Il prossimo 5 settembre l’iconico leader dei Queen avrebbe spento 80 candeline
Due celebrazioni nel giro di quasi tre mesi. Questa volta, però, il calendario ci viene incontro con un gioco del destino tutto particolare, in cui viene rispettato l’ordine cronologico di qualsiasi esistenza: prima l’inizio e poi la fine e non potrebbe essere altrimenti. Potevamo compiere questa operazione già cinque anni fa. All’epoca si trattava di un 75° e di un 30° anniversario. In questo 2026, invece, ci ritroviamo a festeggiare, seppur con la giusta dose di malinconia e tristezza per quello che avrebbe potuto essere e non è stato, un 80° ed un 35° anniversario. Con quest’ultima ricorrenza a ricordarci proprio quello che purtroppo non è stato in maniera ineluttabile, contro ciò che non è mai stato.
Perché? Non lo sappiamo, il destino ci regala sempre storie al limite del mito e della leggenda e con quella confusione, nello stabilire cosa viene prima e cosa viene dopo, che ci porta sempre a ricordare quelli che non sono più tra noi. A celebrare coloro che, durante la prima età dell’adolescenza non conoscevamo neanche, semmai solo perché ci capitava di osservare i suoi video ed ascoltare le sue canzoni, per poi scoprirlo quando ormai era troppo tardi.
Chissà a quanti di voi è accaduto con qualche personaggio che ha fatto la storia di un determinato settore, diventando mera istituzione in quel determinato ambito? Di sicuro sarete in molti, cari lettori, in cui vi siete ritrovati in questa situazione. Non solo, si deve anche considerare anche l’altra faccia della medaglia. Provate ad immaginare di seguire un vostro idolo, chiunque esso sia, e scoprite, mediante annuncio ufficiale, che è gravemente malato e, addirittura, il giorno dopo muore, lasciando tutto il mondo pietrificato?
Questo è ciò che accadde i giorni che andavano tra il 23 ed il 24 novembre del 1991. Ma noi andremo ben più lontano nel tempo, di ben quarantasei anni da questa stessa data appena ricordata e per un semplice motivo. Fra pochissimi giorni, esattamente il 5 di settembre il mito o la leggenda di Farrokh Bulsara, universalmente conosciuto come Freddie Mercury, ebbe inizio in quel di Zanzibar, in Tanzania, nell’anno 1946.
Si, proprio così cari nostri lettori, la voce più potente della musica moderna, in questi giorni, avrebbe toccato quota 80 anni e non ci sembra ancora vero grazie alle singole immagini di repertorio, di concerti e di video, in cui ci appare sempre giovane e pieno di vitalità.
Ecco, appunto quella stessa vitalità che se solo l’avesse un po’ tenuta a freno quando serviva, forse a quest’ora sarebbe ancora qui con noi a tagliare veramente tale traguardo con gli amici di sempre e con i suoi compagni di tante avventure musicali: i Queen, per intenderci. E sempre per intenderci questo reportage ha il sapor di una prima parte che culminerà proprio il giorno 5 di settembre.
La cosiddetta seconda parte o quantomeno il reportage numero 2 sarà pubblicato nei giorni che culmineranno proprio il 24 novembre del 2026. Una data non proprio scelta a caso da noi di FreeTopix Magazine, ma per il semplice motivo che quel giorno, quel mese e quell’anno, riportato al 1991, ci indica, purtroppo, il momento esatto della sua tragica scomparsa. Dunque, si tratta non di una ma di due celebrazioni. Per due momenti totalmente distinti della sua vita. Lo ammettiamo, non sappiamo ancora dove arriveremo in queste prime cinque parti. In qualsiasi punto si giungerà, il racconto della sua leggendaria storia proseguirà nelle altre cinque parti a novembre. Per una super duplice celebrazione.
Come giusto che sia, in questa occasione, abbiamo scelto l’inequivocabile titolo di ‘Freddie Mercury 80’. Dunque, nulla di più semplice e nulla di più complicato. Ciò che importa, ciò che apparirà rilevante è che terremo conto anche di qualche singolo speciale mediante il quale, in tutti questi nostri primi sei anni, abbiamo celebrato la sua musica in diverse occasioni.
Un duplice reportage che ci permette anche di effettuare una sortita anche nel mondo del cinema e per due ordini di ragioni: la prima è che nella sua carriera, Freddie Mercury con i Queen, compose due colonne sonore e sempre nel periodo degli anni ’80. La prima è quella legata alla rappresentazione cinematografica di Flash Gordon, anno 1980; mentre sei anni più tardi, le musiche e le sue canzoni furono talmente leggendarie che aiutarono uno dei film cult, di quello stesso decennio, a diventare veramente ‘immortale’. Stiamo parlando di ‘Highlander’ con Christopher Lambert e Sean Connery, del 1986.
La seconda ragione è quella indissolubilmente legata al biopic che gli dedicarono nel 2018 dall’iconico titolo: Bohemian Rapsody; titolo preso in prestito dal leggendario singolo del 1975. In quell’occasione Freddie Mercury, interpretato da uno straordinario Rami Malek, venne ricordato mediante quindici anni della sua vita, i quali corrispondevano con la fondazione della leggendaria band, i primi successi, per poi arrivare alle ultime sue due grandi performance pubbliche relative agli 1985 e 1986: ovvero il leggendario Live Aid e il grande concerto dell’anno successivo conosciuto come quello di Wembley.
Quelle furono le ultime due vere occasioni in cui i più fortunati video Freddie Mercury, con la sua leggendaria band, all’opera. Per poi scomparire, pubblicamente, dalle scene per lunghissimo tempo, nonostante gli album, sia con lo stesso gruppo musicale che da solista, continuavano ad esser sfornati. Le canzoni continuavano ad impazzare per le radio, mentre sia le trasmissioni musicali che lo storico canale musicale, Mtv, chiuso qualche anno fa, non smettevano di lanciare e riproporre i suoi video più celebri.
Una sparizione anomala, la sua, che fu determinante nell’alimentare alcune voci incontrollate riguardanti la sua salute. Erano illazioni, ipotesi, congetture prodotte da una circostanza del tutto strana, seppur logiche nella sua essenza. Quando apparve per ricevere un premio, solamente un anno prima della sua scomparsa, a tutti fu chiaro che quel qualcosa che non quadrava era molto di più di una semplice diceria in maniera concreta. Ma riguardavano le sue reali condizioni di salute.
Tutto rimase nel più ristretto riserbo fino all’annuncio ufficiale il giorno prima della sua scomparsa. Ed ecco che ci ritroviamo con un dubbio atroce: da un lato sussiste l’esigenza di raccontare la sua storia, per celebrarlo, ma dall’altro lato come ricostruire alcuni passaggi? Perché nei fatti erano anche ed assolutamente situazioni che riguardavano la sua sfera privata…