In questo terzo speciale celebreremo i tre sequel che compongono per intero la prima saga, sul grande schermo, interamente dedicata a Superman
E siamo a tre. Terzo speciale di fila come tappa di avvicinamento a quello che sarà il nuovo ed attesissimo Superman di James Gunn, interpretato da David Corenswet. Se un paio di settimane fa, con il primo appuntamento diviso in tre parti, per la maggior parte uno speciale già pubblicato durante l’estate scorsa, attraverso vi svelammo alcune notizie di quello che sarà il nuovo reboot interamente dedicato al supereroe proveniente da Krypton; mentre con il secondo appuntamento vi abbiamo raccontato la magia del primo storico film, con il mai dimenticato Christopher Reeve, datato 1978.
In questo terzo approfondimento di ‘Superman Movies’ il ricordo e le analisi saranno tutti rivolti versi quei tre sequel che diedero vita, in tutto e per tutto, alla prima ed unica saga sull’uomo d’acciaio. Sì, proprio così e più avanti saremo ancor più precisi in merito. Dunque, tre sequel usciti tra il 1980, 1983 ed il 1987. Altre versioni cinematografiche che hanno contraddistinto il cinema di inizio anni ’80, soprattutto, e lanciato e consacrato, definitivamente, il genere conosciuto come cinecomic.
D’altronde gli stessi Richard Donner, come regista, Gene Hackman, Margot Kidder e Christopher Reeve, nei loro rispettivi ruoli ricoperti in questi quattro pellicole sono da definirsi dei veri e propri pionieri. Prima di loro, in ambito cinematografico nessuno aveva tentato di osare così tanto, facendo credere al mondo che un potesse realmente volare.
E Christopher Reeve spiccò il volo una seconda volta, sul grande schermo il 4 dicembre del 1980; a seguire il 17 giugno del 1983, mentre per quanto riguarda l’ultima per il quarto ed ultimo capitolo il 24 giugno del 1987 dopo di che il nulla assoluta. Per veder tornare a voltare l’uomo di Krypton si dovranno attendere quasi una ventina di anni, sempre in ambito cinematografico.
Discorso diverso, invece, in ambito televisivo che in questo momento non ci riguarda, visto che siamo ancora proiettati tra il periodo che intercorre tra il 1978 ed il 1987, ossia in quei nove lunghi anni in cui a regnare sovrano sul grande schermo c’era solamente l’eroe dal mantello rosse e dai poteri infiniti.
Nonostante in totale i film furono quattro non tutto andò liscio come l’olio. Infatti, come pochi sanno, il progetto di ‘Superman’, proprio quello del 1978 venne suddiviso in due parti, tanto da poter permettere la realizzazione del sequel che sarebbe poi stato diffuso nei cinema due anni più tardi. In verità, sia Superman I che Superman II furono girati in contemporanea tra gli anni del 1977 ed il 1979 e la produzione, specialmente del primo sequel, fu determinata da una serie di ostacoli e problemi.
Mentre per quanto concerne gli altri due furono realizzati singolarmente, con produzioni e cast dimezzati, rispetto a quello originale. Era chiaro che il secondo sequel rappresentò il frutto del successo, non tanto insperato a dire il vero del secondo capitolo della saga; mentre il terzo ed ultimo sequel venne realizzato per cercare di rilanciare, in parte, un franchise che già aveva iniziato a zoppicare agli occhi dei propri fans e già senza avere più nulla da dire.
Non proprio il massimo per un inizio davvero con il botto, visto che in quel lontano 1978 gli incassi furono davvero ‘Super’, proprio con il protagonista principale. Non fu da meno anche il secondo, nonostante alcune difficoltà durante le riprese e la fase di post-produzione che più avanti vi racconteremo. In fondo, a trainare il tutto furono solamente questi due capitoli ideati, sviluppati realizzati con modalità che avevano anticipato di gran lunga i cinecomic di oggi.
Se si pensa alla progettualità della Marvel Cinematic Universe, messa in piedi da Kevin Feige, quella della prima fase per intenderci e quello che vedremo con il riavvio della nuova Dc Comics al cinema, grazie a quella sembra la giusta lungimiranza di James Gunn, tutto a riconducibile ai primi due capitoli targati 1978 e 1980, gli altri due vennero fuori da idee poco chiare, forse anche perché alcuni effetti speciali non potevano essere realizzati, o sviluppate in maniera totalmente sbagliata.
Ma questo terzo speciale, a tutti gli effetti, avrà il suo oggetto non solo il racconto, in via generale, del dietro le quinte dei sequel, ma ci sarà anche una particolare attenzione per certe scene iconiche, chiarendo, fin da subito, che l’iconicità riguarda espressamente ‘Superman II’ e Superman III. Certo, sarebbe alquanto giusto sottolineare, comunque, un piccolissimo momento in ‘Superman IV’.
Ma come sempre fermiamoci un momento, riprendiamo fiato ed immergiamoci nelle atmosfere dei tre sequel diretti, in sostanza, da due registi diversi fra loro. Richard Lester, Sidney J. Furie. Il primo ebbe il merito di mantenere il livello messo in piedi dal suo predecessore, Richard Donner, mentre il secondo, purtroppo anche se non fu il solo, di distruggerlo per tanti motivi.
È anche chiaro che questo ennesimo viaggio nel tempo, questo altro viaggio nella storia del cinema, seppur di genere cinecomic, è solamente panoramico. Non ci sarà spazio per ulteriori approfondimenti, che saranno rinviati tutti a singoli speciali o reportage singoli per film; come accadrà il prossimo 4 dicembre 2025, quando per Superman II si celebrerà il quarantacinquesimo anniversario.
E proprio da quest’ultimo titolo, comunque, partiamo con l’analisi di ciò che accadde ai tre sequel. In precedenza, per i primi due episodi successivi prodotti dal 1978, il regista Richard Lester mantenne la stessa qualità di Donner. In verità quanto affermato da parte nostra è giusto in parte e per un semplice motivo.
Come detto ci furono degli attriti fin da subito, ma non per la realizzazione del primo, ma direttamente per il secondo. Infatti, il produttore Ilya Salkind aveva intenzione, nel lontano 1974, anno in cui riuscì ad accaparrarsi i diritti del fumetto, a realizzare due film in contemporanea. Il punto che sia i produttori e sia il regista, Donner, si misero d’accordo per il budget per il primo film, ma non per il secondo.
Eppure, la maggior parte delle scene che si vedono proprio in Superman II sono state realizzate, per il 75 per cento proprio da quest’ultimo. Conseguenza che quelle di Lester erano solamente il 25 per cento…