Terzo speciale per il ‘Ciclo Bud Spencer’ interamente dedicato ai 35 anni di ‘Un Angelo in paradiso’
Giuseppe Pedersoli e Marco Tullio Barboni. Sono questi due i soggettisti di Un piede in Paradiso; rispettivamente figlio di Carlo Pedersoli, ovvero Bud Spencer, e di Enzo Barboni, ovvero E. B. Clucher. Ma come anticipato ieri, in chiusura di prima parte di questo speciale, solamente uno sarà accreditato come sceneggiatore: Marco Tullio Barboni. Prodotto da Claudio Bonivento, il film inizia in un modo del tutto particolare, con l’inquadratura del nostro pianeta e, fuori campo, due voci maschili; in più una bellissima musica di accompagnamento, la soundtrack, tanto per intenderci, firmata da Giancarlo Bigazzi e noi, mediante video condiviso da youtube, vi mostriamo la sequenza di apertura del film.
Ci sarebbe, oltretutto, su questo film un dettaglio che non deve sfuggire ai più attenti ed ai cosiddetti cineamatori. Questo titolo è omonimo di un’altra pellicola, di produzione americana, uscita cinquanta anni prima, nel 1941 e, tanto per essere al massimo pignoli, con un’ulteriore precisazione: il titolo ‘Un piede in paradiso’ è nostro, proprio per renderlo appetibile nel nostro mercato. Ma il titolo originale è ‘One foot in heaven’ diretto da Irving Rapper.
Ma torniamo al 1991. Rispetto ai due film analizzati nei giorni precedenti, quest’opera cinematografica vide la diffusione nei cinema l’11 gennaio di quello stesso anno, quindi, tralasciando l’ordine cronologico degli anni ma concentrando solo la nostra attenzione solo sui mesi, prima del 19 febbraio e del 6 marzo. Dicevamo delle eterne forse, del bene e del male che si fronteggiano. Entrambi con i propri metodi, entrambi con la missione di riuscire a modificare, sia nel bene che nel male, questo simpatico, a tratti burbero, tassista della città di Miami.
Chiaro che solo uno dei due giocherà sporco, mentre l’altro agirà senza mai dimenticarsi del cosiddetto libero arbitrio. Difatti, i due angeli, del bene e del male, tentano di portarlo anche e soprattutto verso il loro lato. A prestare il volto alle due entità angeliche e demoniche ci sono una donna ed un uomo. Per paradosso, la figura della donna viene vista come le tentazioni dalle quali guardarsi, mentre quella dell’angelo viene mostrato come l’uomo della porta accanto, per bene, quasi noioso per alcuni versi; anzi diciamo troppo noioso.
Facendo un torto al concetto di galanteria, ci soffermiamo prima sul nome dell’attore che presta il volto all’angelo, ovvero Thierry Lhemirte, un attore francese per lo più conosciuto in patria e che si propone, in chiave ironica, un angelo anche abbastanza imbranato.
Per quanto concerne il personaggio, femminile, che doveva rappresentare la tentazione più pura e semplice, sia il regista che i produttori, decisero di puntare tutto su Carol Alt, all’epoca conosciuta non solo come attrice, visto che la carriera da interprete la inaugurò, ufficialmente, nel 1982, partecipando ad una puntata della soap opera ‘Capitol’. In seguito, la stessa Carol Alt prese parte, sempre a partire dal decennio 1980, anche a diverse pellicole cinematografiche italiane; non solo di genere commedia. Senza tralasciare anche le produzioni del suo stesso paese.
Infatti, l’attrice statunitense era anche una quotatissima modella al pari di Cindy Crawford e Noami Campbell. Le tre donne più desiderate del mondo, in quegli anni. Difatti, proprio con Carol Alt, gli stessi autori si sono divertiti a trasformare il burbero Bull Webster in servizievole factotum della signorina Veronica Flame, questo il nome in incognito della donna proveniente dagli inferi. Mentre il personaggio di Thierry Lhermite si chiamava semplicemente Victor.
Nel film, a completare il cast, si registra la presenza di Ian Bannen, nel ruolo di Lucifero; dell’attore francese Jean Sorel, nel ruolo di ‘Fratello Maggiore’ e Sean Arnold nel ruolo dell’avvocato Morrison. A chiudere il cerchio non ci dimentichiamo del sempre presente Riccardo Pizzuti, leggendario stuntman nelle scazzottate con Bud Spencer & Terence Hill.
Ritorniamo alla trama e al dettaglio del biglietto vincente di ben 150 milioni di dollari. Un biglietto che lo stesso Bull, anche se non può saperlo ancora, sta per vincere, ecco perché le forze del male si prodigano per cercare di fargli compiere o non compiere determinati passi, sia in diretta che in via indiretta. Per non fare troppi spoiler, vi possiamo solamente svelare che quel biglietto se lo ritroverà fra le proprie mani per puro caso e una volta accortosi del premio non potrà credere ai propri occhi.
Ma, come sempre, ci sono degli ostacoli che mettono in pericolo non solo l’esistenza del biglietto, ma persino la validità stessa della cifra conquistata con un gran bel colpo di fortuna. Ed è proprio questo dettaglio che determinerà l’innesco della ‘rissa particolare’.
Prima di raccontarvela e, perché, di guardare le immagini insieme a noi, grazie alla condivisione direttamente da Youtube, dovremmo soffermarci ancora su un ennesimo dettaglio non proprio di poco conto. Una sorta di parallelismo che, sicuramente non farà, per fortuna, storcere il naso, ma che ci permetterà di scomodare uno dei film più iconici e leggendari diretti, sul finire degli anni ’40 da Francis Capra: La vita è meravigliosa.
Si, siamo andati molto sul pesante; ci stiamo imbarcando, forse, in un punto senza ritorno. Ma nulla di cui vi dobbiate preoccupare. Nel senso che rivedendo il film, Un piede in paradiso, e, allo stesso tempo, ricordandoci dell’inizio di La vita è meravigliosa, con James Stewart, si nota un tributo indiretto. Ma d’altronde, per un film del genere, era anche abbastanza scontato la fruizione di tale apertura.
Di certo, non stiamo qui ad etichettare questa pellicola con l’espressione molto informale ‘Alla Francis Capra’, ma che forse, la stessa leggendaria pellicola, nel corso di questi lunghi decenni abbia ispirato altre opere cinematografiche, sia in maniera diretta e sia in maniera indiretta.
Una storia semplice, dunque, che a quanto pare, nonostante tutto, è passata in sordina e bollata come troppo leggera o quantomeno troppo ingenua, ma dai buoni e puri sentimenti, con valori universali. Una piccola favola, insomma, da scoprire e riscoprire non necessariamente il periodo di Natale, visto anche l’ambientazione, ma che in qualche modo richiama lo spirito, quasi, da film sotto l’albero. Ci è vero, ci siamo spinti oltre con i giudizi, l’analisi e l’attenzione per alcuni dettagli e adesso è venuto il momento di ricordare la ‘particolare rissa’…