Un reportage in cui ripercorriamo le tappe più importanti della carriera di Chuck Norris

Lo ammettiamo, ieri ci stava quasi scappando la frase meme legata alla parola ‘leggenda’. Anche se ormai l’avete pensata anche voi, ieri, abbiamo deciso di conservarcela per il finale; sempre in omaggio a quella immagine che lui si era costruito nel tempo e che trovò la sua iniziazione, di invincibilità, tra i due anni ricordati sempre ieri, ovvero tra il 1967 ed il 1968.

Eppure, nonostante all’inizio gli risultava raggiungere una definitiva affermazione fortunatamente qualcosa, nel mentre, iniziava a muoversi intorno a lui. Qualcuno, incominciò a notare il suo talento proprio come esperto e maestro di arti marziali; l’accorgersi del suo talento, della sua capacità, della sua tecnica catalizzò l’attenzione di qualche divo che, con il tempo, divenne persino suo allievo.

Sempre ieri abbiamo precisato che tra i suoi allievi si annoverava anche Chad McQueen, figlio di Steve e che ad un certo punto, lo stesso Steve finì per essere anche lui un allievo di Chuck Norris e, come poi è stato confermato a più riprese nel corso di questi lunghi decenni, di un’altra leggenda che fra non molto, in questo racconto, incontreremo.

Ad accorgersi, per primo, secondo le cronache dell’epoca, fu proprio l’attore che in quegli si stava preparando a realizzare ‘Bullit’, leggendario film poliziesco con il primo inseguito della storia del cinema di un certo spessore. A quanto sembra McQueen nell’indicarlo a qualche produttore sembra che avesse detto queste testuali parole: non parla, ma picchia molto. E nei fatti questa descrizione si rivelerà lungimirante e sarà quella più adatta al personaggio che lo stesso Norris proporrà nel corso della sua carriera. Comunque Chuck, convinto dal suo amico allievo riuscì a comparire nell’iconico film ‘Quella sporca dozzina’, diretto da Robert Aldrich del 1967.

Potremmo dire che in colpo solo Chuck Norris si ritrovò a dividere il set con nomi del calibro di Lee Marvin, Charles Bronson, Jim Brown, Ernest Borgnine, John Cassavetes, Goerge Kennedy, Robert Webber, il cantante Trini Lopez, Donald Sutherland e Telly Savalas, il futuro ‘Kojak’ della leggendaria ed omonima serie televisiva. Eppure, con tanta fortuna allo stesso Norris seguì altrettanta sfortuna: non solo perché non venne accreditato ma, soprattutto, in fase di montaggio la scena in cui apparve venne eliminata.

A quanto pare, però, non si arrese e l’anno successivo prese parte ad un film con la leggenda in persona, John Wayne. Però anche in ‘Berretti verdi, non solo venne accreditato ma anche le scene che aveva girato furono eliminate dal montaggio finale. Ma frattanto, mentre la sua vita stava prendendo una piega inaspettatamente positiva, nel 1965, ancor prima di diventare pluricampione, prima di iniziare ad esordire, se così si può dire, al cinema Chuck Norris in quell’anno fece un incontro molto, ma molto particolare in quel di Long Beach.

Semmai chi ci sta leggendo è anche non solo un appassionato ma anche un esperto di arti marziali e conosce un po’ la storia di questo settore, sa molto bene che nel 1965, a Long Beach, si tenne una famosissima dimostrazione. Si, proprio quella dimostrazione in cui un apparente sconosciuto atleta, super esperto anche lui di arti marziali, avrebbe dovuto mettere in atto tutte le sue teorie sul combattimento con la pratica.

Le cronache dell’epoca ci riportano che Chuck Norris, quel giorno, incontrò l’altra leggenda delle arti marziali. All’anagrafe era conosciuto come Juan Fan, ma per gli Stati Uniti d’America e il mondo intero Bruce Lee. I due si incontrarono proprio alla dimostrazione del cino-americano e diventarono subito amici. Al di là del fatto riportato non solo come mera curiosità, quello stesso incontrò si rivelò ancor più utile di quanto potesse sembrare in un primo momento.

Infatti, fu proprio Lee a consigliare il suo amico in che modo avrebbe dovuto muoversi nel mondo del cinema affinché ottenesse una parte. Non è un caso che, sempre nel 1968, riesce ad ottenere anche una piccolissima particina in un film con Dean Martin e della sfortunata Sharon Tate, la moglie di Woody Allen che venne assassinata da Charles Manson nell’agosto del 1969.

Nel film, dal titolo: Missione compiuta stop. Bacioni da Matt Helm, Norris appare di spalle durante una scena di combattimento coreografata da Bruce Lee, il quale, nel vederlo ancor di più in azione, si convinse di scritturalo per un suo lungometraggio. Quale? Beh, proprio quel leggendario film e proprio per quella leggendaria scena di combattimento realizzata al Colosseo di Roma per quello che era considerato il terzo film di Bruce Lee.

Quel combattimento fu talmente perfetto che per renderlo tale i due attori, per bocca dello stesso Norris anni più tardi, la prepararono per ben tre anni, con venti pagine di coreografia sviluppate da Lee e con ben quattro giorni per girarla, tra movimenti e inquadrature ai fini del montaggio conclusivo.

Quella scena lanciò in maniera definitiva Norris, senza però consacrarlo ancora agli occhi del pubblico. Ma bastò, finalmente, per farlo notare dagli addetti ai lavori che, a quanto pare, si rivelarono un po’ troppo lenti nel fiutare l’affare. Non fu solo questo dettaglio, però.

Come già espresso in precedenza, se da un lato Bruce Lee elargì ottimi consigli al suo amico collega sul come muoversi nel mondo del cinema e soprattutto su come muoversi davanti ad una telecamera durante una scena di combattimento, era anche lo stesso Norris ad essere abbastanza restio a continuare con il cinema visto le sue prime esperienze non proprio esaltanti.

In suo soccorso, diciamo così, arrivò il figlio di Steve McQueen, Chad, il quale gli suggerì di prendere lezioni di recitare addirittura alla Metro Goldwyn Mayer, per apprendere ancora di più qualche segreto della recitazione e così fu. Frattanto Chuck Norris decise di ritirarsi dal mondo dei tornei con ben 75 incontri vinti, un vero e proprio record, e con solo cinque sconfitte, per quanto riguarda il karate.

Con il taekwondo, invece, chiuse con 45 vittorie e otto sconfitte. Era l’anno 1974 quando prese quella decisione e di lì a poco sarebbe entrato definitivamente nel mondo del cinema…

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