Fino adesso abbiamo intrapreso questo viaggio musicale, non rispettando in ordine le singole tappe della sua esistenza e del suo percorso professionale, soffermandosi, prevalentemente, sui video musicali e, dunque, sulle sue canzoni. eppure, nonostante tutto non ci siamo dimenticati, per nessuna ragione al mondo, di un altro elemento che, con il tempo, divenne il suo ‘marchio di fabbrica’ per antonomasia; una caratteristica che nel corso degli anni lo portò a differenziarsi di molto rispetto ad altri suoi colleghi.

Difatti ogni disco, ogni canzone, ogni video e ogni concerto è sempre stata una sorpresa continua per il pubblico. Si pensi come entrò in scena a Bucarest nel 1992 e come, poi, aprì definitivamente quel concerto, rivelatosi il più grande della sua carriera, grazie alle immagini condivise direttamente da Youtube.

Ecco, i concerti. I suoi concerti. Non erano solamente una sorta di proposizione del repertorio fino a quel momento realizzato e basta. Non era solamente un cantare e basta. I live per Michael Jackson erano molto, ma molto di più. erano un ulteriore mezzo, come gli stessi videoclip, per cercare in tutto e per tutto di stupire il suo pubblico, per cercare di sorprendere, appunto, i suoi fans, sfegatati e no. In una delle tante interviste che rilasciò, Jacko, affermò che non voleva mai e poi mai rimanere statico, voleva sempre realizzare quello che non era mai stato fatto fino a quel momento.

Non si sa quanto sia stato consapevole, ma molto probabilmente lo era senza mai farlo pesare a chi gli stava intorno: Michael Jackson, a modo suo, ovviamente, è stato un rivoluzionario ed un innovatore nel mondo delle sette note. Non ha solamente cantante, non ha solamente scritto canzoni e composto per sé stesso e anche per altri; no, è stato anche un ballerino, con la caratteristica che è, di fatto, più unica che rara nel trovarla in una persona che si dovrebbe limitare solo a cantare, si fa per dire ovviamente. Ovvero quella dell’intrattenitore. Ecco, semmai ci fosse un unico modo anche per definirlo questo sarebbe, senza alcuna ombra di dubbio, il vero ed univo aggettivo possibile, quello legato all’intrattenimento.

La prova, in fondo, ve l’abbiamo mostrata proprio durante la prima parte di questa sorta di speciale con lo spezzone della trasmissione dedicata ai 25 anni della casa discografica della Motown, mentre intonava Billie Jean, brano proveniente dal disco più venduto di tutti i tempi.

Su di lui si è sempre detto che fosse un eterno ragazzo, adolescente, bambino o comunque un eterno Peter Pan. Nonostante tutto, quando gli arrivò la denuncia da parte di Al Bano per aver plagiato, stranamente, un suo pezzo, MJ non si scompose e mostrò notevole umiltà e rispetto per il cantante nostrano. Il brano in questione non ha alcun bisogno di presentazione.

Con il suo modo di fare e di essere sul palco e davanti la macchina da presa, attraverso le sue canzoni, a Jacko gli venne conferito il titolo di Re indiscusso della Musica Pop. Un Pop che miscelava sapientemente diversi generi e con una costruzione musicale pulita, non rumorosa o troppo pomposa, ma sempre pensata in grande e, appunto, sempre pensata per poter stupire.

Il suo stesso talento era troppo grande anche per sé stesso e quando lo scoprì non avvenne nel modo più edulcorato possibile. La sua storia, come detto, l’abbiamo ricordata molte volte e forse ci permettiamo anche di dire, di sollevare anche una certa riflessione che potrebbe essere un pugno allo stomaco per molti. Se il padre non avesse mai e poi mai maltrattato lui ed i suoi fratelli il mondo avrebbe mai la fortuna di godere del suo talento, della musica e del suo irripetibile intrattenimento?

Domanda doverosa quanto forse anche impropria, consapevoli, oltretutto, che quello che abbiamo detto non è tutto ma che non mancherà occasione di ritornare a parlare di lui e delle sue performance geniali e spettacolari.

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