Particolare evento si è tenuto ieri a Milano presso il prestigioso Teatro Manzoni, il rapper Irama, al secolo Filippo Maria Fanti, ha incontrato i propri fans partecipando alla registrazione di una puntata speciale della trasmissione radiofonica ‘Mi Casa’, condotta dallo speaker Max Brigante, che va on onda sul canale di 105. L’occasione è stata quella di presentare il suo nuovo album al pubblico, uscito lo scorso 25 febbraio e dal titolo: Il giorno in cui ho smesso di pensare.

Un disco definitivo da lui medesimo ‘eclettico’. Un aggettivo usato spesso dallo stesso cantante e che, molto probabilmente, descrive al meglio la capacità di spaziare in qualsiasi genere o contaminazione musicale. Uno spaziare ‘spontaneo’ ma visto quasi ‘come una maledizione, perché è sia un bene che un male’ allo stesso tempo.

Tredici nuovi brani, dunque, dallo stile pop, miscelato all’urban. Una track list in cui è compresa anche quella con la quale avrebbe, tranquillamente, potuto trionfare all’ultimo Festival di Sanremo, Ovunque sarai. Un brano intenso e dedicato ad una persona che non fa più parte della sua vita da tempo. Sempre durante questo speciale incontro, il cantante toscano, ha specificato anche il modo in cui è stato realizzato il testo e la melodia.

“Questa è una canzone particolare per me. Nacque due anni fa. Mi ricordo che ero in Salento ed era un momento difficilissimo per me, dove stavo parecchio male e non riuscivo a scrivere. Stavo in una di quelle case sperdute che io avevo preso, mettendoci vari musicisti per suonare per un mese o due mesi o comunque di cercare di farlo il più possibile. Ricordo che mi separai dal gruppo, salendo dal tetto della casa e guardando il cielo, colorato di arancione, e sentendo il vento pensavo a questa persona che non avevo più nella mia vita e senza stare a riflettere sulla melodia o comunque sulla forma della canzone mi misi a scriverle una poesia”.

Ad introdurlo al giovane pubblico presente in sala, rigorosamente con una copia del nuovo cd, ci ha pensato, appunto, il conduttore Max Brigante, sempre con la sua voce gioviale e carica di energia. Non sono mancate e non poteva essere altrimenti le domande al cantante. Quesiti posti non solo dallo stesso conduttore, ma anche da chi è accorso a vederlo di persona o almeno abbastanza vicino per dire: si, è veramente lui.

Ed è proprio in questo momento che il cantante si apre, lasciando spazio a pochissime risposte formali; quelle che si danno per esprimente un qualcosa che in realtà è già stato detto o comunque pronunciato. In tutte le domande che gli pongono sono cinque, tra cui una abbastanza complicata alla quale Irama riesce a cavarsela egregiamente nel rilasciare la propria risposta. La domanda era questa: se dovessi descrivere la tua scrittura con una metafora, quale sarebbe? E lui cita Socrate: so di non sapere.

Fra le tante dichiarazioni che rilascia ce né una in cui specifica la suddivisione dei feedback che lo stesso pubblico gli invia: ovvero tra coloro che lo seguono da tempo e quelli che da pochissimo hanno iniziato a seguirlo. “Solitamente le persone che ti seguono da tanto sono legate a pezzi molto emotivi, molto personali”. Un feedback positivo dovuto, soprattutto, per il messaggio che lo stesso cantante è riuscito ad instillare indirettamente al pubblico, ovvero: “quello della mia libertà artistica. Ho sempre cercato di essere libero nella mia attività artistica, di fregarmene un po’ degli orpelli e di pensare solo a quello che voglio dire senza pensare troppo al vestito ma al contenuto”. Non solo, annuncia indirettamente la volontà di tenere un concerto, senza specificare la data, al Forum di Assago, con lo scopo di ripetere la magia di qualche anno prima, in cui andarono dodici o tredicimila persone ad ascoltarlo.

Al termine della registrazione della puntata speciale, però, lo spettacolo, al Manzoni di Milano, non può terminare così, con una mezz’oretta scarsa di presenza della celebrità sul palco. Serve qualcos’altro che, al tempo stesso, giustifichi e quindi dia senso a tutti i teenager con sono accorsi fino a lì.

Irama si esibisce con alcune sue tracce della sua nuova raccolta di brani in versione acustica. ‘Ovunque sarai’, ovviamente, non poteva mancare, insieme ad una canzone dal titolo inequivocabilmente spagnolo: Yo quiero amarte.

FOTO DI VINCENZO PEPE

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