesso Wyatt Earp. Difatti, dopo l’esperienza di Dodge City, città in cui ricoprì per ben due volte la carica di sceriffo, Wyatt, in seguito della morte di uno dei suoi più cari amici, Ed Masterson, anche lui uomo di legge assassinato durante un classico controllo di routine, decise di ritirarsi.
Fu dopo il funerale che prese la decisione di andare a vivere a Tombstone, portandosi dietro i suoi fratelli e Doc Holliday.
Nella città dell’Arizona, Wyatt, non arrivò, ufficialmente, con la stella sul petto, ma la mantenne con la speranza di arricchirsi. In quello stesso periodo iniziarono i contrasti con i cowboy. Sia le cronache dell’epoca e sia le leggende dell’epoca non hanno mai stabilito chi avesse iniziato per primo. Ma secondo alcuni storici persino il leggendario uomo di legge, in quel giorno a Tombstone, non era solamente mosso per far rispettare la legge.
La situazione iniziò a degenerare quando dalle prime avvisaglie si passò alle minacce vere e proprie da ambo i lati. Molto probabilmente e per una questione di immagine quelle degli Earp furono minacce che rientravano nel classico recinto della legge, tenendo anche presente in che epoca si tratta. Quella da parte dei cowboy furono più dirette, tant’è che la sera prima della sparatoria Ike Clanton, particolare riportato anche da qualche versione cinematografica dedicata all’evento, passò tutto il tempo a dire che il giorno seguente avrebbe sparato al primo Earp che avrebbe visto.
Ed eccoci arrivati a quel momento. All’inizio vi abbiamo solamente lasciato immaginare fratelli Earp, con Doc Holliday, che risalivano Fermont Street; a seguire li abbiamo fatti avanzare fino all’Ok Corral precisando che ad attenderli, chissà quanto volontariamente, c’erano cinque uomini; ancora: dopo aver approfondito alcuni dettagli e scoperto i nove uomini coinvolti, siamo ritornati di qualche minuto, quando Wyatt si trovava all’interno del locale ed è lì che riprendiamo il racconto.
Usciti dal saloon, i fratelli Earp vennero incrociati da Doc Holliday. Non fu un incontro fortuito, l’ex dentista stava veramente aspettando che i tre uscissero dal locale. Dalle cronache dell’epoca, il bounty killer non venne mai e poi mai cercato da nessuno dei tre fratelli quella stessa mattina, la presenza del pistolero era dovuta proprio alla sua stessa volontà.
L’ironia volle che in un altro dialogo, quando gli Earp videro avvicinarsi Doc, Virgil avrebbe raccomandato ad Holliday di andare in fondo alla strada solo per disarmarli e l’ex dentista avrebbe risposto: oh io l’ho capito, ma lo capiranno anche loro?
Lo sappiamo, cari lettori, quello che vi stiamo riportando in parte è realtà, in parte è trascritto su alcuni libri di storia, senza dimenticare, come ricordato più volte, anche le varie versioni cinematografiche, a cui hanno preso parte volti leggendari della settima arte e anche i telefilm o serie tv, con i documentari. A questo punto, vi chiederete voi, cari lettori: ma cosa accadde di così leggendario?
Prima di arrivarci ci sarebbe anche un ultimo particolare da non dimenticare, in modo, poi, di soffermarci, in tutto e per tutto, nel momento esatto della sparatoria. Ad un certo punto dell’introduzione, raccontando anche le origini non solo il luogo dell’evento ma anche quella dell’intera città situata nello Stato dell’Arizona, riguardo a Fermont Street abbiamo lasciato intendere questo: divenne, poi, con il tempo un vero e proprio punto di riferimento prima degli abitanti di quella strada e poi della città intera.
Con questo cosa si vuol dire? Che la stessa sparatoria all’Ok Corral, secondo alcuni, non sia avvenuta proprio all’ingresso del recinto, semmai qualche metro più avanti; ma considerando che il recinto medesimo veniva considerato il vero punto di riferimento, per ricordarla meglio, si usò proprio questo nome. Verità? O anche qui il classico alone di leggenda per non far perdere memoria di questo evento? Forse sì o forse no, sta di fatto che ciò che accadde non si è mai perso la memoria…