Il 20 giugno di 50 anni lunghi anni fa usciva, nei cinema, il capolavoro di Steven Spielberg
Il riferimento di ieri non era puramente casuale, anzi. È molto voluto da parte nostra. Ovviamente il titolo del romanzo divenuto un classico e pubblicato nel 1851, scritto da Henry Mellville, è il leggendario Moby Dick che ha catturato la fantasia di molti di noi. molto probabilmente ispirò anche lo stesso Benchley nella realizzazione del suo personale romanzo, soprattutto anche per un altro rilevante motivo, seppur scontato, ma non da dimenticare: Moby Dick è la prima storia, di uomini di mare contro giganti acquatici, che ha affrontato le tematiche menzionate nella penultima parte di ieri. Non che fosse tutto nuovo, ma non con quello scenario.
È chiaro che l’impatto culturale non deve sostanzialmente fermarsi solo su questo dettaglio, ci furono altre opere, cinematografiche questa volta, che sono state fonte di ispirazione o per scene che, a sua volta, potrebbero essere intese come meri tributi alle stesse opere che andremo adesso a ricordare. Per esempio: quando Brody, interpretato da Roy Scheider cerca di convincere tutta la cittadinanza a non buttarsi in acqua, sembra di rivedere il dramma ‘Un nemico del popolo’ del 1882, in cui un privato cittadino scopre che le acque termali sono inquinate.
Ancora: in tempi non sospetti qualcuno, nella trama del film, ci ha visto l’influenza non di uno ma di ben due pellicole fantascientifiche, il primo conosciuto con il titolo: Il mostro della laguna nera, mentre il secondo con un titolo ancor più diretto: Il mostro che sfidò il mondo. Ma i rimandi, i dettagli ispiratori o comunque i tributi non finiscono qui. Vi ricordate gli effetti visivi ammirati per la prima volta nel 1958 grazie ad Alfred Hitchcock con il suo ‘La donna visse due volte’, con il particolare zoom conosciuto come effetto Vertigo, non a caso il titolo originale del maestro del brivido era proprio ‘Vertigo’. Vi ricordate la scena in cui Brody è in spiaggia e avviene l’attacco dello squalo?
Non solo, il vero impatto culturale che spianò la strada a molti altri film che saranno realizzati negli anni successivi era determinato proprio da quella massiccia campagna pubblicitaria che invase i cartelloni e le vetrine di ogni città del mondo. l’idea o la prassi del cosiddetto passaparola venne finalmente messa in soffitta una volta per tutte, senza dimenticare anche il marketing pubblicitario mediante il tubo catodico che costò ben 700.000 dollari. Questo modo di lanciare le opere cinematografiche fece da volano per tutto ciò che abbiamo visto successivamente.
Ma l’ulteriore prova del successo è anche confermata proprio da quanto abbiamo detto sopra: infatti, solo quattro anni più il modello della trama de ‘Lo Squalo’ diventò come modello assoluto per diversi film horror, tra cui, quello uscito nel 1979 e diretto da Ridley Scott conosciuto con il titolo di Alien.
Questo film ricevette l’attribuzione, da parte degli addetti ai lavori, dell’espressione: Jaws in space’ o più semplicemente nella traduzione in italiano, ‘lo squalo nello spazio. Per non dimenticare le citazioni che ha avuto in seguito attraverso titoli di film molto famosi, come: 1941: allarme a Hollywood, pellicola diretta dallo stesso Spielberg.
E ancora: Polpette, 1979; L’aereo più pazzo del mondo, Palla da golf, entrambi del 1980; E.T. – L’extraterrestre, 1982; Scuola di polizia 5 – Destinazione Miami, 1988; Ritorno al futuro Parte II, 1989; Baywatch, 1989; Clerks – Commessi, 1994; Generazione X, 1995; In cerca di Amy, 1997; Dawson’s Creeck, 1998; Alla ricerca di Nemo, 2003; Shark Tale, 2004; Il ritorno della scatenata dozzina, 2005; Vi presento i nostri, 2010, e tante scene dei Muppet. Senza dimenticare la parodia che i geniali comici del Saturday Night Live realizzarono in diverse puntate delle prime stagione del programma, fruendo della classica colonna sonora.
Eppure, qualche effetto negativo il film lo produsse eccome. Non solo scatenò, durante il periodo dell’uscita, la fobia da parte delle persone di andare a mare ma, oltretutto, instillò l’errata convinzione che, a priori, lo squalo attaccava sistematicamente una persona appena fosse nella sua traiettoria o nelle sole vicinanze.
Fortunatamente non e proprio così. tant’è vero che lo stesso Benchley affermò, in tempi non sospetti, di essersi pentito di aver scritto il romanzo se fosse stato consapevole del fatto che quel tipo di animali erano stati meno pericolosi del previsto. Nel corso degli anni successivi sia all’uscita del film e sia al successo dello stesso, si è scoperto che gli squali carnivori, in sostanza, si nutrono di pesci di piccole o medie proporzioni, come i più simpatici delfini.
Riprendendo a parlare nuovamente di effetti positivi, lo squalo, nel corso del tempo, divenne anche protagonista di due videogiochi: Jaws e Jaws Unleashed. Persino dei musical, due e intitolati: ‘Jaws The Musical’, premiato nell’estate di venti anni fa al Minnesota Fringe Festival; e Giant Killer Shark The Musical, premiato nell’estate del 2006 al Toronto Fringe Festival. e tanto per non farsi mancare nulla fu anche oggetto di un gioco da tavolo molto popolare edito dalla Ravensburger.
Non si può chiudere questo reportage con questa lunga carrellata anche con le innumerevoli imitazioni che sono state realizzate nel corso dei decenni. Si pensi a Tentacoli, con Henry Fonda che sostituì all’ultimo momento un John Wayne ormai gravemente malato o anche L’ultimo squalo del nostro regista Enzo G. Castellari, tanto per citarne qualcuno
Senza dimenticare che ‘Lo Squalo’ fu anche un franchise che permise la realizzazione di ben tre sequel come abbiamo già ricordato nella prima parte: Lo squalo 2, nel 1978; Lo squalo 3-D, nel 1983; Lo squalo 4 – La vendetta del 1987. Dei tre solo il primo sequel ebbe un notevole successo, visto che erano presenti anche alcuni interpreti della pellicola originale.
Mentre il terzo ed il quarto portarono avanti una saga che già dalla fine degli anni ’70 non aveva più nulla da dire e che molto probabilmente non aveva più nulla da dire. Ancora oggi ‘Lo squalo’ mantiene il suo fascino intatto e la sua leggenda accresce sempre di più per essere annoverato tra i film senza tempo, dove la sua forza risiede sì nelle immagini, ma supportate dalla colonna sonora di John Williams. D’altronde Spielberg affermò, anni più tardi, senza il contributo di John il film non avrebbe avuto il successo che ha poi avuto. Come dargli torto e senza togliere nulla allo stesso Spielberg.