I 100 Non Napoletani che hanno fatto grande Napoli
Come abbiamo rimarcato ieri, nella lunga introduzione compresa nella prima parte di questo mini-speciale, interamente dedicato al nuovo libro di Michelangelo Iossa, la città di Napoli ha qualcosa di magico che lo percepisci ogni qual volta si varca il confine di ingresso nel suo territorio. Non è un da trascurare. Tutti quanti noi avvertiamo questa sensazione che ci fa dire: Sei a Napoli. Di sicuro se lo saranno detti anche i 100 protagonisti del libro. Nomi che tra di loro non esiste alcun legame. Nomi pesanti che al solo leggerli ci fa persino porre la domanda in modo del tutto istintivo: ma anche lui è passato per quella città? Ma non ci posso credere. E invece credeteci, cari lettori. Perché è tutto vero.
Il volume di Michelangelo Iossa, nonostante a quello che si potrebbe pensare, è si costituito da ben 480 pagine e non vi abbiamo mentito e né preso in giro quando abbiamo fatto riferimento piccoli capitoli, personaggio per personaggio. Il volume si sviluppa anche grazie ad alcune immagini di diretti interessati, che fra non molto di sveleremo, in versione stilizzata; più un qr code che vi permette di ascoltare canzoni e persino voci dei medesimi. Dunque, l’autore ha fatto le cose in grande e non perché nelle occasioni precedenti non le avesse realizzate. Anzi, al contrario.
È un’operazione, non solo letteraria, che consente al lettore stesso di approfondire il viaggio che intraprende mediante la scoperta delle singole partizioni e di alcuni personaggi anche ben lontani dalla nostra epoca. Durante la prima presentazione era stato normale sottolineare il fatto che c’erano delle mancanze. L’assenza di nomi come per esempio Massimo Troisi; nato come ben si sa a San Giorgio A Cremano e tanti altri.
Qui si parla proprio di persone neanche nate nella regione di appartenenza della città. Ma prima di andare avanti, prima di soffermarci su altri aspetti e su altri particolari è venuto il momento di scoprire, capitolo per capitolo, nome per nome, i 100 protagonisti di questo straordinario viaggio nel tempo nella città di Napoli.
Partenope, Virgilio, Matilde Serao, Alexandre Dumas, Vittorio De Sica, Wolfang Amadeus Mozart, Caravaggio, Giacomo Leopardi, Marcello Mastroianni, Diego Armando Maradona, Elsa Morante, Benedetto Croce, Tommaso D’Aquino, Papa Leone XIV, Lina Wertumuller, Angel Keys e Margaret Haney, Carlo Gesualdo Da Verona, Lino Banfi, San Gennaro, Al Di Meola, Stanley Tucci, Domenico Fontana, Luciano Spalletti, Federico II, Antonio Conte, Vincenzo Bellini, Giovanni Boccaccio e Fiammetta, Giotto, Mina, Gigi Proietti, Carlos Gardel, I magnifici trentadue del Napoli, Liliana De Curtis, Sophia Loren, Fred Bongusto, Pippo Baudo, Renzo Arbore, Gianni Minà, Enrico Alvino, Johann Wolfgang Goethe, Francesco Petrarca, Mario Castellani, Lucio Dalla, Salvatore Accardo, Carlo III Di Borbone, Ferdinando Fuga, Mia Martini, Giovanni Paisiello, Niccolò Jommelli, Gioacchino Murat, Claudio Baglioni, Nicola Amore, Anna Maria Ortese, Trudie Styler, Luciano Pavarotti, Edgar Degas, Herman Melville, Domenico Modugno, Maurizio Valenzi, Ian Fleming, Steno, Nanni Loy, Rocco Hunt, Oscar Wilde, Stendhal, Nino Manfredi, John Turturro, Goffredo Fofi, Ugo Calise, George Parker Bidder, Raimondo Di Sangro Principe di Sansevero, Anton Dohrn, Roberto Vecchioni, Vittorio e Alessandro Gassman, Bruce Springsteen, Sal Da Vinci, Elvis Presley, Giuseppe Mercalli, Plinio Il Vecchio, Andy Warhol, Vittorio Marsiglia, Teo Teocoli, Giancarlo Gianni, Don Pedro De Toledo, Sergio Zavoli, Giuseppe Tornatore, Ottavio Bianchi, Sigismund Thalberg, Alberto Angela, Albertino Bigon, Axel Munthe, Gabriele D’Annunzio, Bartolo Longo, Maria Grazia Cucinotta, Neri Per Caso, Giovanni Minoli, Gaetano Donizetti, Simple Minds, Eleonora Pimentel Fonseca, Aurelio De Laurentiis.
È chiaro che questo lunghissimo elenco rende il senso dell’intero messaggio che Michelangelo Iossa vuole lanciare e sul quale, per tutto il mini-speciale, ci siamo soffermati anche noi. Anzi, a dire il vero, la nostra iniziale intenzione non era quella di inaugurare il mini-speciale con tutti i nomi presenti nel volume; semmai di giocare con alcuni di essi. Per esempio, che legame c’è tra Lino Banfi ed Elvis Presley? Tra Gigi Proietti e Diego Armando Maradona? Tra Partenope e San Gennaro? Ammettiamo che come idea sarebbe stata davvero folle e al tempo stesso interessante.
Ma è anche vero che avremmo rischiato di confondere le acque fin dall’inizio. Perché, nei fatti, il nome di San Gennaro, Santo Protettore della città, è indissolubilmente legato a Napoli, ma la storia ci rivela che nacque a Benevento. Partenope, per esempio, era una sirena venuta chissà da dove. Lo stesso Re del Rock, Elvis Presley, si era legato eternamente a Napoli grazie ai suoi due versioni personalizzate di “O’ Sole mio” e “Torna a Surrient”, con titoli altrettanto leggendari come “It’s now or never” e ‘Surrender’. Canzoni entrambe degli anni ’60.
Non solo, qualcuno potrebbe anche soffermarsi su un nome che, con la storia e cultura della città, centrerebbe ben poco, come Lino Banfi, pugliese doc e proveniente dalla sua e leggendaria Canosa di Puglia. Il capitolo a lui dedicato è molto chiaro, ponendo in evidenza lo spirito naturale degli stessi napoletani. Il futuro comico pugliese venne aiutato in un grande momento di difficoltà dall’altrettanto e leggendario Principe della Risata, Totò.
Di certo potremmo continuare con gli esempi o sul perché, Iossa, ha voluto inserire un protagonista ben preciso anziché un altro. Ma non si può chiudere questo mini-speciale senza menzionare, anche se lo abbiamo già fatto, riportando il suo nome nell’elenco intero dell’indice del libro, il grande e mitico Renzo Arbore.
Sul leggendario conduttore televisivo e radiofonico c’è un aneddoto che lo stesso autore svela durante la prima presentazione del 10 settembre scorso. Un aneddoto anche ironico, nella sua essenza. Venendo contattato, telefonicamente, per ragguagliarlo sul fatto che sarebbe stato inserito fra i cento non napoletani che hanno contribuito nel fare grande Napoli, la conversazione con Arbore prende una direzione diversa. Lo storico conduttore inizia dilungarsi su tutt’altro fino a quando scopre il motivo per il quale è stato contattato: la realizzazione del libro, senza però intuire che lui, nell’elenco dei 100 rientrerà, eccome. Questa è la sua reazione: ma io ci devo stare in questo libro. Non solo, lo stesso Renzo Arbore ha persino curato la prefazione di Non siamo napoletani.