Il 3 giugno del 2016 ci lasciava il più grande pugile di tutti i tempi, capace di ispirare generazioni intere

Prima di proseguire con la vicenda della bicicletta, la vera svolta inattesa per lo stesso Clay, sempre nel periodo in cui ricevette lo schiaffo morale nel vedersi rifiutare un semplice bicchiere di acqua, quando era solo un bambino, la futura leggenda del pugilato si ritrovò a fare i conti con un altro trauma.

Questa volta non era riguarda lui in prima persona, no. Il 28 agosto del 1955, nella contea di Money, nello Stato del Mississippi, e nelle acque del fiume Tallahachie, venne rinvenuto il cadavere dello sfortunato undicenne Emmet Till, che proveniva da Chicago per una semplice vacanza nei luoghi di famiglia. Un caso di cronaca che sconvolse non solo la stessa comunità afroamericana ma la nazione intera. In merito a ciò, le cronache dell’epoca, ci riportano informazioni ed aneddoti secondo cui lo stesso Clay, con un amico, iniziò a rendersi protagonista di atti vandalici; come reazione di mera frustrazione per ciò che era accaduto al piccolo Emmett.

Non si sa, però, di preciso in che periodo di verificarono questi atti vandalici. Nel senso se avvennero prima o dopo l’episodio da cui adesso riprenderemo il racconto: quello della bicicletta. Dunque, parafrasando il mai dimenticato Enzo Tortora: allora, dove eravamo rimasti? Al poliziotto Joe Martin.

In verità, quest’ultimo, era conosciuto nell’ambiente con l’appellativo di ‘Sergente’ e per un semplice motivo; un paradosso, se vogliamo dire. A quanto pare era rimasto bloccato sull’esame proprio da sergente e aveva paura di affrontare e di sostenere tale prova proprio per ottenere la promozione a tale grado. Non si è mai saputo se fosse mai riuscito a sconfiggere questo suo blocco. Comunque, Martin si vide avvicinare il ragazzino, un po’ troppo mingherlino, che urlava quasi come un indemoniato. Diceva di voler affrontare chi gli avesse rubato la bicicletta e di volergliele suonare di santa ragione.

A quel punto Martin gli chiese che semmai lo avesse trovato sarebbe stato in grado di tenergli testa. Cassius, in tutta franchezza, rispose di no e la risposta che ricevette fu quella che cambiò non solo la storia dello stesso Cassius, ma anche l’intera storia del pugilato: domani vieni in palestra così ti insegno a boxare.

Ecco, se possiamo dire quale sia il vero punto dal quale inizia la sua leggenda è proprio questo. Ci sarebbe di più: provate ad immaginare se non gli avessero mai e poi mai sottratto furtivamente quella bicicletta? Ma perché, al di là di tutto, era così importante? La leggenda vuole, comprovata comunque dai fatti, che la due ruote a pedali gli venne regalata da suo padre, dopo che lo stesso era riuscito ad ottenere degli ottimi guadagni. Tant’è che Cassius Clay Sr si incaponì persino nel volerla regalare. Ma la storia andò diversamente.

Eppure, nessuno si aspettava che quel semplice furto, che tutti quanti noi possiamo subire, avrebbe rappresentato la vera molla per innescare tutto il talento, totalmente inespresso e, oltretutto, sconosciuto allo stesso Cassius Clay. Il primo vero esordio nel 1954, sempre entro i confini del suo stesso stato. Quasi contro ogni previsione l’allora dodicenne Clay ottenne non uno, ma addirittura ben sei Kentucky Golden Gloves, altri due Golden Gloves ma in questo caso nazionali ed un titolo di Amateur Athletic Union. Attenzione, però, sarebbe meglio fare un bel po’ d’ordine.

Dall’esordio del 1954 fino ad arrivare, persino, al 1960 il giovane pugile era riuscito ad ottenere tutti questi titoli solo nella categoria dei dilettanti, considerando anche che, secondo le cronache dell’epoca, il giovane Cassius aveva avuto con sé all’angolo Chuck Bodak.

In quei sei lunghi anni, la futura leggenda della boxe, spiazzò tutti con le sue doti atletiche, prima, e tecniche, poi. Le quali presentavano dei miglioramenti progressivi sorprendenti. Era chiaro, comunque, che il giovane talento doveva per forza di cose effettuare quel balzo in avanti che lo avrebbe portato, se non prima, ad una mera consacrazione. Senza dimenticare che fino a quel momento, ovvero fino all’anno 1960, Cassius ancora non aveva effettuato il balzo tra i professionisti.

Per paradosso ciò avverrà non prima del 29 ottobre del 1960. Chi ha abbastanza memoria o, allo stesso tempo, è anche uno storico della nobile arte è ben consapevole con quella data siamo, seppur di qualche mese, già oltre delle storiche e leggendarie Olimpiadi di Roma.

I giochi olimpici nella nostra capitale si tennero tra l’agosto ed il settembre di quell’anno ed esattamente: tra il 25 agosto e l’11 di settembre. In quell’occasione, Cassius Clay riuscì persino a conquistare la medaglia d’oro nella categoria peso mediomassimo. Una vittoria che non solo fece morale, non solo è a dir poco storica e la cui medaglia, al giorno d’oggi, è conservata presso la palestra Audace Box sempre di Roma.

Eppure, di quella stessa medaglia sussisterebbe anche un’altra versione per bocca di colui che ad un certo punto della sua carriera ed esistenza decise di chiamarsi in un altro modo. Ma di questo ve ne parleremo più avanti. Rimanendo nell’anno 1960 e giungendo, quasi, alla data del passaggio dai dilettanti ai professionisti è d’obbligo ricordare il suo primo score; ossia il primo punteggio ottenuto in quella categoria: ben 100 vittorie e solo 5 sconfitte. Un vero e proprio record.

La musica non cambiò nemmeno quando il passaggio avvenne ufficialmente. Il suo primo avversario si chiamava Tunney Husacker e nonostante lo sconfisse ai punti, da quel 29 ottobre del 1960 e fino ad arrivare al 1963, accumulò un numero tali di vittorie che disintegrò, quasi, il record precedente composto da soli 15 vittorie. Quante furono le sue? 19. Si forse non è ancora molto ma senza mai perdere neanche un incontro. La sua leggenda, senza che lui lo potesse immaginare, si alimentava sempre di più proprio grazie alle sue gesta sul ring.

I suoi primi avversari furono: Tony Esperti, Jim Robinson, Donnie Fleeman, Alonzo Johnson, George Logan, Willi Besmanoff, Lamar Clark, Sonny Banks, Doug Jones ed Henry Cooper. Non solo, nel 1962, il giovane pugile riuscì persino nell’impresa di battere l’ex allenatore e veterano Archie Moore. Ma questo era soltanto l’inizio. Per gli incontri leggendari non mancava molto; anzi, siamo ancora all’inizio…

MUHAMMED ALI’ TORNERA’ DOMANI ALLE 14.34;

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