Il popolare attore comico pugliese tocca quota novanta anni, con oltre sessanta anni di carriera
È sempre stato un classico: il lavoro dell’attore, nella sua essenza, non è mai stato visto di buon occhio da nessun genitore, nonostante si speri sempre per il successo quello grande, quello definitivo, quello epocale e in termini economici, s’intende. Fu così anche per Pasquale Zagaria che, come spesso accade a tutto coloro che intraprendono questo percorso ad ostacoli, non se la vide proprio bene. Si narra che nel 1954, per problemi economici, fece ricorso persino a degli strozzini.
Secondo le cronache dell’epoca, lo stesso aspirante attore pugliese, venne salvato o quantomeno soccorso da un posteggiatore napoletano, di nome Ciro, che lo portò a casa sua per sfamarlo e pagandogli anche il biglietto per Milano. Infatti, nella grande città del nord c’era il grande teatro del varietà, in cui incominciò ha rodare il suo talento, fino ad indirizzarlo verso confini ancora battuti.
Sempre tra gli anni ’50 e l’inizio dei ’60, Lino Zaga, adesso così si faceva chiamare, fece il grande incontro: Totò. Il Principe della Risata, oltre ad elogiarlo per il suo talento, gli suggerì, per non dire quasi, ordinò di non tagliare i cognomi come pseudonimo, perché portava sfortuna. Fu il suo manager, insegnate di scuola elementare e marito di Marisa Horn, ha trovargli il cognome giusto.
Andò a spulciare i cognomi degli alunni inseriti nel registro di classe e optò per Banfi; ma tale scelta fu quella giusta, visto che il suo nome d’arte è anche molto facile da ricordare ed a collegare al suo volto. Abbiamo detto che l’attività cinematografica inizia, ufficialmente, nel 1960. Ma considerarlo solo ed esclusivamente come attore, nel suo caso, risulterebbe alquanto riduttivo.
Se si pone attenzione al percorso professionale, Lino Banfi, non è solo considerato come mero attore e mero comico, ma persino sceneggiatore e cabarettista. Infatti, nel mentre riusciva ad ottenere i primi ruoli sul grande schermo, allo stesso tempo, tentava di farsi largo attraverso il tubo catodico. Anche qui si parla di comparsate, primi ruoli e prime partecipazioni a quelli che erano, da almeno un decennio, quasi, i primi programmi della nostra televisione.
Programmi come ‘Biblioteca di Studio Uno’, di Antonello Fakqui, del 1964; cinque anni più tardi incrociò la sua strada con un’altra leggenda nostrana, Renzo Arbore, con il quale lavorò a ‘Speciale per voi’. Qualche anno più tardi, invece, insieme a Carletto Sposito, Anna Mazzamauro, la futura Signorina Silvani della saga del Ragionier Ugo Fantozzi, Lando Fiorini ed Enrico Montesano. Esattamente nell’anno 1972.
Tornando indietro di nel tempo, sempre di un decennio, Lino Banfi sposa colei diventerà la sua storica moglie, Lucia Zagaria; purtroppo deceduta nel 2023. Contrariamente a quanto faceva vedere sul grande schermo, nella vita, Banfi, fu molto fedele alla moglie a differenza dei personaggi che intrepretava sul grande schermo. I quali si ritrovarono sempre donne avvenenti dal nome di Gloria Guida ed Edwige Fenech, specialmente con quest’ultima firmò una serie di pellicole tipiche della commedia sexy all’italiana, in cui era presente anche Alvaro Vitali.
Erano film come ‘La compagna di banco’; L’insegnante va in collegio’; La liceale nella classe dei ripetenti; e ancora: Kakkientruppen; La soldatessa alle grandi manovre; L’insegnate viene a casa; L’infermiera di notte; La liceale seduce i professori; La poliziotta della squadra del buon costume e L’infermiera nella corsia dei militari
Ma quello che ancora non abbiamo detto, anzi che abbiamo involontariamente sorvolato, fu che prima di questi titoli, entrati nella storia di questo particolare genere cinematografico tutto nostrano, Lino Banfi, in più di un’occasione divise il set con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia; anzi, furono proprio i due, pian piano, lo lanciarono sempre di più nel mondo del cinema con qualche piccolo ruolo iniziale.
Pellicole come: I due nipoti di Zorro, I 2 Pompieri, Ciccio Perdona… io no, Don Chisciotte e Sancho Panza, Due mafiosi contro Goldfinger, I due deputati, Indovina chi viene a merenda e per concludere, anche se l’elenco non è completo, con la leggendaria parodia de L’esorcista conosciuta come L’esorciccio. Tutti titoli, tutti film che contribuirono ad implementare la sua carriera, facendosi notare sempre di più dal pubblico, senza dimenticare le continue apparizioni televisive.
Tutto ciò tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Ma sono gli anni ’80 a consacrarlo ancora di più con pellicole, della classica commedia all’italiana, che entreranno nell’immaginario collettivo. Prima di menzionarne qualcuno, vi ricordiamo che nel 1979 inaugura proprio questa carrellata di titolo nel film ad episodi: Sabato, domenica e venerdì. Senza dimenticare, sei anni prima, il pluricitato Pasquale Zagaria… ama la mamma e la polizia.
A seguire arrivano: Cornetti alla crema, del 1981; Fracchia la belva umana, sempre dello stesso anno; Ricchi, ricchissimi: praticamente in mutande; Vai avanti tu che mi vien da ridere; il capolavoro Vieni avanti cretino; Pappa e Ciccia. Questi titoli giungono tra gli anni 1982 e 1983.
Ma è nel 1984 che bissa il successo di Vien avanti cretino, grazie a due parodie nel mondo del calcio o che hanno per sfondo il mondo del pallone: Al Bar dello sport, con l’ottimo Jerry Calà, e l’iconico, leggendario ed irripetibile: Allenatore nel Pallone. Non contento piazza altri due colpi al botteghino insieme ai colleghi, Paolo Villaggio e Massimo Boldi, con ‘Scuola di Ladri’; ma l’anno precedente, sempre gli attori menzionati e insieme al duo Gigi e Andrea e Ricky Tognazzi prende parte al divertentissimo film: I Pompieri.
Ancora: Il Commissario Logatto; Roba da ricchi; Bellifreschi e com’è dura l’avventura del 1987. Questo sarà il suo ultimo film non solo degli anni ’80 ma anche in generale. Si dedicherà molto di più alla televisione, con il Caso Sanremo, del 1990; per non dimenticare la serie televisiva, oggi si chiamerebbe fiction, Il Vigile, che recita con la figlia, Rosanna Banfi. Nel 1992 appare in Joe e suo nonno.
Ma è nel 2008 che ritorna insieme ad altri nomi della commedia di genere nel film: Un’estate al mare. Non solo, cerca di bissare il successo de L’allenatore del pallone con l’episodio cinematografico numero 2 fallendo miseramente l’appuntamento tanto atteso. Siamo nel 2008. La sua seconda carriera inizierà all’interno del tubo catodico…