Particolare mini-speciale in cui si cercherà di capire chi tra Ippolito e Centineo avrà il compito più ingrato

Lo ammettiamo: ieri abbiamo chiuso la prima parte proprio con una bella domanda; con quei quesiti, esistenziali quasi, che lo stesso Shakespeare, ci andrebbe di sicuro a nozze. Perdonateci la nostra ironia, sappiamo che siamo addirittura blasfemi nel menzionare il sommo autore inglese, scomodandolo per così poco.

Effettivamente, però, non sappiamo quali dei due attori rischierà di più di uscire con le ossa rotte da quelle che sembrano, non tanto per portare sfortuna ai due bravi interpreti, essere delle mere missioni impossibili. Qualcuno un po’ troppo spiritoso potrebbe addirittura scomodare Tom Cruise con la sua saga per eccellenza.

Nonostante quello che si potrebbe pensare, anche lo stesso Ethan Hunt alzerebbe le mani affermando che anche per lui è una missione davvero proibitiva. A parte l’ironia di fondo, in questo discorso, in questa analisi rientra, pacificamente, persino l’attenta contemplazione, asettica in questo caso da parte nostra, dell’analisi relativa della famosa frase: è anche normale che alcune opere cinematografiche, del passato ovviamente, vengano aggiornate.

È vero, non c’è nulla di sbagliato in quello che si sostiene in tale concezione. Il punto, però, si rischia anche un’altra conseguenza: quella della polemica relativa al semplice fatto che non ci sono più idee originali. La sensazione che abbiamo noi, invece, leggermente diversa.

Da un lato, nel caso del prequel di Rambo, l’operazione che si sta realizzando sarebbe quella di ‘svernare’ un personaggio che, senza troppi giri di parole, non né avrebbe neanche bisogno. L’essenza stessa del progetto è quella nel raccontare e quindi di farci conoscere un futuro reduce del Viet-Nam prima che i traumi di quel maledetto conflitto prenderanno il sopravvento nel suo animo.

Perché affermiamo, anche in maniera troppo diretta, che di tale prequel non abbiamo bisogno? Prima di rispondervi vi lasciamo a queste eloquenti immagini:

https://www.youtube.com/watch?v=cx6agRT5Pr4&t=38s

Visto? Scena e parole che si commentano da sole. Non c’è bisogno di altro per far capire, anche per chi e fortunatamente aggiungiamo noi quella guerra non l’ha vissuta. O quantomeno non è stato neanche testimone nel veder tornare coloro, dal fronte asiatico, con delle mutilazioni non tanto interne, quanto esterne. Mutilazioni presenti nell’animo umano.

Ed era proprio quello il problema. Molti di loro furono, sì, fortunati a rientrare alla base? Ma a quale costo? Non era tanto una gamba persa o un braccio perso o, peggio ancora, chi tornava a casa su una sedia a rotelle, come il celebre marine statunitense nato il 4 luglio, interpretato da Tom Cruise nel 1989.

La maggior parte di coloro che rientrarono negli Stati Uniti subirono persino l’onta di essere dei nemici della patria stessa e di essere, come avete visto e ascoltato nella scena, degli assassini. Forse, ipotizziamo noi, il prequel di Rambo tende a rappresentare, per non dire di concretizzare, l’idea di far ripartire la saga dal principio? Per un reboot di cui forse non abbiamo veramente bisogno?

Al di là di questi aspetti prettamente generali, relative al film che sarà, se è questa la vera intenzione, l’ultima indicata, di sicuro è la mossa più azzeccata non tanto per ripartire dal principio con l’iconico personaggio, semmai per proseguire con il reduce del maledetto conflitto in Viet-Nam.

Il vero punto interrogativo, però, è un altro e al momento, per ovvie ragioni, non riusciamo nell’immediato a soddisfare il bisogno di curiosità con una risposta logica e diretta. Non possiamo dirvi se Noah Centineo riuscirà a superare il test. Le variabili sono molte e non riguardano il suo talento, che non è messo in discussione. Anzi, al contrario. l’ago della bilancia verrà rappresentato non solo da una certa critica, ma anche e non può essere diversamente, dai fans più accaniti della saga stessa. Per non dire, comunque, di entrambe le saghe e per motivi diversi.

Dallo stesso problema non scappa neanche Anthony Ippolito, il quale si ritrova, in un sol colpo e nello stesso film, non solo ad interpretare Stallone ma ad interpretarlo mentre interpreterà Rocky. Di certo il progetto di ‘I Play Rocky’, come quello del prequel di Rambo, nasce dalla scia, ormai lunga due decenni, di una serie poco invidiabile di remake, reboot e biopic, quest’ultimo genere esploso dopo l’incredibile successo di ‘Bohemian Rapsody’ di qualche anno fa.

Ed è un progetto, per certi versi, apparentemente più giusto verso un pubblico più giovane nel tentativo di catturarlo in vista dei cinquanta anni del primo e storico film della saga, che verranno celebrati nel novembre prossimo; 2026 tanto per intenderci.

Un cinquantesimo anniversario, quello dell’anno prossimo, cari lettori, che anche noi di FreeTopix Magazine non solo seguiremo e che celebreremo a nostro modo, senza svelare troppo già da adesso. Un cinquantesimo anniversario il quale, a sua volta, comprenderà a che un ventesimo anniversario, quello relativo all’ultimo film ufficiale della saga, quel ‘Rocky Balboa’ del 2006 e uscito quasi nello stesso periodo del primo e leggendario capitolo.

Eppure, semmai si nota attentamente alcune date ricorrenti per la storia cinematografica di Rocky ritornano quasi sempre nel mese di novembre, eccetto per il terzo capitolo. Anche in questo caso andiamo con ordine visto che adesso vi sveleremo il prossimo speciale a quale film della saga sarà dedicato.

Rocky I uscì il 3 dicembre del 1976; Rocky II il 15 giugno del 1979; Rocky III il 28 maggio; Rocky IV il 27 novembre del 1985; Rocky V il 16 novembre del 1990 e Rocky Balboa il 20 dicembre del 2006.

Stessa prassi di approdo sul grande schermo anche da parte dei film della saga spin-off, Creed. Esattamente per i primi due capitoli: 25 novembre 2015 e 21 novembre 2018. ‘Creed III’ è uscito il 3 marzo del 2023. Tornando alla saga di Rocky è vero, invece di uno speciale dovremmo lavorare su due, anzi recuperare quello su Rocky V. Invece, dal 24 novembre e per ben quattro giorni ci concentreremo solo ed esclusivamente su uno dei più leggendari capitoli della saga di Rocky Balboa: il pugile di Philadelphia o come meglio preferite ‘Lo Stallone italiano’.

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