Il 27 novembre del 1985 usciva nei cinema il quarto e leggendario della saga del pugile di Philadelphia
Potremmo quasi dire che ci siamo cascati. In fondo, comunque, era ovvio e non poteva essere altrimenti, con un inizio così iconico. In che altro modo si poteva inaugurare il reportage sul quarto ‘round’ cinematografico del pugile più famoso della storia del cinema? Un lungo speciale interamente dedicato al pugile italoamericano nell’episodio più iconico della saga, iniziata nel lontano 1976. Era il 27 novembre del 1985 quando Sylvester Stallone, ancora non pago del successo, conquistato solamente qualche mese prima, a maggio dello stesso, con la puntata numero 2 sul reduce del Viet-Nam più famoso del cinema, che propose la sua vera creatura per la quarta volta sul grande schermo.
In questa occasione, l’attore italoamericano alzò di molto il tiro, portando la storia del pugile di periferia verso una dimensione improponibile fino a quel momento: ovvero osare miscelare lo sport con il settore che nemmeno noi, cari lettori, come ben sapete abbiamo voglia di toccare o di sfiorare, neanche con i guantoni da boxe, che comunque conserviamo per ogni evenienza.
Ironia a parte, Stallone scelse per il suo Rocky un avversario più forte di tutti quelli che aveva già incrociato nei precedenti tre capitoli e non poteva essere altrimenti, sennò che senso avrebbe avuto? Un avversario, dunque, più forte di Apollo Creed e più forte di Clubber Lang.
D’altronde per rappresentare, mediante la metafora del ring, l’antagonista per antonomasia, per gli Stati Uniti d’America, l’Unione Sovietica doveva per forza avere tra le sue fila non tanto un atleta, semmai ‘un super atleta’ affinché arrivasse persino a sfidare per cercare di conquistare il pugilato professionistico occidentale.
Uno speciale, questo, che potrebbe tranquillamente sconfinare nella duplice rubrica di ‘Storia’ e di ‘Parole Schiette’. Senza dimenticare anche ‘Occhio sul mondo’. Ma per il momento preferiamo rimanere entro i confini non solo del grande schermo, ma anche della grande musica e non solo perché inauguriamo questo reportage proprio di lunedì e, come ben sapete, il primo giorno di ogni settimana, da tempo immemore, è dedicato alle canzoni che instillano la carica; soprattutto per un semplice motivo: non riguarda solo ed esclusivamente un solo brano, ma l’intera colonna sonora composta da ben dieci canzoni.
Brani che ancora oggi ascoltiamo, canticchiamo e non solo perché magari ci ritroviamo a rivedere la pellicola del 1985. No, sono singoli che ancora oggi fanno parte della colonna sonora di tutti quanti noi e che hanno catturato l’immaginario collettivo.
È vero, dovremmo attenerci allo schema. A quel classico schema a cui vi abbiamo sempre abituato, da cinque anni a questa parte, con l’appuntamento del lunedì che terminava con una canzone adatta ad instillarvi la carica per affrontare la nuova settimana.
Eppure, in questo caso dovremmo prepararvi al doppio schema. Da un lato si tiene conto della giornata di oggi, in cui si chiude, come sempre e come di consueto, con l’istituzionale brano che si spera vi carichi a dovere; ma visto, però, che si tratta di appuntamento particolare ed interamente dedicato al quarto capitolo della saga di Rocky, questo lungo reportage sarà suddiviso in un modo particolare che scoprirete nel corso di questi lunghi appuntamenti.
Non solo ci soffermeremo sui tanti messaggi che la stessa pellicola offre, senza però analizzarli con le nostre idee, lasciando tutto il senso critico a voi, cari lettori. Ma lasceremo ampio spazio proprio alla musica. Infatti, il quarto capitolo di ‘Rocky’ differisce da tutti gli altri, sia precedenti che successivi, proprio per la presenza di una massiccia colonna sonora, portando ad un livello totalmente diverso la trama stessa.
Nonostante abbiamo aperto con una scena, musicale, del film nel corso di questo reportage ne condivideremo altre, anche insieme alle canzoni che compongono la soundtrack. A questo punto andiamo a scoprire l’ordine naturale con la quale è state organizzata e pubblicata proprio in quel 27 novembre di quarant’anni fa.
Si apre con: Burning Heart; a seguire con Heart’s on fire, Double or nothing, la già ascoltata Eye the tiger, War, Living in America, la leggendaria ed iconica No Easy Way Out, One Way Street, The Swettest Victory e Training montage. tra gli autori, sia dei brani delle musiche prettamente per il film non figura o quantomeno non viene accreditato Bill Conti.
La sua assenza nella composizione della colonna sonora non era dovuta ad una qualche divergenza creativa, al contrario. nello stesso periodo della lavorazione del quarto film di Rocky, Bill Conti venne ingaggiato per comporre le musiche di un’altra pellicola icona di quegli anni: Karate Kid. Al suo posto, Stallone, contattò Vince DiCola e il risultato non cambiò.
Anche il nuovo compositore offrì il suo contribuendo lavorando e creando delle musiche a dir poco leggendarie. Quello che però non si sa di preciso è che la stessa colonna sonora è composta non solamente da queste dieci canzoni indicate precedentemente, ma anche da altre musiche strumentali le quali, una volta, andando a leggere la tracklist si può tranquillamente notare come il tema di apertura, quello classico, non è per nulla presente.
D’altronde questo particolare emerge già in fase di apertura del film, riprendendo il brano del terzo capitolo del 1982, quella ‘Eye the tiger’, gli occhi della tigre, tanto per intenderci, ormai recuperati dallo stesso protagonista il quale, ancora non lo sa, si sente comunque in debito con il suo migliore amico, Apollo Creed. E non è quella sfida, sconosciuta a tutti, che chiude ed apre rispettivamente il terzo ed il quarto film. Un match segreto di cui si saprà l’esito, solamente molti anni più tardi, durante una delle scene del primo della saga spin-off: Creed.
Di questo ulteriore particolare verrà analizzato in un altro momento, durante un altro speciale che, chissà, proprio dedicato al figlio di Apollo Creed. D’altronde, in maniera del tutto indiretta, sarà proprio questo episodio ad innescare, decenni più tardi, proprio la trama della saga spinoff sul figlio segreto del pugile afroamericano.
Ma come sempre, andiamo con ordine precisando che a chiudere questa prima parte ci penserà ancora il brano dei Survivor, Eye The Tiger, per poi concentrarsi sui diversi temi che questo quarto capitolo, apparentemente, superficiale ha veramente da offrire…