Oggi, 27 novembre, per il fuoriclasse in assoluto delle arti marziali sarebbero state 85 candeline

Eppure, se vogliamo andare un po’ più a fondo nella nostra analisi, come giusto che sia, dal punto di vista della sceneggiatura e dello sviluppo stesso della trama ad essere superiori sono i primi due, considerando anche ‘I 3 dell’operazione Drago’ uscito poi postumo, rispetto a quello in cui c’è la scena ritenuta, ormai, una vera e propria pietra miliare del cinema delle arti marziali. Ovvero quella tra lui e Chuck Norris.

Pietra miliare anche e soprattutto sotto un altro punto di vista, che supera il mero spettacolo cinematografico. Il duello o la sfida, come preferite definirla, rappresenta non una ma ben due scuole di arti marziali, tra il karate classico ed istituzionale, quello del futuro ‘Walker Texas Ranger’ e l’innovazione, che funge da rottura con gli schemi classici delle tradizioni delle stesse arti marziali, volute dallo stesso Lee.

Uno spettacolo, non solo ludico anche, ma al tempo stesso quasi didattico per tutti coloro che amano questo tipo di sport, con tanto di tecnicismo e virtuosismo fra i due. Una scena, dunque, che fa scuola in tutti i sensi quasi in maniera del tutto involontaria.

Ritornando sulla tematica della qualità dei suoi film o quanto meno delle sceneggiature che, forse, venivano completate anche durante la stessa lavorazione del film, inteso come qualche momento da modificare in corsa, si denota, per alcuni aspetti, non tanto il prediligere lo spettacolo delle coreografie marziali, quelle ovviamente erano d’obbligo.

Semmai bisogna considerare una non perfetta evoluzione del cinema di quegli anni, ad Hong Kong. Nel senso che lo stesso Bruce Lee portò, a quello stesso cinema, considerato comunemente di serie B e anche contro la logica, alle volte, della realtà, lo aveva fatto emergere da quella nomea negativa.

A distanza di oltre cinquanta anni dalla sua misteriosa scomparsa, la sensazione che abbiamo noi è che, proprio con la sua morte, sia stato solamente rimandato di qualche anno quel periodo cinematografico in cui tra la fine degli anni ’80 e l’inizio del decennio successivo in cui il cinema si vide invaso da una serie impressionante di titoli prodotti in poco tempo; tutti film sulle arti marziali.

Ciò che vogliamo dire è che se non fosse mai morto in quel 20 luglio del 1973, lo stesso Bruce Lee avrebbe anticipato e anche di molti anni quel periodo; mutando, quasi sicuramente, lo scenario del cinema degli stessi anni ’70 e dei successivi anni ’80 e ’90; senza dimenticare anche quelli del nuovo millennio che stiamo vivendo.

Lui anticipò di molto i tempi di Jean Claude Van Damme, Don ‘The Dragon’ Wilson, Jeff Speakman, Sammo Hung, dello stesso Chuck Norris, anche se in quel caso sono usciti entrambi nello stesso periodo, e Jackie Chan. Quest’ultimo considerato un po’ il suo vero ed unico erede. Con ciò non si vuole dire che prima di Bruce Lee non si producevano e realizzavano pellicole di questo genere, anzi. Ma non in quello stile e soprattutto nessuno delle opere filmiche di arti marziali, riprendendo uno dei suoi titoli più celebre, conquistava anche l’occidente. Rappresentò una novità per noi, ma non nel mercato asiatico, seppur con uno stile molto, ma molto innovativo. È anche naturale, dunque, chiedersi cosa effettivamente avrebbe potuto regalare al mondo del cinema, delle stesse arti marziali e anche ai suoi fans.

Naturalmente, potremmo cercare di fantasticare, di andare più in là con l’immaginazione. Nei giorni scorsi sono sbucate alcune immagini, diciamo istantenee, secondo cui qualcuno avesse ipotizzato che semmai fosse sopravvissuto a quel maledetto ventesimo giorno di luglio, avrebbe persino vestito i panni del leggendario Maestro Myagi al posto di Pat Morita. Si avete capito bene, il riferimento è ‘Karate Kid’ del 1984.

Ma ovviamente la sua arte era il Jet Kune Do e allora, senza mezze misure, nonostante non siamo supportati dall’intelligenza artificiale, provate ad immaginarlo al fianco di Kurt Russel in ‘Grosso Guaio a Chinatown’. A questo punto ci chiederemmo quale ruolo avrebbe avuto? Quello di Wong, il personaggio spalla di Jack Burton o il padre dello stesso e del vecchio saggio e mago che si scontra con Lopin?

Per non dimenticare, anche, che avrebbe potuto partecipare, di sicuro come special guest star in qualche episodio in ‘Walker Texas Ranger’ o una serie tutta sua come la ebbe Sammo Hung o Lee Van Cleef in ‘Master’. Ma è vero, stiamo voltando con la fantasia e quasi sicuramente andremmo all’infinito con lui; impossibile negare che sempre con lui ci siamo persi, da vivo, un bel pezzo di cinema.

Nonostante possiamo vedere e rivedere quei quattro film sappiamo, sia consciamente che inconsciamente, non ci basta; neanche i video sull’intelligenza articificiale ci possono soddisfare. Certo, si potrebbe considerare anche che avrebbe potuto lasciare il mondo del cinema per dedicarsi in un altro modo alle stesse arti marziali. Ma chissà: lo sappiamo che con i sé e con i ma non si fa la storia, neanche quella della settima arte; soprattutto quando il destino ha preferito stroncare, sul nascere, una carriera davvero interessante.

Come detto non ci siamo avventurati nel groviglio di teorie sulla sua scomparsa. Sarebbe stato anche troppo complicato analizzarle tutte e non perché avevamo poco spazio. Soffermarsi su questo o quel sospetto non ci avrebbe fatto parlare di lui, della sua memoria e di ciò che è stato in vita. Forse neanche ci siamo riusciti del tutto a ricordare precisamente alcuni momenti fondamentali della sua breve ma intensa esistenza. Su di lui, quasi sicuramente, non basterebbero altri dieci speciali; forse neanche un solo libro.

Ciò che rimane sono le sue gesta, la volontà ferrea di andare contro le secolari tradizioni delle arti marziali, di esser stato semplicemente rivoluzionario e chissà di quanto ne fosse consapevole. E di esser almeno noi consapevoli che uno così dopo di lui non apparirà più.

Infine, dopo tutto quello che abbiamo detto se ci fossimo fossilizzati sulle teorie inerenti alla sua scomparsa non lo avremmo neanche celebrato come si deve, proprio, nel periodo in cui cade quello che sarebbe stato il suo 85° Compleanno: Auguri Bruce!!!

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