Il 6 giugno del 1986 usciva nelle sale cinematografiche il film con Arnold Schwarzenegger, che alimentava ancor di più la sfida con Sylvester Stallone
In apertura di seconda parte dello speciale dedicato a ‘Codice Magnum’ urge l’esigenza di effettuare, fin da subito, una rettifica doverosa o, quantomeno, di soffermarci in maniera ulteriore sui rapporti sussistenti tra la stessa quercia austriaca e i De Laurentiis, esattamente con Dino e Raffaella De Laurentiis. Nel modo in cui abbiamo chiuso la prima parte di ieri, in base ad una prima lettura, sembra che il popolarissimo attore e i produttori non andassero d’accordo, lasciando intendere che fra i due non scorresse buon sangue, soprattutto per quanto riguarda il nostro modo di intendere e realizzare film.
La realtà, invece, era ben diversa, per fortuna, ma il motivo che portò all’interruzione di lavoro era da ricercare nella lavorazione di un altro film. Ma come sempre, andiamo con ordine. Le cronache dell’epoca ci riportano che da diversi anni circolava la sceneggiatura di un futuro lungometraggio che lo stesso Arnold Schwarzenegger voleva a tutti i costi realizzare. D’altronde, però, gli stessi De Laurentiis, nel 1982, proprio con ‘Conan il Barbaro’ lanciarono lo stesso Schwarzenegger per poi garantirgli, due anni più tardi, anche il sequel di Conan. Sì, proprio nello stesso anno del primo Terminator.
Solo che, due anni più tardi, la voglia di trasformare quel copione, a tutti i costi, in uno dei successi cinematografici di sempre, in Arnold, diventava sempre più pressante. Così, ancor prima di prendere parte al set di ‘Raw Deal’, tra l’attore ed i produttori nacquero i primi dissidi. Secondo Dino De Laurentiis, quel futuro film che l’attore austriaco voleva a tutti i costi realizzare, non era adatto a lui.
Convinto del contrario, Schwarzenegger riuscì a svincolarsi dagli impegni contrattuali con i De Laurentiis con una promessa: Codice Magnum sarebbe stato l’ultimo fino realizzato con loro, senza scalfire la stima reciproca che nutriva per i produttori italiani. Tant’è che quando Dino venne a mancare nel 2010, lo stesso attore austriaco non ci pensò due volte a rendergli omaggio il giorno dell’ultimo saluto.
A questo punto, cari lettori, siete curiosi di sapere qual era questa sceneggiatura? Il pomo della discordia fra i due? Non ci crederete mai a quale film stiamo facendo riferimento: si tratta di ‘Total Recall’, ‘Atto d Forza’, nella versione italiana. Un film, realizzato con Sharon Stone, che rappresentò, per Schwarzy, un immenso successo non solo al botteghino ma anche di critica.
Si, è vero: Dino non fu lungimirante in quella occasione; forse se lo avesse lasciato più libro di decidere, seppur sotto contratto, le cose sarebbero andate diversamente. Ma con il senno di poi, alla fine, è anche troppo facile parlare. Sta di fatto, comunque, che il set di ‘Raw Deal’ si aprì, in via del tutto ufficiale, addirittura con un altro titolo; totalmente diverso da quello che potremmo immaginare, nonostante sia ben collegato alla trama.
Si trattava del titolo: Let’s make a deal, ‘Facciamo un patto’ secondo la traduzione letterale. Alla fine, come abbiamo appurato, sia i produttori che il regista, John Irvin, e forse anche insieme allo stesso Arnold optarono proprio per ‘Raw Deal’. Lo ammettiamo, più di impatto.
Le riprese iniziarono il 19 ottobre del 1985, nello stesso periodo in cui al cinema lo stesso attore austriaco conquistava tutto il pubblico, non solo quello americano, con ‘Commando’, di cui proprio nell’ottobre del 2025 abbiamo celebrato i quaranta anni dall’uscita.
Costato solamente 8 milioni e mezzo di dollari, il film venne realizzato tra Castle Hayne, nella Carolina del Nord, a Chicago, nello Stato dell’Illinois e a Wilmington, sempre nella Carolina del Nord. ‘Codice Magnum’, tra l’altro, fu anche il primo film in cui, lo stesso attore protagonista, poteva usufruire di un guardaroba più sofisticato e moderno rispetto alle altre produzioni. Infatti, il costo dei costumi di scena, per lui, si aggirava intorno ai soli dieci dollari. Leggenda hollywoodiana? Chissà.
Nonostante la preproduzione non proprio semplice, i dissidi tra la star del momento e i produttori e con un budget non rappresentava una delle classiche faraoniche produzione che si realizzavano sotto la collina di Hollywood, nonostante questi elementi o segnali positivi il resto del cast, a quaranta anni di distanza, si potrebbe ritenere, come uno dei più interessanti dal punto di vista del genere action.
A dividere il set con la quercia austriaca, c’erano nomi come Sam Wannamcker, Joe Regalbuto, Steven Hill, Robert Davi e persino un giovane Ed Lauter. Tutti attori famosi, con alle spalle carriere abbastanza importanti. Tutti attori che, in quel film, sembravano essere la spalla dello stesso attore protagonista; senza dimenticare anche il nome di Darren McGavin, volto del comandante Harry Shannon, il padre del giovane agente federale ucciso durante il tragico attacco all’inizio del film.
Soprattutto dovremmo spendere, anche, due parole per Joe Regalbuto. I più attenti, i più accaniti fans non solo delle serie anni ’80 ma anche di tutto il decennio, questo nome lo ricordano benissimo per uno degli show televisivi più sfortunati nella storia del tubo catodico.
Di questo show televisivo, a suo tempo, lo celebrammo proprio in occasione del quarantennale dell’uscita: stiamo parlando de ‘Il Falco Della Strada’. In quell’occasione, Joe Regalbuto, prestava il volto allo scienziato Norman Tuttle, ovvero l’esperto di tecnologia che supportava il protagonista principale, il quale rappresentava la versione a due ruote di Michael Knight.
Da non dimenticare, tra l’altro, anche l’attrice Kathryhn Harrold nel ruolo dell’amante del personaggio di Schwarzenegger, Mark Kaminsky, il quale in copertura si fa chiamare Joseph P. Brenner. Tranquilli, non ci teniamo a specificare la lettera ‘P’ cosa voglia realmente significare.
A parte la nostra ironia, tornando al film possiamo pacificamente sostenere che ‘Raw Deal’ intrattiene dall’inizio alla fine; con scene d’azione particolari e spettacolari e sulle quali più avanti ci soffermeremo e soprattutto con una colonna sonora composta non solo dalle classiche musiche da film. Tra le varie hit che vennero scelte dai produttori ci sarebbe da ricordare quella leggendaria dei Rolling Stones e che, in più di un’occasione, a FreeTopix Magazine, ci siamo sempre divertiti a fruire per aprire le nostre settimane: I Can’t Get No ‘Satisfaction’ dei Rolling Stones. Brano che accompagna una delle scene action più famose della storia di questo genere cinematografico…