In questo terzo speciale celebreremo i tre sequel che compongono per intero la prima saga, sul grande schermo, interamente dedicata a Superman
Fu naturale, dunque, la reazione di Donner una volta che Superman II raggiunse il pubblico mondiale all’inizio del dicembre di quasi quarantacinque anni fa. Per lui, testuali parole rilasciate molti anni più tardi, ‘fu come una pugnalata al cuore’, infatti, con l’arrivo di Lester in cabina di regia anche alcune scelte e quindi anche alcune scene già girate furono sostitute con altre. oltretutto, Superman II presentava delle differenze sostanziali rispetto ai fumetti, ma non per quanto concerne lo sviluppo della trama, semmai la fruizione di alcuni poteri mai mostrati nelle storie originali, pubblicate a partire dal 1938.
Per esempio, il raggio blu che fuoriesce dal dito del Generale Zod che solleva un essere umano, oppure la S, che fuoriesce come uno scudo, che esce dallo stesso dello stesso supereroe. Licenze poetiche, diciamo così, che non hanno mai e poi mai scalfito la bontà e mito di questo sequel che, secondo molti, è ritenuto, addirittura, anche migliore del primo; o quantomeno uno dei sequel più riusciti della storia del cinema, determinato anche dal fatto che il progetto di ‘Superman II’ venne realizzato in contemporanea con il primo come già specificato in precedenza.
Entrambi, dunque, rappresentarono due grandi successi finanziari. Da quel dicembre del 1978 in poi gli incassi si assestarono, in tutto il mondo, sulla mostruosa cifra di ben 300.451.603 milioni di dollari. E per quanto riguarda dal dicembre del 1980? 190 milioni di dollari. È vero un centinaio di milioni di dollari in meno, ciò non scalfì il successo del film. anzi, come già precisato in precedenza, per la critica, rimasta positivamente colpita, dichiarò che il sequel era migliore del primo. Caso più unico che raro, per l’epoca.
Proprio per questo motivo il secondo sequel era ovviamente scontato e non poteva essere altrimenti. Infatti, se vi è mai capitato di osservare attentamente, verso la fine dei primi due episodi cinematografici, una volta che Superman passava davanti alla telecamera sorridente, salutando il pubblico mondiale, per poi volare verso il sole, prima che passassero in rassegna i classici titoli di cosa, appariva sempre questa scritta ‘Coming Soon’ con in aggiunta il titolo e il numero del prossimo film.
Questa prassi, diciamo così, venne mantenuta solamente per i primi due capitoli. Già al termine di ‘Superman III’ la produzione non annunciò, fin da subito un ‘Superman IV’, che venne realizzato ma non nel modo sperato, Ma come sempre, andiamo con ordine.
Se i primi due capitoli vennero realizzati quasi contemporaneamente o quantomeno uno dietro l’altro senza attendere qualche anno di attesa, la medesima prassi, se così si può dire, stava per accadere anche per il terzo episodio. Nel senso che mentre ‘Superman II’ era in fase di preproduzione e con il set aperto tra il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America, senza dimenticare con tutto il cast originale del primo capitolo, Ilya Salkind pensò, giustamente, di iniziare a lavorare anche sulla possibile terza avventura dell’eroe proveniente da Krypton.
L’idea di base, nella sostanza appariva davvero interessante, non era poi così malvagia e solamente in parte venne mantenuta in quello che poi abbiamo visto in tutti questi anni. Infatti, lo stesso Salkynd, una volta registrato il successo del secondo capitolo della saga, si cimentò personalmente nella stesura della sceneggiatura con una prima bozza.
La sua idea partiva dal presupposto che Kal-El, questo il vero nome del personaggio dei fumetti creato da Joe Shuster e Jerry Siegel, si scontrasse con un nemico, forse, ben peggiore sia di Lex Luthor, che del Generale Zod: Brainiac, ossia un androide o un cyborg extraterrestre proveniente sempre da Krypton. Non solo, Salkynd per impreziosire di più la trama voleva inserire anche altri due personaggi provenienti dalla storia a fumetti: il poco conosciuto Mxyzptlk e Supergirl. Quest’ultima, come tutti sanno, avrà un film stand alone nel 1984, un anno dopo proprio a Superman III.
Tornando a Mr Mxyzpltk, il personaggio fu inserito, per la prima volta, nei fumetti nel lontano 1944 ed è uno degli acerrimi nemici dell’uomo d’acciaio. La sua particolarità era quella di ordire numerosi dispetti agli abitanti della città di Metropolis.
Essendo un folletto proveniente da una lontana dimensione, per avere la meglio su di lui Mxyzpltk c’è bisogno di ripeter il suo nome al contrario. E in merito a quello che poteva essere il vero esordio della cugina di Superman? Ecco, proprio su questo dettaglio dovremmo fare chiarezza, almeno per farvi capire le reali intenzioni del produttore della saga.
Ilya Salkind, nella sua versione personale, trasforma Supergirl di una supereroina ‘al soldo’ di Brainiac e che successivamente si innamora di quello che dovrebbe essere suo cugino. Tale idea venne bocciata dalla stessa Warner che deteneva i diritti di distribuzione dei film. Secondo le cronache dell’epoca, nel ruolo dell’impronunciabile Mr. Mxypltk, Richard Lester, voleva ingaggiare Dudley Moore, il quale, proprio in quei primissimi anni ’80 stava andando forte con il suo film ‘Arturo’.
Nonostante la bocciatura della Warner Bros, sia Salkynd che Lester avevano in mente per quella terza avventura di Superman ugualmente una sfumatura più ironica, forse un po’ troppo ironica. Fu così che venne ingaggiato il talento di Richard Pryor, il cui ruolo non era solo quello di concretizzare la parte comica, ma da fare sia da ponte e da spalle tra i due attori che avrebbero rappresentato, nella storia, sia il bene che il male.
Stiamo facendo riferimento sia a Christopher Reeve e sia a colui che prese il posto di Gene Hackman, Robert Vaughn. Come molti ricordano, l’attore che nel 1960 divenne famoso per aver recitato insieme ad un cast stellare come Yul Brynner, Charles Bronson e Steve McQueen nel leggendario western, diretto da John Sturges, del 1960 ‘I Magnifici Sette’, in questo terzo capitolo non recitò nello stesso ruolo di Hackman.
Non sostituì l’attore scomparso più di qualche mese nei panni dell’acerrimo nemico di Superman, Lex Luthor, ma impersonò un miliardario che aveva il pallino del caffè e che si ritrova ad usare il suo stesso impiegato, di nome Gus Gurman, un mago del computer, per i suoi loschi affari…