L’attore noto per aver interpretato il sergente Rick Hunter, nell’omonima serie televisiva, nel 1984, compie 80 oggi 6 luglio
La divisione molto particolare al quale stavamo facendo riferimento sempre ieri, si chiama ‘Metro’, divisione metropolitana; una squadra d’elite in cui lavoravano agenti di polizia i quali non solo svolgono le classiche indagini ma effettuavano anche attività di ronde e perlustrazione delle zone più malfamate della città. Addirittura, in quest’ultimo ciclo di episodi, non sarà affiancato da una sola poliziotta ma da ben due sergenti di polizia.
La prima: Joanne Molenski, che morirà per mano di uno squilibrato che prende di mira i poliziotti, ed era interpretata dalla sfortunata Darlanne Fluegel; la seconda, invece, era Chris Novak, interpretata da Lauren Lane. Il film per la tv, in cui avviene questo cambio di consegne ed intitolato ‘…E liberaci dal padre’ rappresenterà l’ultimo vero grande episodio. I restanti sette registreranno un calo determinando anche la chiusura dello show televisivo dopo sette lunghi anni. La data dell’ultima puntata era il 26 aprile del 1991. Ed ecco il terzo presupposto di questo speciale.
In questo 2026, nell’universo di questa serie televisiva, si sono celebrati per due anniversari; ben due celebrazioni. La prima, appunto, gli 80 anni dell’attore protagonista, la seconda il trentacinquesimo anniversario della chiusura del serial televisivo.
Tra il 2002 ed il 2003 il personaggio venne ripreso, senza però raggiungere lo stesso straordinario successo avuto in passato. Da noi, in Italia, la serie Hunter non arrivò mai l’anno successivo ma bensì solamente cinque anni più tardi e nelle reti Rai, esattamente su Raidue. Qualche decennio più tardi, la serie tv traslocò su Rete 4.
Rispetto agli altri show televisivi dell’epoca ‘Hunter’ non ha mai attirato per una qualche innovazione particolare; ha solamente mantenuto un canovaccio inaugurato con Clint Eastwood all’inizio degli anni ’70. A distanza di oltre quaranta anni esatti, dal pilot, e trentacinque dall’ultimo episodio, è considerato un piccolo cult sia del genere poliziesco e sia del genere action, snaturandosi troppo solo nell’ultima fatale stagione.
Intorno al 2009 si è parlato, addirittura, di una possibile versione cinematografica, ma da allora non se ne è più parlato.
Quando terminammo il mini-speciale precedente chiudemmo con ‘Accadrà’? a distanza di quasi un biennio della nostra celebrazione, per il quarantennale relativo alla serie tv, non è circolata nessun’altra novità in merito. Con ciò non vogliamo dire che, nella peggiore delle ipotesi, il personaggio non sarà ripreso, anzi: lo sappiamo che tutto può succedere. Il punto è capire, dopo quell’annuncio, quanta volontà esisteva all’epoca per poi riprendere in mano il progetto oggi o nei prossimi anni.
A questo punto concentriamo sulla figura di Fred Dryer e su cosa è successo una volta che ‘Hunter’ chiuse i battenti, seppur venir ripreso in un primo momento all’inizio di millennio. Innanzitutto la sua stella è brillata solo ed esclusivamente sul piccolo schermo e, giusto cinquanta anni fa, lavorando per un film della Disney, in cui il suo nome non è neanche accreditato, dal titolo, leggete bene, ‘Gus – Uno strano campione di football’; ma lui non era, come già specificato, tra gli attori protagonisti.
Sembrerebbe che successivamente, sempre per il grande schermo, non abbia più lavorato in grandi progetti, anche se alcuni siti lo darebbero presente nello spinoff della saga interamente dedicata ai Transformers, Bumblee del 2013. Ma, come detto, è in ambito televisivo che sfonda e non poco.
Oltre a quella leggendaria comparsata ne ‘I Chips’, Dryer prese anche parte a qualche episodio di Lou Grant, persino ‘Cin Cin’, in lingua originale ‘Cheers’, e per ben cinque episodi; senza dimenticare anche ‘Cuore e batticuore’, per poi fare un bel balzo negli anni ’90, dove recita in tre episodi nello show televisivo di Dick Van Dicke, Un detective in corsia’ e persino: Relic Hunter.
Sempre in quel decennio, Fred Dryer, prova a bissare il successo con un’altra serie tv, con un altro personaggio, il quale avrebbe dovuto essere, insieme al sergente Rick Hunter, il suo secondo cavallo di battaglia: Mike Land. Lo show televisivo, di fatto e in lingua originale, si intitolava, proprio come il telefilm precedente, con il nome, per esteso questa volta, del protagonista: ma più precisamente Land’s End. Da noi, invece, in fase di doppiaggio, si scelse di aggiungere il sottotitolo: Professione Detective.
La trama nella sua essenza era alquanto semplice: un ex poliziotto di Los Angeles, lascia il dipartimento e la città, dopo che non è riuscito ad incastrare chi gli ha ucciso la moglie. Si rifugia lontano da tutto e precisamente in Messico, dove comincia una vita svolgendo l’attività di detective privato. I 22 episodi vennero lanciati dal 20 settembre del 1995, fino al 18 maggio del 1996 senza mai riscuotere lo stesso successo di Hunter e la serie, dopo una sola stagione, chiuse i battenti.
Tra l’altro ciò che mandò in confusione i telespettatori furono anche le modalità di sviluppo delle singole storie. Annunciata come serie sia poliziesca e soprattutto d’azione, in verità si trattava di episodi lenti e con poca attrattiva. Rispetto ad altri suoi colleghi ben più famosi Dryer, in sostanza, è quello meno famoso. Rispetto ad Erik Estrada, David Soul e Paul Michael Glaser, David Hasselhoff, Tom Selleck, Don Johnson, William Shatner, Tom Wopat e John Schneider, Lee Majors, Kate Jackson, Lindsay Wagner e Linda Carter, tanto per citarne qualcuno, di quel periodo d’oro è veramente quello meno celebre. Si ricorda, ovviamente, il volto ma non proprio il nome.
Chissà se Mike Land avrebbe avuto più fortuna cosa staremmo scrivendo adesso? Perché, nei fatti, quando iniziò a lavorare proprio a quella serie, Fred, era veramente uno dei volti più popolari di quel periodo. A causa di quel flop televisivo non riuscì, quasi sicuramente, a conquistare più generazioni. Mentre gli altri, dalla loro, avevano avuto la fortuna di prestare il volto a show televisivi che divenne subito iconici. Ciò, però, non ci ha vietato di dedicargli, con molta umiltà, questo speciale, seppur avendo in primo piano la serie televisiva Hunter.
Interprete di un piccolo cult televisivo, dunque, e 80 anni vissuti quasi in silenzio, forse perché non ha ottenuto il successo desiderato o forse perché ha sempre avuto un carattere schivo. Chissà… Auguri.