Nell’anno di quelli che sarebbero stati 85 anni, dedichiamo il secondo ‘primo’ reportage a O’Rey
Nessuno forse è al corrente del fatto che Waldemar De Brito, nel segnare la futura Perla Nera all’epoca quindicenne, si rivolse ai dirigenti del Santos con queste semplici parole: sarà il miglior giocatore del mondo. Per quanto la sua lungimiranza venne largamente premiata, lo stesso De Brito non poté mai e poi mai immaginare che quel piccolo ragazzino sarebbe non solo il miglior giocatore del mondo in quel periodo, ma il miglior giocatore del mondo della storia del calcio insieme a Diego Armando Maradona.
Pelè nel Santos debuttò, precisamente, il 7 settembre del 1956 in un match di campionato contro il Corinthians de Santo Andrè. Quella partita non solo finì con un punteggio ultra-tennistico, 7 a 1, ma lo stesso subentrò, a risultato ormai acquisito, al ben veterano Del Vecchio firmando il tabellino dei marcatori al minuto 36.
Nella stagione successiva, oltre a vedersi attribuire anche un altro soprannome, ‘Gasolina’ in onore di un cantante dell’epoca, il futuro sovrano del calcio incominciò a giocare in pianta stabile come titolare negli undici di partenza, terminando la stagione conquistando la classifica capocannoniere del campionato Paulista. Aveva solo sedici anni e solamente dieci dopo aver firmato il suo primo contratto da professionista, la nazionale non perse tempo a convocarlo per i vari impegni da affrontare.
La selezione brasiliana di calcio, appunto. Non una squadra qualsiasi. Neanche il Santos lo fu e dopo di lui, proprio perché ha indossato quella maglia per tutta la sua carriera, non sarà mai più una squadra comune. Diciamo questo perché sappiamo tutti che la sua prima vera consacrazione avvenne nel mondiale di calcio del 1958 e soprattutto proprio all’atto finale di quel torneo.
Quella sesta edizione si svolse in Svezia ed entrò nella storia. Anzi, per essere precisi, fu proprio lui a renderla indimenticabile in tutto e per tutto e a farla entrare nella storia. Memore e consapevole della promessa che fece a suo padre ben otto anni prima, Pelé, in quel lontano 29 giugno del 1958 realizzò due magie che stregarono il mondo, che lo portarono a diventare campione del mondo a soli diciassette anni. I diciotto, come ormai sappiamo tutti, li avrebbe compiuti solo nell’ottobre di quello stesso anno.
Quattro anni ottenne persino il bis con la propria nazionale, nei mondiali cileni i quali, proprio per lui, comunque, si rivelarono un po’ sfortunati. Un brutto infortunio lo tenne lontano dalla competizione rinnovando l’appuntamento quattro anni più tardi.
Parafrasando una delle celebri canzoni di Antonello Venditti, nel 1966 la Sovrana di Inghilterra non era Elisabetta II, no. La Regina d’Inghilterra era Pelé. Eppure, O’Rey, a venticinque anni e ben due mondiali vinti alle sue spalle, nella patria, per antonomasia, del calcio, non brillò come avrebbe dovuto. Il suo Brasile venne eliminato nella fase a gironi di quel torneo. dopo un esordio vittorioso contro la Bulgaria, i ‘verdeoro’ persero contro l’Ungheria e il sorprendente Portogallo di un altro stratosferico giocatore, Eusebio. Per ritornare sul tetto del mondo ad Edson Arantes Do Nascimento Pelè non gli bastò molto, il tempo dell’arrivo del primo mondiale messicano. Ma su questo ci ritorneremo più avanti.
In precedenza, abbiamo specificato che al Santos dedicherà tutta la sua carriera, a partire dal 1957 fino al 1974; ben diciassette anni. Nonostante non chiuse la sua esperienza da calciatore in patria, nella squadra brasiliana realizzò, in totale, oltre le 643 reti ufficiali. Ciò cosa significa? Che, appunto, in via ufficiale non sono mai state conteggiate anche quei gol realizzati durante le singole amichevoli e le partite di calcio non ufficiali.
Eppure, tra il 19 ed il 22 novembre del 1964, tra tutte le reti contate fino a quel momento, ufficiali e no, Pelè raggiunse non uno ma bensì due traguardi. In due matches ravvicinati stabilì, prima, un nuovo record e, poi, toccò uno dei massimi risultati per un giocatore di calcio. ma come sempre andiamo con ordine.
In Santos Botafogo, proprio del 19 novembre del 1964, Pelè superò per ben otto volte il portiere avversario, anche se la partita finì 11 a 0; mentre cinque anni più tardi, il 22 novembre del 1964, O’Rey raggiunse quota mille gol in carriera. comunemente chiamato O Milesimo, la rete non arrivò mediante una giocata spettacolare, con un diagonale, punizione o pallonetto ma con un semplice rigore.
Tralasciando se sia stato provocato da una giocata sensazionale o meno, del suo millesimo gol rimane la portata storica; rimane il traguardo raggiunto da colui che in quel momento era già considerato, da molto tempo, l’extraterrestre con la palla tra i piedi.
Eppure, anche per lui qualche polemica non mancò; qualche polemica alimentata, soprattutto negli anni successivi al suo ritiro dal calcio giocato, e per la contrapposizione con il numero 10 argentino su chi fosse il migliore tra lui e Diego. Il pomo della discordia per certi versi è anche molto facile da tener presente.
Tra il brasiliano e l’argentino sussiste una differenza non proprio di poco conto che non è legata ai mille gol realizzati o, perché no, anche ai tre mondiali vinti rispetto a Diego. I due si differenziano da un dettaglio: Maradona si è misurato con il calcio spagnolo e in quello nostrano. Mentre lo stesso Arantes Do Nascimento Pelé non è andato mai oltre ai confini nazionali.
Proprio in merito a questo si parla di una legge da parte del governo carioca di impedire che il giocatore andasse a misurare il suo talento altrove. Scelta scellerata o scelta un po’ troppo protezionistica?
Eppure, lo stesso club di appartenenza dello stesso Pelè può vantare in bacheca, anche grazie a lui, ben 22 titoli del campionato paulisti, di cui otto del tipico campionato brasiliano. Per essere ancora più precisi con i primi si fa mero riferimento ai tornei che si sono svolti entro lo Stato di San Paolo; gli altri sono in ambito nazionale.
In che anno Pelé li ha vinti? Dieci dei 22 vinti sono stati conquistati nel 1958, 1960, 1961, 1962, 1964, 1965, 1967, 1968, 1969 e nel 1973; mentre degli otto titoli nazionali direttamente sei sono stati conquistati tutti negli anni ’60. Ovvero, tra il 1961 ed il 1968…