PRESENTAZIONE RUBRICA

‘Minerva’ è la nuovissima rubrica fondata solo ed esclusivamente sulle curiosità. Sarà costituita da articoli che, non sempre, si presenteranno lunghi agli occhi lettore; ma anche testi piccoli e significativi. Senza escludere, anche, la possibilità di riportare anche semplici notizie.

Ma in che cosa consiste questa rubrica. Su cosa si fonda Minerva? Si fonda sulla stessa curiosità che nasce dal desiderio di scoprire nuove informazioni. La cosa importante, per non dire fondamentale, è quella di non smettere mai di interrogarsi e partendo, perché no, da una convinzione: non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso.

TUTTE LE CURIOSITA’ RELATIVE AL CIOCCOLATO

“La dolcezza del cuore viene da dolci bevande nere come la notte, bianche come il paradiso. Su queste cioccolate si imbastiscono versi o parlate leggere. È questa l’amicizia che nasce a tavolino quando tu mi sorridi come la cioccolata” (Alda Merini).

Il cioccolato è un alimento sensoriale totale lo afferma Roberto Caraceni: “Tutti e cinque i nostri sensi partecipano all’analisi organolettica del cioccolato. Ognuno di essi ha la sua importanza (anche se alcuni hanno un ruolo più rilevante di altri) e dà il proprio contributo alla lettura delle sensazioni che riceviamo durante gli assaggi”.

“Degustare” è molto più di “Mangiare”, implica la capacità di decifrare al meglio tutte le sensazioni che un cioccolato ci trasmette nel momento in cui si scioglie in bocca, andando quindi molto al di là di un semplice “buono” o “cattivo”. La degustazione consente al consumatore di comprendere il
cioccolato nella sua intera profondità, fornendogli tutti gli strumenti necessari per giudicarlo ed eventualmente apprezzarlo.

Il cioccolato rilassa, l’odore di questo alimento aumenta la produzione di
onde celebrali theta e stimola anche il rilascio di endorfine additive che in generale permettono la formazione di una sensazione di benessere del corpo e della mente.

Uno studio condotto in Belgio, pubblicato nel Journal of Environmental Psycology e intitolato “Sentir les livres: les effets de l’odeur dù chocolat sur les comportements d’achat dans une librairie”, (Annusa i libri: gli effetti del profumo di cioccolato sui comportamenti di acquisto in una libreria) emerge che l’odore del cioccolato migliore l’umore del consumatore e incrementa il suo livello di rilassamento.

La sua fragranza porta il consumatore a prendersi del tempo a selezionare con cura il libro da acquistare e ha incrementato le vendite di romanzi del 40%. Quando noi occidentali pensiamo al cioccolato ci viene spontaneo pensare al cioccolato in forma solida, tuttavia, per gran parte della sua lunga storia il cioccolato si beveva, non si mangiava.

L’ albero del cacao è nato perlomeno quattromila anni fa nei bacini dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni e furono i Maya, che lo chiamavano cacahoaquahuitl, ad introdurlo nell’America Centrale; furono anche i primi a iniziare a coltivare la pianta del cacao. Successivamente ai Maya anche gli
Aztechi iniziarono la coltura del cacao e in seguito la produzione di cioccolata; associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità.

Le fave di cacao erano utilizzate anche come moneta di scambio nelle transazioni quotidiane, bere quindi una tazza di cioccolata (fredda) era un lusso che solamente in pochi potevano permettersi, tra cui nobili e guerrieri, serviva a rafforzare la propria appartenenza al contesto sociale, ridefinire la propria identità e condividere la stessa esperienza
spirituale.

Con l’arrivo del cioccolato nel Nuovo Mondo e il consolidarsi della modernità, il consumo di questo alimento non ha un lento e progressivo processo di svilimento sociale, culturale e valoriale, riducendosi a un mero piacere per il palato.

Il commercio transoceanico del cacao iniziò solo nel 1585, e giunse in Italia, precisamente in Piemonte, grazie a Caterina, figlia di Filippo II di Spagna, che sposò nel 1585 Carlo Emanuele I, duca
di Savoia.

La cioccolata nel corso del XVI secolo si diffuse anche tra gli ecclesiastici perché si riteneva che non interrompesse il digiuno quaresimale, dato che era una bevanda liquida (o cura medicale) e secondo la dottrina cattolica, non implicava l’infrazione canonica. Nel corso del tempo il cioccolato subirà diverse trasformazioni ed evoluzioni.

La cioccolata assunse forma solida per la prima volta nel 1847 quando l’inglese Joseph Fry decise di aggiungere a una miscela di cacao macinato e zucchero, del burro di cacao. Dall’esperimento Fry ottenne una pasta sottile, malleabile che poteva prendere diverse forme a seconda gli stampi utilizzati.

Nel 1878 nasce in svizzera la prima tavoletta di cioccolato al latte grazie a Daniel Peters che aggiunse del latte al cioccolato, tuttavia l’acqua contenuta nel latte impediva una perfetta conciliazione con i grassi del cacao. Il problema fu risolto con l’aiuto di un altro svizzero e amico di Peters, Henry Nestlè, che aveva da poco inventato un metodo per la produzione di latte condensato a ridotto contenuto d’acqua.

L’ultima tappa del processo evolutivo del cioccolato si ha nel 1879 con Rodolphe Lindt, che sviluppò un procedimento noto con il nome di concaggio, che permise la produzione del primo cioccolato fondente.
Nel Novecento il cioccolato era considerato un alimento rinforzante e rigenerante. Le proprietà del cioccolato erano riconosciute anche dalle autorità militari, che lo inclusero tra le razioni di sopravvivenza dei soldati, durante le due guerre mondiali.

Oggi il cioccolato è l’alimento più conosciuto al mondo, il 70% della produzione di cacao viene da coltivazioni in Africa. Grazie alla ricerca, gli scienziati hanno eletto il cioccolato “farma alimento” o “alimento nutraceutico” è ricco di vitamine, ferro, magnesio e potassio, oltre di altri oligoelementi utili per l’organismo.

È un alimento che ha effetti stimolanti per la presenza della Teobromina, aiuta a ridurre il colesterolo, protegge le arterie riducendo i problemi cardiaci grazie all’elevato contenuto di flavonoidi, migliora le performance celebrali e la memoria, riduce la fatica fisica e migliora il rendimento fisico.

Il cioccolato fa(rebbe) bene ai denti: il cacao, infatti, contiene sostanze antibatteriche che riducono la placca, il cioccolato amaro all’80% aiuta a prevenire la carie. Questo cibo è ricco di antiossidanti (capacità saziante per perdere peso), combattono i radicali liberi favorendo il mantenimento di una pelle giovane (usato spesso nei prodotti di bellezza) e contiene in minima parte caffeina.

Le imprese del futuro potrebbero inserirsi in altri settori, come quello degli integratori alimentari con la creazione di cioccolati arricchiti con componenti multivitaminici. Il cacao mangiato con moderazione è un ottimo alleato per la salute.

Alcune immagini sono prese da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione, indirizzo email  freetopix.magazine@libero.it che provvederà prontamente alla rimozione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *