Il Re del Pop inaugura la nuova rubrica del mondo della musica: Greatest Hits

Se con ‘Billie Jean’ e soprattutto con quel passo, con il quale stupì e conquistò il mondo in maniera definitiva, qualche mese più tardi la canzone ‘Thriller’, la quale prestava anche il titolo a quello che è ancora oggi il disco più venduto di tutti i tempi, il Re del Pop oltre che far ballare i vivi, riuscì persino, con un colpo di genio, anche a far ballare i morti, nel vero senso del termine, nel leggendario video.

Quello di Thriller non era solamente un video musicale con qualche immagine di repertorio e basta, come un tempo si usava fare, no. ‘Thriller’ è un vero e proprio cortometraggio di genere horror, la cui prima parte è tutta improntata in quello che lo stesso Jacko venne ispirato quando si ritrovò a vedere il film del regista che aveva scelto per il suo stesso video musicale, ‘Un lupo mannaro a Londra’, diretto da John Landis.

Cinque anni più tardi, per un altro cortometraggio, si fece dirigere nientepopodimeno che da Martin Scorsese per ‘Bad’. Altro singolo che prestava il titolo del disco del 1987. Se ‘Thriller’, del 1982, come già ricordato rappresenta il long play più venduto non solo della sua carriera ma di tutta la storia della musica, ‘Bad’ rappresentava la raccolta di inediti perfetta; nessuna canzone meno bella dell’altra, anzi.

In quello stesso disco non si può dimenticare il singolo ‘Smooth Criminal’, il cui video venne girato ed inserito nel suo lungometraggio intitolato ‘Moonwalker’, del 1988, e, molto probabilmente, la canzone a cui era legato di più. la più personale si potrebbe dire: Man In The Mirror.

È vero e avete ragione. Non stiamo seguendo un ordine prestabilito o quello classico per raccontare la storia dal principio. Stiamo seguendo anche un po’ il nostro istinto. D’altronde, per poter proporre qualcosa di diverso non è detto che si debbano seguire sempre le regole convenzionali. Anche nel disordine ci può essere qualcosa di interessante.

Un primo appuntamento di ‘Greatest Hits’, insomma, non strutturato come la classica concezione di un disco e, quindi, mediante una tracklist che parte dagli albori della carriera di Michael Jackson. D’altronde, in tutti questi anni, l’abbiamo sempre ricordata e, appunto, celebrata in vari modi.

Una raccolta di successi non completa, con la quale, ovunque lui sia, vogliamo fargli gli auguri di un compleanno che, chissà, semmai si fosse celebrato avrebbe visto la presenza, forse, di tante altre star della musica? Vecchie e nuove? Di certo, quelli che vedrete in questo video, alcuni di loro, purtroppo, sono passati a miglior vita.

Logicamente la leggendaria ‘We are the world’, che proprio quest’anno ha tagliato il traguardo dei quaranta anni di pubblicazione, non poteva assolutamente mancare. Ma a questo singolo, intonato con le migliori ugole d’oro della musica, fece seguito, ben sei anni più tardi, un altro singolo a sfondo sociale: Heal The World.

Contenuto nel disco del 1991, Dangerous, questa volta il titolo della canzone sarebbe stato esteso come nome alla fondazione che lo stesso Michael fondò in quel periodo. Il 33 giri rappresentò il suo vero e ultimo grande successo dopo lo scandalo che lo travolse due anni più tardi, troncando, di fatto, la sua irripetibile carriera.

Appunto, carriera. Con questi continui balzi temporali dobbiamo ammettere che siamo partiti dal 1969, come giusto che fosse, per passare negli anni ’70 e ritrovarci direttamente negli anni ’80 e poi ’90, senza passare, però, nel 1979 per quel primo disco inciso da adulto e senza i suoi fratelli: Off The Wall. Un long play composto dalle sonorità disco e da molto groove.

Quella che avete appena ascoltato, mediante il video condiviso da Youtube, è il leggendario brano Don’t stop til you get enough. Un brano che permise a Michael, grazie al leggendario e compianto Quincy Jones, di apparire con un’immagine rinnovata e diversa, condita dalla sua energica musica che gli avrebbe permesso di infrangere ogni tipo di record nel corso della sua carriera. Senza dimenticare anche un altro pezzo di quello straordinario disco.

Ma la stessa Don’t stop til you get enough, seguita da Rock With, erano solamente un paio delle cinque canzoni che finirono ai primi cinque posti della stessa hit parade negli ultimi mesi del 1979. Il disco ‘Off The Wall’ uscì il 10 agosto di quello stesso anno e gli altri tre brani che sancirono questa primo vero successo da solista erano: Working day night, Get On The Floor e la stessa Off The Wall con la quale chiudiamo questa seconda parte di questo poco ordinato musicale del primo appuntamento con la nuova rubrica Greatest Hits.

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