A partire da domani due speciali su due cult movie degli anni ’80 interpretati da Kurt Russel
Per i prossimi tre giorni chiamateci ‘FreeTopix Jena’. Motivo? Perché nel rimediare a qualche errore è sempre ‘una questione di riflessi’. Semmai il diretto interessato venisse ragguagliato che ci eravamo dimenticati del suo 75° compleanno, in più stavamo per saltare una delle tre celebrazioni in programma per quest’anno, relative proprio a lui, non crediamo che l’avrebbe presa bene; anzi non ci avrebbe aiutato a fuggire da luoghi pericolosi oppure sarebbe salito a bordo del suo camion in chissà quale direzione. Di certo qualcuno direbbe New York, qualcun altro San Francisco. Ad ogni modo, equivaleva commettere un vero delitto se non avessimo pensato anche a questo lungo appuntamento interamente dedicato a lui.
Un unico reportage, due film; un unico lungo appuntamento per celebrare, in parte, i suoi settantacinque anni e non solo: ci sono anche, rispettivamente, i 45 ed i 40 di due cult movie anni ’80 tutti suoi e con i quali è diventato non un mito, ma il mito di tutti noi. Un mito, rispetto agli altri, quasi silenzioso e non sempre sponsorizzato o comunque celebrato come gli altri suoi illustri colleghi della sua stessa generazione. Dunque avremmo fatto un errore se in questi giorni non ci saremmo soffermati anche su Kurt Vogel Russel. Più semplicemente: Kurt Russell.
Iconico attore per due ruoli in particolare, i quali, proprio in questi caldissimi giorni del mese di luglio hanno toccato quota cifra importanti. Un 45° ed un 40° anniversario che portano con sé significati opposti, messaggi opposti, stili opposti, visione opposte, personaggi opposti ma, per paradosso, partoriti dalla stessa geniale mente cinematografica. No, non stiamo parlando di lui e non che, il buon vecchio Kurt, nato nel giorno di San Patrizio, ovvero il 17 marzo del 1951, nella vita privata non solo sia; anzi al contrario.
Da ciò che è emerso, su di lui, da quando ha iniziato a muovere i primi passi in quello che un tempo lo si conosceva come mondo in celluloide, ossia all’età di dodici anni, più o meno. E come spesso succede, agli inizia di qualsiasi carriera, il nome non sempre viene accreditato. Anche in quell’occasione accadde la stessa cosa. Era l’anno in cui John Kennedy purtroppo moriva tragicamente scioccando una nazione intera e il giovanissimo Kurt esordiva al cinema, seppur non ufficialmente, con la pellicola dal titolo ‘Bionde, rosse e brune…’.
Nato a Springfield, nella stessa città dei mitici ‘Simpson’, il giovane Russell, in quegli anni adolescenziali, prediligeva ruoli per famiglia nelle sue prime esperienze professionali con la Disney. Esperienze che lo aiutarono a formarsi in quel mondo fino ad essere pronto per ruoli meno familiare, meno bravo ragazzo della porta accanto. In fondo, lo stesso Plissken non lo è mai stato.
Ma quello che ancora non stiamo ricordando, visto che ci siamo concentrati subito sulle sue prime apparizioni cinematografiche, fino al 1981, è che Kurt Russel esordì in varie serie televisive, leggendarie, prodotto negli anni ’60. Molti titoli li abbiamo incontrati ne i reportage, quando si siamo trovati a celebrare le carriere di altre leggende del mondo del cinema. Show televisivi come Gunsmoke, il fuggiasco, Danile Boone e Il Virginiano.
Il suo ingresso nel mondo del cinema lo si deve a suo padre, Bing, il quale ricopriva il ruolo dello sceriffo nella leggendaria serie tv, di genere western, ‘Bonanza’. Show televisivo in cui recitava anche Michael Landon, il futuro Charles Ingalls ne ‘La casa nella prateria’. Una piccola digressione, su Michael Landon ne parleremo più avanti nel corso di quest’anno, visto che l’anniversario della sua scomparsa è caduto lo scorso 1° luglio; 1° luglio del 1991. Ma questa avrebbe spento, il prossimo ottobre, ben novanta candeline. Quindi quale migliore occasione?
Ma giustamente torniamo a lui e a quel suo mito che ha costruito dopo anni di duro lavoro, nonostante portasse un cognome scomodo e forse, proprio sullo stesso Kurt Russel, la regola secondo cui è difficile che un erede possa superare il proprio genitore, in questo caso, è stata ampiamente disapplicata dal destino.
Quando John Carpenter gli concede, diciamo così, l’occasione della vita, l’occasione di togliersi di dosso il ruolo da bravo ragazzo o comunque quello della porta accanto, Kurt Russell non si lascia scappare il treno due volte; Carpenter, d’altronde, al ragazzotto di Springfield già lo conosceva. Era consapevole delle potenzialità di colui che un tempo era solamente conosciuto come il figlio d’arte.
Infatti, un paio di anni prima al suo primo ruolo iconico, Russell, impersonò Elvis Presley, sempre diretto da Carpenter, in un biopic televisivo che ripercorreva le ultime ore del Re del Rock. Il piccolo film venne prodotto nel 1979, due anni dopo al tragico 16 agosto del 1977.
A questo punto, però, dobbiamo ritornare sul binario iniziale non tanto perché possiamo perderci noi, semmai onde evitare che potremmo fare andare in confusione, voi, cari lettori. Si, perché in questo reportage non si tiene conto di tante altre cose attinenti al suo percorso professionale. Nel senso che sempre in questo 2026 cercheremo di recuperare altre celebrazioni legate alla sua filmografia, con una doverosa precisazione.
Trentacinque anni fa, esattamente il 24 maggio del 1991, Kurt Russel prese parte al kolossal e cult movie ‘Backdraft’, meglio conosciuto con il titolo ‘Fuoco Assassino’. Un’opera cinematografica magistrale, diretta da Ron Howard, ampiamente dedicata alla figura eroica dei pompieri. il vero motivo per cui lo abbiamo rinviato è perché lo speciale lo pubblicheremo nei giorni che precederanno il venticinquesimo anniversario dell’11 settembre.
Vero, in questo caso siamo d’accordo, cari lettori, la nostra è una scelta più di cuore che dettata dalla razionalità. Ma prima di chiudere questo mero articolo introduttivo, appare doveroso precisare, ulteriormente, che i prossimi due speciali saranno dedicate ai due film interessati del 45° e 40° anniversario dall’approdo nei cinema: 1997 – Fuga da New York e Grosso guaio a Chinatown. Per ovvie ragioni ci atterremmo alla cronologia delle uscite che, guarda caso e seppur in due anni diversi, il calendario e il destino ci viene in soccorso, ma non dal punto di vista degli anni: 2 luglio 1986 per Grosso Guaio a Chinatown e 10 luglio del 1981 per 1997 – Fuga da New York. Perché in fondo, come dice il vecchio Jack Burton: è tutta una questione di riflessi…