Il Re del Pop inaugura la nuova rubrica del mondo della musica: Greatest Hits

Quante rubriche abbiamo dedicato al mondo della musica? Lo ammettiamo, abbiamo letteralmente perso il conto. Dall’istituzionale ‘La canzone del lunedì’ ad ‘Album Leggendari’, che poi è confluita nella più completa ‘Retrospettiva in musica’. Per non dimenticare anche ‘Le canzoni dell’estate’ e la quasi dimenticata ‘Disco Music’ e, seppur per pochissimo tempo, avevamo portato avanti anche una rubrica del nome molto semplice ed inequivocabile ‘Hit Parade’, insieme al progetto mai veramente decollato del primo tentativo, da parte nostra, di realizzare una serie podcast: La voce di FreeTopix Magazine.

Come avete ben notato, alcune hanno resistito nel corso del tempo, altre, invece, sono state ampiamente bocciate. Però per quest’ulteriore dettaglio non c’eravamo mai e poi mai arrivati. Quest’altra soluzione non l’avevamo mai e poi mai pensata. Presi, quasi, dalla stessa frenesia che ha assalito anche il mondo delle sette note, ci siamo sempre soffermati a celebrare cantanti e anche altre personalità del mondo dello spettacolo, mediante lo stratagemma degli anniversari una volta che cadono i cosiddetti decennali.

Ma cosa succede, però, quando i nomi sono fortemente altisonanti e tali da rendere impossibile qualsiasi scusa da non poterli celebrare anche se non si tratta di un compleanno che indica un numero importante raggiunto nella vita? Celebrazione, appunto. Una parola, per noi di FreeTopix Magazine, che rappresenta un mantra dal quale non si può prescindere. Nella sua essenza, almeno per quanto attiene al tema principale del giornale, contiene due elementi come la notizia in sé e l’evento.

Celebrazione, la quale a sua volta, nel mondo musicale è anche intesa come, appunto, la celebrazione di un percorso professionale, della carriera di un artista. Infatti, un tempo, quando la musica non viaggiava ancora sulle varie linee internet, dopo un po’ di tempo venivano immessi sul mercato i cosiddetti ‘Greatest Hits’, raccolte dei migliori successi di un cantante in particolare e ad inaugurare questo primo storico appuntamento, potremmo dire, che ci ha pensato proprio lui.

Si, proprio così: il Re del Pop, il quale non se non ci avesse lasciato quel maledetto 25 giugno del 2009, fra un paio di giorni avrebbe toccato quota 67 anni. Dunque, un nuovo modo di celebrare da parte nostra anche quando non ci sono anniversari rilevanti, anche quando non ci sono tappe importanti da ricordare.

Certo, la prima canzone scelta per questa sorta di raccolta di canzoni della sua carriera, non fa parte propriamente del suo momento più felice. Come tutti sanno, nel 1997 Michael Jackson in quel periodo faceva molto fatica a risollevarsi dopo quella maledetta denuncia che ne pregiudicò per sempre la sua immagine agli occhi del mondo.

Ma se ‘Blood on the dance floor’ fungeva quasi come un riuscito ritorno, non si può dimenticare il suo leggendario esordio, ricordato e celebrato in più di un’occasione, quando incantò tutti quanti nel dicembre del 1969 in una delle storiche puntate dell’Ed Sullivan Show?

Quella leggendaria Who’s loving you le cui capacità che richiedevano per intonarla non era solamente la voce, ma anche tener presente il significato del testo. Il testo, appunto: Smokey Robinson scrisse delle parole in cui si raccontava la storia di un amore per una donna finito male o qualcosa del genere.

Il piccolo Michael, allora solo undicenne, la cantò con un tale semplicità, con una tale passione, riuscendo a sentirla addirittura dentro di sé, come se quelle parole, in tutto e per tutto, rispecchiassero una sua esperienza, sentimentale, non proprio finita nel migliore dei modi.

In quei sette minuti in cui il giovane frontman del gruppo composto tutti da giovanissimi, che erano i suoi fratelli sotto il nome di Jackson 5, molti intuirono che quel giovane talento non stava cantando, stava semplicemente interpretando i versi di quella canzone per lui apparentemente proibitiva per esibirsi in pubblico. Ma quello era solamente l’inizio di un giovane talento che avrebbe travolto tutto e tutti.

Che se ne sia andato a quasi cinquantuno, all’inizio di quell’estate del 2009, la musica di Michael Jackson, ancora oggi, non è mai stata dimenticata. E come si può dimenticare l’uomo che il marzo del 1983 fece letteralmente venire giù l’Auditorio Civico a Pasadena, per poi far impazzire tutti i telespettatori il 16 maggio successivo, nel programma celebrativo dal titolo ‘Motown 25: Yesterday, Today, Forever’. La canzone non ha bisogno di presentazione…

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