Dai primi anni complicati fino al successo planetario

Chiudendo con la leggendaria scena del primo e storico Rambo, a rigor di logica, dovremmo continuare nel raccontarvi il suo percorso esistenziale; gli altri successi, le sue cadute e i suoi ritorni. Ma a quel punto ci dimenticheremmo la cosa ben più importante; anzi due. La prima è che Stallone è ancora tra noi e dunque non abbiamo bisogno, per fortuna, di soffermarci su altri dettagli della sua storia.

L’altra cosa ben più importante, la seconda, è che lo stesso Sly, proprio oggi, festeggia i suoi 80 anni. Dunque, cosa c’è di meglio da fare? Semplice, augurargli, non solo, buon compleanno, non solo continuare a riproporre, mediante youtube, le scene dei suoi film più famosi, ma anche di proseguire sulla scia di una celebrazione del tutto diversa visto che festeggiamo il mito e la leggenda che ancora oggi ci accompagna nella nostra vita con le sue opere.

Una frase, un concetto, un’idea, un dato di fatto che non appartiene alla più becera retorica, ma che è, nella sua essenza, è verità. Chi è nato negli anni ’60, magari dalla metà; chi è nato nel decennio successivo e, quindi, chi è venuto al mondo negli anni ’80, da questo indiscusso protagonista del mondo del cinema, è stato accompagnato durante le singole fasi della vita.

Ripetiamo, sembra una frase fatta; sembra un’espressione che si sente dire e scrivere anche troppo spesso. Ma è la realtà dei fatti. Sono pochissimi gli attori che hanno e che possono vantare una presenza così massiccia nel cuore di ognuno di noi. in alcuni casi, anche, si fanno sempre gli stessi nomi, ma considerando anche chi è venuto prima o dopo un determinato periodo.

Ufficialmente, Stallone, è in circolazione da ben cinquanta anni. Cinquanta decadi che saranno celebrati proprio nel novembre di quest’anno. Cinquanta lunghi anni in cui, come abbiamo precisato diverse volte in questo reportage, si è contraddistinto da numerose cadute e numerose ripartenze tenendo fede, crediamo molto volontariamente, in questo messaggio contemplato nell’ultimo Rocky, ufficiale, approdato al cinema proprio venti anni fa.

Parole, queste, che sono semplice, dirette e che non lasciano alcuno scampo. Parole, quasi sicuramente e drammaticamente, rivolte non proprio al figlio interpretato da Milo Ventimiglia, ma al suo vero primogenito, scomparsa tragicamente qualche anno più tardi. Non stiamo qui a chiederci il perché di una simile tragedia e non siamo neanche le persone giuste per alimentare polemiche ed illazioni su un dolore tutto suo e tutto personale. Perché così deve rimanere.

Per dovere di cronaca, comunque, non possiamo non ricordare che padre e figlio divisero il set nel quinto capitolo della saga e, se vogliamo, in uno dei momenti più significativi di quell’episodio più bistrattato di sempre, da parte sia di pubblico che di critica, i quali non si attendevano che il loro eroe finisse così la sua carriera. Ecco perché, a distanza di ben sedici anni, Stallone tornò sui suoi passi nel realizzare il sesto ed ultimo film della saga, almeno quella diretta sul pugile italoamericano.

Con Sylvester Stallone abbiamo usato il termine, non solo indirettamente, di eroe. Neanche in questo caso stiamo alimentando la retorica. D’altronde che sia il pugile di Philadelphia o che sia il reduce del vietnam più famoso della storia del cinema poco importa. Questa distinzione avrà un suo fulcro, ma non adesso e si spera il più tardi possibile.

Dunque, poco importa cosa ha rappresentato nell’uno e nell’altro caso; perché in entrambe le sfaccettature è un eroe a trecento sessanta gradi. Il nostro eroe e quello che voleva essere per gli altri sul grande schermo, dopo aver visto Steve Reeves, quando solamente un adolescente.

Un eroe non sempre apprezzato per le sue opere, per il suo modo di combattere il male mediante i suoi personaggi. Stallone, nella sua essenza, rispetto al suo più diretto avversario ha sempre mostrato una lungimiranza ed una visione cinematografica più ampia di quello che si potesse immaginare. Se si considera il primo personaggio, ovviamente Rocky, all’inizio molti erano convinti che lo stesso, avesse avuto solo una buona dose di fortuna.

Così è stato fino al 1982, quando apparve sullo schermo con ‘Rambo’. L’idea di voler stravolgere il finale originale del romando di David Morrel, donando una seconda possibilità a John Rambo, era molto di più: rappresentava un messaggio diretto a tutti coloro che quando tornarono dal Vietnam non avevano avuto una speranza di riprendere la propria vita come desideravano.

Nonostante ciò, bisogna anche mostrare anche l’altra faccia di questa operazione: Sly, nella sua essenza, fiutò l’affare con la storia del reduce del Vietnam. Con quel primo capitolo rivoluzionò i canoni non solo dei film di guerra, lanciando un nuovo eroe sul quale la cinematografia poteva razziare a più non posso, ma anche i canoni dell’action movie.

Il ragazzo nato ad Hell’s Kitchen il 6 luglio di 80 anni fa, in questi lunghi 80 anni, appunto, ha vinto più di una battaglia: la vinta contro sé stesso, la vinta contro i critici di ogni età, l’ha vinta anche contro quelli che lo davano per finito ad ogni flop o scelta non proprio consona agli standard a cui ci aveva abituati. Ha vinto contro la quercia austriaca, contro quel ‘Terminator’ di Schwarzenegger, che sembrava inarrestabile.

Ma anche perso e sappiamo cosa, almeno per quello che siamo riusciti a venire edotti. Dunque, 80 anni. 80 vita e cinquanta di carriera. Prima di lui vengono altri miti e leggende come Clint Eastwood, Jack Nicholson, Robert de Niro, Al Pacino. Nomi di attori insuperabili e quindi inarrivabili. Stelle hollywoodiane di un’altra caratura e spessore; con alcuni di loro ha anche diviso il set, si pensi a Robert De Niro ne Il grande match.

Vero, non abbiamo parlato di altri titoli, non li abbiamo neanche menzionati. Siamo consapevoli che fra non molto, anche grazie ad altre occasioni lo faremo nel nostro solito modo, con gli approfondimenti. Per il momento non ci resta che augurare a Sly Buon Compleanno e grazie per insegnato diverse sfaccettature della vita mediante le sue opere cinematografiche più iconiche. Happy Birthday, Mr Stallone!!!

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