La notte tra il 28 ed il 29 ottobre del 1991 il vero peschereccio Andrea Gail scomparve al largo del Flemish Camp

Per questa ultima parte di questo reportage abbiamo voluto utilizzare, a corredo del nostro articolo, la stessa immagine con la quale abbiamo inaugurato la prima parte. Un modo sottile per rimarcare il fatto che, nonostante la storia sia romanzata, ci piace pensare che, in qualche modo, l’intero equipaggio dell’Andrea Gail abbia lottato fino alla fine e, di sicuro purtroppo, con onde alte come quelle che si vede nella locandina e come vi faremo rivedere nella ormai scena entrata nel mito e nella storia del cinema. Eppure, non ci siamo dimenticati di riprendere il racconto, breve comunque, sulla storia di Gloucester. Dove eravamo rimasti?

Dunque, sul finire della penultima parte eravamo rimasti sul monumento che commemora la memoria di tutti i pescatori che non mai più ritornati sulla terra ferma; ma per completare questo piccolissimo resoconto mancano ancora pochissimi dettagli. Tipo? Quello relativo alla storia del pescatore più famoso della storia della piccola contea del New England. Una figura che ha ispirato altri avventurieri del mare, proprio come quelli che si trovarono sull’Andrea Gail.

Dunque, il pescatore più famoso e leggendario nella storia di Gloucester, secondo quanto ci riportano le cronache, è, senza alcuna ombra di dubbio Howard Blackburn, vissuto tra il 1859 ed il 1932. Come già lasciato intendere in precedenza la sua incredibile e tragica storia di sopravvivenza lo ha reso un’icona assoluta di resistenza umana e dello spirito per tutti i marinai del New England.

Infatti, si racconta che mentre si trovava a pesca di halibut sui Grandi Banchi di Terranova a bordo della goletta Grace L. Fears, lo stesso Blackburn ed il suo compagno Tom Welch rimasero separati dalla nave madre a causa di una violenta e improvvisa tempesta invernale.

Rimasti soli sulla piccola barca a remi, conosciuta con il nome di Dory, Welch morì congelato dopo poche notti. Blackburn, invece, avendo perso i guanti in mare, prese una decisione estrema: curvò deliberatamente le mani nude attorno ai remi e lasciò che si congelassero in quella posizione. In questo modo, anche senza sensibilità o forza autonoma nelle dita, poté continuare a remare usando le braccia. Leggenda o verità? Si sa solo che remò da solo per ben cinque giorni fino a raggiungere la costa di Terranova, portando con sé il corpo del compagno. A causa del congelamento gli vennero amputate tutte le dita delle mani, i pollici e diverse dita dei piedi.

Eppure, nonostante la grave disabilità, Blackburn non abbandonò il mare. Tornato a Gloucester, aprì una taverna di successo e, successivamente, attraversò l’Oceano Atlantico in solitaria per ben due volte su barche appositamente modificate che riusciva a governare senza dita. Oggi la città lo ricorda con la Blackburn Challenge, una celebre gara annuale di canottaggio in mare aperto.

Prima di concludere con la leggendaria scena de La Tempesta Perfetta, più per dovere di cronaca per mera volontà di speculare, vi riportiamo un breve ritratto di ciascuno dei componenti dell’Andrea Gail. Si comincia con il capitano Billy Tyne, interpretato fa George Clooney.

Residente a Gloucester, era un capitano esperto e descritto come coraggioso e determinato. Aveva già affrontato moltissime tempeste oceaniche in passato. Come mostrata anche dallo stesso film quel viaggio rappresentava per lui un riscatto dopo una stagione di pesca non particolarmente fortunata. Secondo le testimonianze dei colleghi pescatori, Tyne era riuscito a riempire le stive di pesce ma dovette fare i conti con diversi malfunzionamenti meccanici a bordo, tra cui la famosa macchina del ghiaccio. Fu lui a lanciare l’ultimo contatto radio prima del silenzio. Aveva solo 37 anni.

Passiamo a Robert Bobby Shatford. Era nato e cresciuto a Gloucester, la sua famiglia era profondamente radicata nella comunità locale dei pescatori; sua madre, Mary Anne Shatford, lavorava nel noto locale dei pescatori, il The Crow’s Nest.  Bobby aveva un disperato bisogno di soldi per pagare gli alimenti arretrati alla ex moglie e per rifarsi una vita con la nuova fidanzata, Christina Cotter. Christina cercò in tutti i modi di dissuaderlo dal partire per quel viaggio tardivo ed estremamente rischioso. Aveva 30 anni e venne interpretato da Mark Whalberg.

Dale ‘Matt’ Murphy: era originario di Bradenton Beach, in Florida, Murph era un pescatore esperto di grandi navi, che svolgeva il ruolo di cuoco e addetto alle attrezzature sul ponte. Descritto come generoso e laborioso, in quel preciso momento stava attraversando un periodo personale molto doloroso e complicato a causa di un divorzio recente. Aveva un figlio piccolo che amava moltissimo, motivo principale per cui continuava a fare quel lavoro usurante e pericoloso. Anche lui aveva solo 30 anni e venne interpretato da John C. Reilly.

David ‘Sully’ Sullivan: venne reclutato a New York, unendosi all’equipaggio dell’Andrea Gail poco prima della partenza a Gloucester per sostituire un marinaio che si era tirato indietro all’ultimo momento. Sul peschereccio c’era una forte tensione iniziale tra lui e Murph a causa di vecchi rancori passati. Tuttavia, durante la navigazione la sua etica del lavoro, l’indolenza mista a momenti di grande generosità e lo spirito di squadra lo portarono a riconciliarsi con il resto dell’equipaggio prima della tragedia. Aveva 29 e venne interpretato da William Fitchner.

Michael ‘Bugsy’ Moran: Anche lui originario di Bradenton Beach, Florida, ed era un membro storico dei ponti oceanici. Viene ricordato dai conoscenti come un uomo dal carattere eccentrico, amichevole e inguaribilmente ottimista. Era considerato il classico marinaio “buono”, capace di alleggerire la tensione nei momenti duri sul ponte durante le lunghe ore di pesca al pesce spada. Aveva solo 36 anni e a prestargli il volto fu l’attore: John Hawkes.

E siamo giunti all’ultimo nome dell’equipaggio che è quello di Alfred Pierre: Originario di New York City, ma precisamente era un immigrato dalle isole caraibiche, Pierre era un uomo fisicamente imponente e di poche parole. Nonostante la corporatura massiccia che lo rendeva perfetto per i durissimi turni di forza sul ponte dell’Andrea Gail, era descritto come una persona incredibilmente dolce, pacata e timida. Era molto amato dai compagni perché non si tirava mai indietro davanti al pericolo o alla fatica.

Altre parole sono semplicemente inutili, vi lasciamo al momento culmine del film.

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