Il 3 giugno del 2001 ci lasciava uno degli attori più iconici della sua generazione e un pò troppo dimenticato in questa epoca

Si può ben dire che le apparizioni di Anthony Quinn sul grande schermo, a partire dal decennio 1970, rappresentavano ancora un numero elevato, ma leggermente più basso rispetto agli anni precedenti. Da notare che solo nel 1970, Quinn, lavorò a ben tre film, per poi prendersi una pausa l’anno successivo e riapparire, di nuovo, nel 1972, con sole due pellicole. Continuò ad essere attivo tra il 1973 ed il 1974, per poi fermarsi nuovamente nel 1975.

L’anno successivo tornò, persino, con altri tre film, per poi chiudere il decennio con altre quattro apparizioni. Una nel 1977, tre solo nel 1978 e una nel 1979. In tutti questi anni, Anthony Quinn continuerà non solo a farsi notare, ma confermerà di molto la sua notorietà e fama tra il pubblico con titoli come: Passeggiata sotto la pioggia di primavera; Rivoluzione per minuto; Sergente Flep indiano ribelle; Rubare alla mafia è suicidio; Los Amigos; Il boss è morto; Contratto marsigliese.

Rimanendo nell’anno 1976, divide il set persino con il nostro Adriano Celentano nel film di genere commedia: Bluff – Storie di Imbroglioni. A seguire ‘Il messaggio’; L’eredità Ferramonti; Uno sporco eroe; Il magnate greco; Caravans; I figlio di Sanchez, per poi concludere la sua parabola professionale, sempre nei ’70, con il film ‘Casablanca Passage’.

A differenza di quanto elencato fino adesso, negli anni ’80 sembra partire con la stessa marcia avuto venti e dieci anni prima. Ma come già specificato è solo apparenza: se nel 1980 appare nell’opera cinematografica ‘Il Leone del deserto’, nel 1981 con ‘La salamandra’ e ‘Ad alto rischio’, mentre nel 1982 con ‘Valentina’ e ‘Regina Roma’, a partire dal 1983 per ben cinque lunghi anni la sensazione che si ha è quella di un ritiro silenzioso.

D’altronde stiamo parlando solo di mera apparenza, perché nel 1988 ritorna co ‘Stradivari’, per poi proseguire alla fine del decennio con ‘Pasion de hombre’ e ‘I Fantasmi non possono farlo’. Ma la svolta, quella che forse non si aspettava neanche lui, dopo alcuni anni di mero oblio giunge nel 1990.

A farlo tornare in pista, donandogli la partecipazione come antagonista in uno dei primi cult movie di quello stesso decennio, ci pensa, indirettamente, Kevin Costner; in quegli anni, quest’ultimo non solo si era già fatto strada con film come ‘Fandango’, Bull Dhuram’ e il leggendario ‘Gli Intoccabili’. Ma iniziava a diventare il mito proprio di quegli ultimi dieci anni del Novecento con altre due pellicole, di cui una sempre in quello stesso anno, ovvero ‘Balla coi lupi’ e ‘Jfk – Un caso ancora aperto’, per la regia di Oliver Stone. Il film a cui stiamo facendo riferimento si tratta di ‘Revenge – Vendetta’.

A quel punto nel 1991, Anthony Quinn si divide non su due, non su tre, ma su ben quattro set cinematografici: A star for two; Jungle Fever; Cara mamma, mi sposo; L’impero del crimine. Altra pausa nel 1992, per poi ripresentarsi con il fallimentare action movie con Arnold Schwarzenegger, ovvero ‘Last Action Hero’ nel 1993.

Nel 1994 lavora al film ‘Somebody to love – Qualcuno da amare’; mentre nel 1995 divide il set con Giancarlo Giannini e Keanu Reeves nel film ‘Il profumo del mosto selvatico’. A partire dal 1996 lavorerà agli ultimi cinque film della sua vita: Seven Servants; Il sindaco; Tierra de canones; Oriundi e Aveging Angelo con Sylvester Stallone. Questo titolo, del 2002, non solo è l’ultimo della sua carriera, ma uscì postumo.

A questo punto, cari lettori, vi starete chiedendo se tra gli inizi del suo percorso professionale e anche durante gli ultimi anni della sua vita, se Anthony Quinn prese parte anche a qualche produzione destino per il piccolo schermo? La risposta è positiva. Senza però soffermarci sulle piccole e brevi apparizioni o sui primi ruoli, effettivi, che con il tempo riuscì ad ottenere man mano che proseguiva il suo percorso professionale.

Apparirebbe più semplice menzionare tre titoli di notevole spessore, tra serie televisive e sceneggiati sempre per il tubo catodico a cui prese parte, per rendere l’idea di come, nonostante la sua immensa grandezza, conquistata nel corso del tempo, si sentisse a suo agio tra un ambiente e l’altro della recitazione.

Per esempio, nel decennio 1980 e precisamente nel 1989 prese parte ad un episodio dello show televisivo conosciuto negli Stati Uniti d’America come ‘The Cosby Show’, mentre da noi più semplicemente ‘I Robinson’, con il leggendario Bill Cosby. Ma qualche anno prima, più precisamente dodici anni prima, Franco Zeffirelli, lo volle per il ruolo di Caifa nel leggendario sceneggiato ‘Gesù di Nazareth’.

E negli anni ’90? Oltre a lavorare alla versione televisiva del racconto di Ernest Hemingway, ‘Il vecchio e il mare’, o nel film per la tv ‘Gotti’ o, ancora, in un episodio nel secondo show televisivo realizzato dallo stesso Bill Cosby, ovvero ‘Cosby Indaga’ del 1999. Nel solo 1994 e per ben cinque volte ricoprì il ruolo di Giove negli altrettanti film relativi alla serie tv ‘Hercules’.

Nonostante il suo nome è fortemente connesso all’esperienza cinematografica, i suoi interessi non erano solamente legati al mondo in celluloide, come si diceva un tempo. Di fatti, quasi sicuramente come hobby, era dedito a dedicarsi non solo alla pittura, ma persino alla scultura, fino a diventare persino un artista molto apprezzato. Non disdegnò neanche la scrittura, sviluppando due testi autobiografici: Il peccato originale, del 1972, e One man tango, del 1997. In quest’ultimo libro si focalizzò molto di più su alcuni dei suoi anni più bui della sua vita.

Ecco, appunto, la sua vita. Fino adesso ci siamo concentrati, più che soffermati, nell’elencare se non tutti almeno la maggior parte dei titoli di film al quale prese parte nella sua lunghissima carriera, senza mai staccare, un po’ come una sorta di cambio di inquadratura, tra una sequenza e l’altra, su alcuni momenti personali dello stesso iconico attore.

Di certo non andremo a scavare troppo sul personale; non andremo ad alimentare gossip e attenzionare momenti di poco conto; ma tralasciare, in questo primo reportage interamente dedicato a lui, alcuni aspetti fondamentali della sua esistenza e per di più pubblici ci aiuta ancor di più nel far conoscere la sua personalità…

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