45 anni fa usciva il musical più improbabile della storia del cinema, tanto criticato quanto osannato successivamente

Da quale punto dobbiamo iniziare a raccontare questa storia? E’ una domanda che ci siamo posti molte volte durante lo sviluppo di questo lunghissimo reportage. Non è solo una questione di tematica o di settore culturale che andiamo ad approfondire, no. È qualcosa di più. In questi giorni ci immergeremo attraverso la rubrica ‘La canzone del lunedì’, ma solo per oggi, ‘Retrospettiva in musica’, Forever 80s e ‘Storie di Cinema’ quello che tra la fine degli anni ’70 e per tutti questi quarantacinque lunghi anni è, nei fatti, un vero e proprio fenomeno di culto da parte di molti appassionati nel mondo.

Un fenomeno di culto che fu prima televisivo, poi musicale e poi, ancora, cinematografico. Una storia, dunque, che si suddivide in tre distinti mondi diversi fra loro, ma paralleli, e che ha superato le barriere di ogni strumento di comunicazione e di ogni forma di arti, traendo la sua origine, anche e soprattutto, da ogni forma di arte e d’intrattenimento: quello televisivo, quello comico, quello musicale e quello cinematografico.

Eppure, il tutto può essere tranquillamente riconducibile a due settori che a FreeTopix Magazine la fanno da padrona: il mondo delle sette note e il mondo del grande schermo. E pensare che durante i primi tempo, questo fenomeno di culto, ricevette anche aspre polemiche. Ma come sempre mettetevi comodi, cari lettori, perché adesso iniziamo ad andare con ordine.

Come spesso succede, per ogni nostro speciale o reportage che si rispetti, la nostra abitudine è quella di partire da una data, che sia più o meno spartiacque poco importa; ciò che è rilevante è, non solo da parte nostra ma anche per voi cari lettori, è avere un punto di riferimento come base di partenza.

Per essere precisi, dunque, dovremmo considerare l’inizio di tutto il giorno 20 giugno del 1980, ovvero il primo passaggio dalla stagione primaverile a quella estiva degli anni ’80. Ma sappiamo, da quanto vi abbiamo detto fino adesso, che non basta. Non solo, dovremmo considerare anche uno spezzone delle tante puntate di una storica e altrettanto leggendaria trasmissione televisiva americana e proprio questa ha tagliato il traguardo delle cinquanta edizioni; tranquilli, ve ne parleremo sempre in questa lunga estate.

Ma di questo piccolissimo e storico segmento di puntata ve lo avevamo proposto più volte proprio grazie alla rubrica ‘La canzone del lunedì’, per instillarvi la carica nell’affrontare il primo giorno della settimana. Eppure, neanche questo dettaglio basta. Ci sarebbe anche un’altra data che ci permette, ancora di più, di completare un quadro che avrebbe inizio, esattamente, il 22 aprile del 1978.

Si prosegue con il 28 novembre dello stesso anno, per poi ritornare sempre al quel 20 giugno del 1980. Quel ventesimo giorno del sesto mese dell’anno 0 del decennio 1980 era un semplice venerdì; insomma, iniziava quello che dovrebbe essere un tipico fine settimana cinematografico americano e così fu. Quel giorno, sul grande schermo, venne proiettato un film che nel corso di questi quarantacinque lunghi anni è considerato un vero e proprio cult. Ma siamo andati troppo avanti con il nostro racconto, perciò torniamo un po’ indietro.

Ritorniamo da dove ci saremmo dovuti fermare fin dall’inizio, da quello spezzone televisivo datato 22 aprile 1978. Siamo sulla Nbc e da due anni e mezzo, su quella rete, i vertici della rete avevano deciso di lanciare, il sabato notte, un programma che avrebbe rivoluzionato il modo di lanciare i talenti e non solo.

In quell’ora settimanale venivano mostrati i più grandi talenti emergenti americani tra cui: Chevy Chase, Garret Morris, Harold Ramis, Bill Murray, Robin Williams, Eddie Murphy e tanti, tanti altri ancora. È naturale, cari lettori, che alcuni di questi nomi li abbiamo fin da subito riconosciuti. Eppure, se avete notato bene, non ci sono proprio tutti. Ne mancherebbero due in particolare. Due attori, due nomi, che formarono quello che sembrava una sorta di duo improvvisato per uno sketch, apparentemente, comico o comunque una parodia di quelli che un tempo erano gli showmen musicali.

Questa convinzione muoveva anche dal fatto che, sempre i due, indossassero i classici abiti da impresari delle pompe funebri, con tanto di cappello ed occhiali da sole o comunque occhiali scuri e sguardo sempre serio; anzi, dal loro viso pareva che si prendessero fin troppo sul serio, ecco perché si pensò ad una parodia in generale e non qualcos’altro.

La scena di quell’episodio, in fondo, ve l’avevamo già mostrata, con lo stesso Garrett Morris, attore e comico afroamericano, conosciuto per il ruolo nella serie televisiva, Hunter, come l’informatore ‘Sporty’ James, con Fred Dryer e Stepfanie Kramer, del 1984, i due personaggi, una volta posizionati davanti alle telecamere diedero vita a qualcosa di inatteso.

Nessuno sapeva che quei due stavano lanciando, in diretta nazionale, di sabato sera, oltretutto, la loro blues band composta da ben 15 elementi, compresi ovviamente sempre i due strani personaggi. E allora andiamoli a scoprire tutti, dal primo fino all’ultimo: Tom Scott, al sassofono; Paul Schaffer, tastiere e arrangiamento; Alan Rubin, tromba; Matt Murphy, chitarra solista ritmica; Lou Marini, anche lui al sassofono; Tommy Malone: trombone, tromba e sassofono; Birch Johnson, trombone; Steve Jordan e Willie Hall, batteria e percussioni; Murphy Dunne, tastiere; Donald Dunn, basso e Steve Copper, anche lui come chitarrista solista e ritmica.

Siamo a tredici, mancano sempre i due, sul quale stiamo giocando un po’ sul mistero. La leggenda vuole che questi due personaggi iniziarono a prendere corpo nell’animo dei due attori quando, gli stessi, si erano incontrati da poco; iniziando a dialogare facendo scoprire l’uno all’altro sia i dischi di genere heavy metal e sia i dischi di blues. Uno era canadese, l’altro di Chicago. Uno un po’ più ligio al dovere e geniale nella scrittura, l’altro completamente fuori testa e geniale nelle improvvisazioni. Molto probabilmente non pensavano neanche di oltrepassare il confine che sussiste tra qualcosa di divertente ed uno sketch, di oltrepassare il confine della tv, della musica e del cinema.

Perché quasi sicuramente Jake ed Elwood, come chi li ha ideati, non sapevano che per fare quello che hanno fatto al mondo dell’intrattenimento, come i loro creatori Dan Aykroid e John Belushi e che erano, senza saperlo, in missione per conto di Dio… ovvero i Blues Brothers…

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