Quest’anno sono 50 lunghi anni senza la Regina del genere ‘Giallo’, senza la Madre di Hercule Poirot e Miss Marple
Le avventure di Herr Baby, Christmas Three Land, The Magic Nuts, The story of the Treasure Seekers, The Phoenix and the Carpet e The Railway children. Apriamo così, questa seconda parte dello speciale interamente alla figura di Agatha Christie, mediante sei titoli che hanno rappresentato le prime letture dell’infanzia per la scrittrice. Come precisato ieri, la piccola Agata leggeva ogni libro che avesse a tiro, non accorgendosi che stava alimentando il suo dono più grande: la scrittura.
Divorando sempre più libri non fece neanche caso, anche quando passò a letture un po’ più particolare si dilettò nella stesura di una poesia dal titolo ‘The cowslip’. Scritta proprio nell’anno della morte del padre e in quello stesso periodo aveva iniziato ad apprezzare le opere letterarie di Edward Lear e Lewis Carrol, l’ideatore di Peter Pan. Negli ultimi anni dell’adolescenza, Christie tornò nuovamente in Inghilterra da sua madre.
Purtroppo, Clara non stava bene e per farle trascorrere un bel po’ di tempo in un ambiente caldo, si trasferì con lei in Marocco, precisamente nella capitale de ‘Il Cairo’. Nonostante fosse a contatto con una vasta gamma di reperti archeologici, monumenti come la Piramide di Cheope, la futura ideatrice di Miss Marple non divenne mai veramente appassionata della stessa archeologia e egittologia. Temi che diventeranno fondamentali, per paradosso, solamente negli ultimi anni della sua vita.
Alla fine, tornò in patria senza mai aver perso la voglia di scrivere. Attenzione, però, non si tratta ancora di meri romanzi o racconti: i suoi componimenti spaziavano ancora nel linguaggio poetico, passando a quello musicale per spettacoli teatrali. Inoltre, alcune di queste sue prime opere vennero persino pubblicate, senza intuire che con la scrittura avrebbe potuto ottenere molte soddisfazioni.
Nonostante tutto bisogna comunque precisare che gli stessi suoi spettacoli erano ancora di stampo dilettantistico e non professionistico. Eppure, chissà quanto volontariamente nel decennio anche un po’ prima del 1920, dunque intorno ai cento anni fa, Agatha Cristhie realizzerà ben nove racconti, almeno in via ufficiale, che entreranno a far parte, decenni dopo nella raccolta, pubblicata quindi nel 1997, con il titolo ‘La casa dei sogni’.
Proprio quest’ultimo racconto, che attribuisce il titolo al volume, venne pubblicato nel gennaio del 1926. Ciò vale per tutti gli altri 8 racconti che troveranno spazio in varie riviste dell’epoca. Ma quali sono queste ministorie che la Regina del Giallo realizzò tra i venti ed i trent’anni? Oltre al titolo già citato si devono ricordare anche: L’attrice; Il limite; L’avventura di Natale; Il Dio solitario; L’oro di Manx; Entro il muro; Il mistero della cassapanca di Baghdad e Fintanto che dura la luce.
Al di là di quello che si potrebbe pensare il genere scelto da Agatha per queste sue storie non fu quello per cui la conosciamo oggi, ma tutt’altro. non proprio con un chiaro e lineare scherma di indagine in cui, il lettore è già a conoscenza del colpevole e leggendo scopre quale sia il ragionamento che il protagonista principale svolge per giungere alla soluzione del caso. Ma qualcosa di ben più oscuro. Un genere legato allo spiritismo e il paranormale.
Piccole storie che saranno, almeno per i primi tempi, rifiutate. Piccole opere che inizialmente non vennero mai firmate con il vero nome e che quando videro effettivamente la pubblicazione i titoli originali vennero sostituiti e, soprattutto, Agatha non portava ancora il celebre cognome; lo otterrà più avanti. Il periodo al quale stiamo facendo riferimento è ancora quello che va dal 1910 fino ad andare oltre al 1920. Anni in cui, la stessa Agatha si metterà in cerca di un marito, per il momento rimaniamo ancora sulle sue esperienze letterarie seppur negative che un po’ non la demoralizzarono e un po’ venne sempre incoraggiata da sua madre a continuare a provare fino a quando non giunse la svolta definitiva.
Infatti, anche se non riguarda il titolo giusto, tra un racconto e l’altro Agatha riuscì a sviluppare un primo romanzo dal titolo ‘Snow Upon the desert’, ambientato, paradossalmente nella città del Cairo. Anche questa opera venne bocciata, ma chiunque la lesse, dall’amico della madre, lo scrittore Eden Philpotts, l’agente letterario Hughes Massie, la incoraggiarono non solo a continuare, ma persino a realizzare al più presto un secondo romanzo. Qualcosa, dunque, stava bollendo in pentola e non solo in ambito letterario.
Anche in ambito sentimentale qualcosa incominciò a muoversi, dopo varie relazioni di breve durata con uomini separati ed un fidanzamento arrivò l’uomo giusto. Si trattava un ufficiale dell’esercito distaccato al Royal Flying Corps dall’aprile del 1913 e figlio di un giudice del servizio civile indiano. Si chiamava, leggete bene il cognome, Archibald Christie. I due si conobbero ad un ballo tenuto a circa 12 miglia da Torquay e quando lui dovette partire per il fronte, a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, proponendole di sposarlo, lei non ci pensò su due volte. Ed ecco in che modo quel cognome, nonostante tutto, lo manterrà per sempre.
Una volta sposati nel pomeriggio di Natale entrambi furono impegnati nel primo conflitto mondiale. Archibald durante quei terribili quattro anni riuscì a salire fino al rango di Colonnello nel Ministero dell’Aereonautica. Agatha, invece, s’impegnò nello sforzò bellico come infermiera non retribuita, almeno tra il 1914 ed il 1916. L’anno successivo, diventata assistente speziale, riuscì a guadagnare 16 sterline all’anno. Alla fine della Prima Guerra Mondiale i due andarono a vivere al numero 5 di Northwick Terrace a St. John’s Wood, un quartiere a nord-ovest di Londra e da lì in poi, soprattutto per lei prese il via tutta un’altra vita.
Un’altra vita che la portò ad essere non solo scrittrice ma anche madre. Una vita che a partire dal 1919 fino al 1930 la portò ad essere conosciuta in tutto il mondo grazie al suo talento, senza dimenticare qualche evento, qualche situazione che sembrava provenire da uno sei suoi romanzi in cui si muovevano i suoi più iconici personaggi: Hercule Poirot e Miss Marple. A proposito, in che modo la stessa scrittrice trovò la giusta ispirazione per renderli così altamente iconici? Per quanto riguarda il primo non ci credereste mai…