Questa estate il celebre scrittore americano ha compiuto 70 anni e in questo speciale raccontiamo la sua storia
I corsi di giornalismo e di scrittura creativa non presentarono nessuno ostacolo per Michael Connelly il quale, nel 1980, iniziò a collaborare con quella che può essere definita la sua prima testata giornalistica della sua carriera: il Daytona Beach News Journal. Dunque, rimase nello Stato della Florida, seguendo, soprattutto, casi di cronaca. Anzi, specializzandosi in casi di cronaca. Dopo quasi due anni, nonostante le cronache dell’epoca ci riportano il 1981 come anno ufficiale, Connelly si trasferì nella redazione del Fort Lauderdale News and Sun Sentinel.
In questa sua seconda esperienza, il futuro scrittore, alzò la posta in palio: proseguì nell’occuparsi di cronaca, ma per lo più della cronaca nera legata alla guerra fra bande per contendersi il traffico di droga nel sud dello Stato. Una spirale di violenza e di degrado che, come ben sappiamo e ricordato qualche anno fa, ispirò la creazione, da parte dell’autore Michael Mann, del leggendario show televisivo ‘Miami Vice’, con Don Johnson e Philip Michael Thomas.
A Fort Lauderdale ci rimase per ben cinque anni, dal 1981 al 1986; il punto massimo lo raggiunse, però, a partire dal 1985. In quel preciso anno seguì la storia del terribile incidente aereo del volo Delta 191 che gli valse, l’anno successivo, la candidatura all’istituzionale Premio Pulitzer.
Fu proprio questo riconoscimento che nel 1987 si presentò una svolta forse non tanto inaspettata. Venne contattato dal Los Angeles Times, il quale lo volle reclutare per entrare a far parte della prestigiosa redazione. Dopo diversi anni, tra adolescenza e prime esperienze professionali, Connelly si trasferì in quella che è universalmente riconosciuta come la città dei sogni, oltreché degli angeli seppur solo dall’aspetto: Los Angeles.
La prima cosa che fece, una volta trasferitosi in California, fu quello di recarsi presso il vero indirizzo di Philip Marlowe. Per essere più precisi: la casa in cui Raymond Chandler decise di far vivere il suo illustre personaggio. Si tratta del complesso residenziale, ormai diventato storico, di High Tower Court. Quando si trovò al cospetto del luogo sacro della letteratura hardboiled, il futuro scrittore prese alcune informazioni relative alla possibilità di poterne usufruire.
Scoprì, in un primo momento, che l’abitazione era occupata e che lo stesso proprietario, una volta liberatosi, promise che lo avrebbe contattato quando sarebbe giunto quel momento. Il momento non solo arrivò, ma l’uomo mantenne la parola. A questo punto, cari lettori, vi state chiedendo del motivo principale di tanto interesse per quel luogo.
Semplice, non si trattava solo la classica voglia dell’appassionato divoratore di romanzi gialli, noir e hardboiled. No, era qualcosa di più. Quando riuscì ad affittare l’appartamento, Connelly ci trascorreva giornate intere e forse ancora oggi, per scrivere quello che sarebbe stato il suo primissimo romanzo. Non si sa se nelle sue intenzioni iniziali c’era la volontà di creare un nuovo giallo o nuovo noir o, appunto, una nuova storia tipicamente hardboiled. Sta di fatto che ideò un nuovo personaggio, un poliziotto e lo rese protagonista di un romanzo conosciuto, in patria, come che ‘The Black Echo’. Non si sa neanche se a quella storia, dopo due tentativi di romanzi iniziati e mai terminati almeno fino a quel momento, c’era dentro di sé la volontà di realizzare più puntate letterarie. Sta di fatto che a partire dal 1992 in poi i lettori americani, prima, e quelli di tutti il mondo, poi, iniziarono a conoscere il detective della squadra omicidi del dipartimento di polizia di Los Angeles Harry Bosch.
Il nome per esteso, dell’eroe letterario, è Hieronymus ‘Harry’ Bosch. In particolar modo, sia il nome che il cognome, era un sentito omaggio al leggendario omonimo pittore olandese vissuto tra il 1400 ed il 1500.
Nei tre anni successivi il personaggio di Bosch continuò ad appassionare gli appassionati del genere, con i romanzi: Ghiaccio nero, del 1993; La bionda di cemento, del 1994 e L’ombra del coyote del 1995. Lo sappiamo, cari lettori, la saga del detective di Los Angeles non terminò mai quell’anno, anzi continua ancor tutt’ora. Difatti, Connelly nel 2023 ha pubblicato la storia numero 25.
Il sottolineare l’anno del 1995, nella storia personale e professionale dell’autore, significa soffermarsi su un’ulteriore svolta, una decisione che lo portò a lasciare il lavoro da giornalista, dopo quindici lunghi anni di indagini e di inchieste, per dedicarsi, anima e corpo, al lavoro di scrittore.
Non solo, anche il 1993 è un anno da incorniciare per lui. Il suo primo romanzo, The Black Echo’, da noi arrivò in Italia con il titolo ‘La Memoria del Topo’, gli valse il prestigioso riconoscimento conosciuto come l’Edgar Award del Mystery Writers Of America, proprio per il miglior romanzo d’esordio, ricevendo un anno più tardi, anche una sorta di pubblicità presidenziale da parte dell’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.
Giusto trenta anni fa, invece, scrisse e pubblicò il primo romanzo senza il personaggio che fino a quel momento aveva portato avanti. nel 1997 tornò nuovamente a Bosch per poi prendersi una nuova pausa, dal personaggio si intende, per sviluppare e pubblicare il romanzo dal titolo: Blood Work. Cinque anni più tardi, questa sua storia sarà la prima ad avere una trasposizione cinematografica.
Ad interessarsi della trama ci pensò nientepopodimeno che Clint Eastwood, il quale con ‘Debito di sangue’ riuscì aa dare allo stesso scrittore maggior visibilità. Connelly sviluppò la storia dopo che un suo amico subì un trapianto di cuore, notando anche il senso di colpa che lo stesso suo amico provava come sopravvissuto dopo l’intervento. Non solo, con questo nuovo romanzo, Connelly, ci fece conoscere anche un altro suo eroe: l’agente dell’Fbi Terry Mcleb.
Lo stesso, qualche romanzo più avanti, farà addirittura coppia con Bosch nel thriller ‘A Darkness more than night. Fino al 2005, in totale, Michael Connelly realizzò ben undici romanzi con protagonista Bosch, eppure non era ancora sazio. In quello stesso anno cacciò dal suo cilindro magico l’altrettanto iconico e leggendario avvocato penalista Mickey Haller, meglio conosciuto come ‘The Lincoln Lawyer’. Il primo romanzo ebbe così tanto successo che nel 2011 venne persino realizzata una trasposizione cinematografica con Matthew McConaughey e non solo lui fu l’unico a prestare il volto al nuovo personaggio di Connelly…