In questo speciale vi portiamo alla scoperta di una figura televisiva dimenticata nel tempo
Di sicuro alle nuove generazioni questo volto non può dire nulla, per ovvie ragioni. Per coloro che sono tra nati gli anni ’70, gli anni ’80 e, diciamolo, anche molto prima di queste due decadi, quasi sicuramente, il suo viso dirà molte più cose di quanto si possa pensare. Si riaprono ricordi legati a quegli show televisivi, più comunemente telefilm, che tenevano incollati i telespettatori con storie semplici e messaggi sia diretti ed indiretti. La sua figura, in tempi non sospetti, l’avevamo già incrociata per il cinquantesimo anniversario della prima puntata di una sitcom leggendaria.
Un telefilm che era, in sostanza, la costola del suo show principale, spinoff tanto per essere più tecnici. Un attore ed un autore televisivo legato indissolubilmente ad un’epoca in cui i vari network televisivi realizzavano sane storie per famiglie; non importava, alle volte, se i temi trattati affondavano le radici nei singoli problemi sociali. Prodotti ideati e sviluppati anche per far riflettere con l’ausilio della risata.
In fondo, questa che vi stiamo per raccontare, è una storia vecchia come il mondo. In cui l’attore o interprete comico riesce sempre a trovare il modo, anche, di far commuovere in alcuni momenti in determinate stagioni di una serie in particolare. Ma come diciamo sempre: andiamo con ordine, alla scoperta o riscoperta della figura televisiva di Carrol O’Connor.
Il nome per esteso era John Carrol O’Connor ed era nato a New York il 2 agosto del 1924. Dunque, semmai fosse ancora tra noi sarebbe vicino ai 102 anni. Invece, il 21 giugno del 2001 ci lasciò a causa di un infarto, ma di questo ve ne parleremo più avanti. Dunque, nacque a New York, come abbiamo già detto, e precisamente a Manhattan da Edward Joseph O’Connor, un avvocato, ed Elise Patricia O’Connor, nata proprio con questo cognome, un’insegnate.
Carrol, nella sua vita, ebbe anche dei fratelli, i quali divennero entrambi medici. Il primo, Hugh, morì a causa di un incidente stradale nel 1961, mentre Robert si specializzò in psichiatria. Qualche anno più tardi, lo stesso Carrol, con la famiglia, si trasferì ma sempre a New York, in un altro distretto, quello del Queens. Ancor più precisamente Elmhurst e a Forest Hills.
Ad Elmhurst, la futura stella della televisione americana, si diplomò presso la Newtown High School. Successivamente, nel 1941, decise di iscriversi alla Wake Forest University nella Carolina del Nord, ma a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale si ritrovò costretto a lasciare gli studi.
Durante il secondo conflitto mondiale, O’Connor venne respinto Marina degli Stati Uniti per poi virare verso l’accademia della Marina mercantile degli Stati Uniti. Lasciato quell’istituto riuscì a diventare marinaio mercantile, prestando servizio nello stesso settore della marina sempre durante gli anni dello stesso secondo conflitto.
Una volta terminata la guerra, il futuro attore ed autore televisivo, iniziò a frequentare l’Università del Montana, lavorando come redattore il Montana Kaimin, il giornale studentesco. Dalla carica di redattore del giornale si dimise nel 1949 a causa di uno scontro interno con l’amministrazione del campus. Difatti, accadde, in merito ad una delle tante pubblicazioni settimanali, un numero in particolare, conteneva una vignetta raffigurante il Consiglio di amministrazione del Montana come topi che rosicchiavano un sacco di fondi universitari.
Quella pubblicazione in particolare venne non solo confiscata ma addirittura distrutta. Carrol, non prendendola bene, decise di sua spontanea volontà di dimettersi. Nonostante quell’increscioso episodio, O’Connor, entrò a far parte della Sigma Phi Epsilon, una confraternita universitaria ed allo stesso tempo, le cronache dell’epoca non sono specifiche in tal senso, si ritrovò a recitare in diverse produzioni teatrali studentesche.
Sempre le cronache dell’epoca, però, ci riportano che lo stesso futuro attore, non frequentò mai dei corsi specifici di recitazione e tra i tanti spettacoli teatrali al quale prese parte in quello intitolato ‘Our Town’ ci fu un prima svolta della sua vita, non proprio ancora professionale anche se ormai la direzione era già tracciata.
In quell’occasione incontrò una ragazza di nome Nancy Fields, all’epoca truccatrice e persino tecnico delle luci di quella compagnia teatrale. I due si fidanzarono e quando la donna si laureò nella sua stessa Università, nell’anno 1951, in arte drammatica e in inglese partì per Dublino, con l’intenzione di raggiungere Carrol. Infatti, il futuro sceneggiatore televisivo, in quello stesso periodo era volato in Irlanda, dopo che aveva aiutato suo fratello ad iscriversi alla Trinity College di Dublino.
Non solo, la futura star del piccolo schermo si iscrisse anche lui presso quello stesso ateneo studiando non solo letteratura inglese ma anche storia irlandese, laureandosi nel 1952. Quando raggiunse tale traguardo lo stesso Carrol O’Connor era già sposato con Nancy Fields e il matrimonio risale al 28 luglio del 1951. Tra il 1952 e persino il 1956, Carrol, iniziò la carriera di attore e riprese gli studi all’Università, la stessa del Montana, per conseguire un master in arte oratoria.
Giunti fino a questo punto dovremmo soffermarci essenzialmente solo su due punti, non proprio irrilevanti. Il primo è che Carrol abbia scoperto la propria passione per la recitazione per puro caso, molto probabilmente portandola avanti, all’inizio, anche come semplice hobby, per poi crescere di più dentro di lui non solo come autore televisivo, come vedremo più avanti.
Il secondo punto, invece, dovrebbe essere comune a tutti quelli che si ritrovano a fare i conti nella vita. La maggior parte delle stelle della musica, del cinema e quindi anche della televisione, durante i primi anni giovanili non ha subito particolari traumi, come divorzio dei propri genitori o morte prematura di uno di loro; senza dimenticare, purtroppo, la scomparsa di uno dei due fratelli. Ma purtroppo un lutto grave, lo subirà più avanti. ma come sempre andiamo con ordine.
Deciso nel voler intraprendere la carriera di attore, intorno agli ’50, O’Connor bazzica molto i teatri sia di Dublino che anche quelli di New York fino a quando, come spesso succede, il suo percorso arriva ad una svolta molto importante.
In quel periodo si era sparsa la voce della preparazione dell’ennesima rappresentazione teatrale dell’Ulisse di James Joyce e venne scelto dal regista. Ma il nome di quest’ultimo è diventato leggendario per un altro motivo…