Secondo dei tre reportage interamente dedicati alla tragedia dell’11 settembre 2001
Dopo il crollo della seconda torre, alle ore 9.59, una mezz’ora più tardi, precisamente alle 10.28 collassò anche la seconda torre, nel senso: la prima che venne colpita. Il duplice crollo, il duplice cedimento strutturale, sempre nel corso di questi lunghi venticinque anni ha dato adito a continue teorie, ipotesi, anche fantasiose, sul perché si sia verificata una cosa del genere.
Non è che non crediamo o che non vogliamo prendere in considerazioni queste ipotesi, ma il punto è solo uno. In uno speciale pubblicato per la prima volta un paio di anni fa, senza troppi giri di parole, ricordammo cosa accadde qualche settimana prima alle stesse torri. No, non si trattava di attentato, ma di un semplice controllo che si sarebbe dovuto effettuare all’interno delle stesse.
Per effettuarlo venne staccata la corrente e staccando la medesima, automaticamente, si sarebbe disinnescati gli allarmi. Questa ipotesi perché ve la riproponiamo per un semplice motivo. Un motivo collegata a quella ipotesi, forse non tanto distorta, secondo cui i due palazzi sarebbero stati minati. Soprattutto anche per un altro crollo inspiegabile: quello del cosiddetto Wtc 7. Edificio che non aveva subito alcun danno durante gli attacchi a New York. Contemporaneamente, però, non era ancora finita lì: da Washington giungevano altre notizie inquietanti e precisamente dal Pentagono.
Per tutte quelle ore, anche a ragion veduta, sono rimbalzate di continue, nei canali all news e no, di tutto il mondo, le immagini delle due torri colpite e del loro successivo crollo. Ma mai e ripetiamo mai l’aereo o ciò che ha colpito il Pentagono. Ci teniamo a chiarire che con queste affermazioni dubbiose non vogliamo, in alcun modo innescare alcuna polemica. Non tanto perché avremmo paura delle conseguenze, semmai per il semplice motivo nel cercare di formulare alcune ipotesi, neanche tanto fantasiose.
Ipotesi che richiamano anche quelle che, in questi lunghi venticinque anni, sono state alimentate proprio dalla mancanza di diffusione delle immagini relative al dipartimento della difesa americana. Forse perché non si voleva far circolare delle immagini che avrebbero ispirati altri nel compiere lo stesso atto? Chiaro che da parte nostra non è proprio una vera ipotesi, semmai è un ulteriore tentativo di cercare di comprenderne la scelta. Dall’attacco al Pentagono ed allo strano crollo delle torri, compreso il palazzo numero 7, ha gettato un’ombra sempre più scura su quanto accadde quella mattina.
Ciò non toglie che comunque i due grattacieli non nascondessero qualche insidia. Si pensi alla continua manutenzione che doveva essere sempre efficiente, senza dimenticare il problema di Anton Plaza, meglio conosciuta come la World Trade Center plaza. Era un’ampia area realizzata fra le due torri dove le persone potevano sostare, passeggiare o comunque poter raggiungere entrambi i palazzi.
Quale era la particolarità negativa? Era rappresentata dal vento o per meglio dire da forti venti al livello del suolo, la cui forza non permettevano agli stessi pedoni di poter muoversi con normalità appoggiandosi a delle corde. Altro dettaglio abbastanza spinoso e che, per vari motivi, riemerse all’indomani del crollo delle due torri fu il famoso contratto di locazione del terreno dove venne edificato il World Trade Center.
Quello che è emerso, nel corso dei mesi successivi alla tragedia, era relativo al costo troppo alto, senza poi contare le spese di manutenzione, la cifra, molto probabilmente saliva di anno in anno. Dunque, qualcuno metterebbe in evidenza una particolare truffa edilizia per poi ricostruire qualche anno più tardi la Freedom Tower con costi più sostenuti e quindi più vantaggiosi? Sarà.
Sta di fatto, comunque, che in quel primo mattino dell’11 settembre del 2001, sia in ambito interno e sia in ambito esterno, qualcosa deve essere andato storto. Chissà quali delicati equilibri sono saltati per poter giungere ad una delle catastrofi più immani della storia dell’umanità o comunque al peggior attentato della storia del mondo.
Qualche maligno, molto attento alle date, proprio come lo siamo anche noi alle volte, farebbe risalire questa data, ormai entrata nell’immaginario collettivo, ad un altro evento avvenuto ventotto anni prima in Cile, la caduta del generale Pinochet per mano, proprio, degli Stati Uniti d’America. Era l’11 settembre ma del 1973 e proprio oggi cade il cinquantatreesimo anniversario. Non solo.
Sempre in quelle ore convulse, tra il primo ed il secondo impatto degli aerei sulle due torri, si tenne conto, persino, di un ulteriore grave episodio di terrorismo internazionale. Diciannove anni prima, ovvero l’11 settembre del 1982, venne attaccata, a Roma, un’intera sinagoga con morti e feriti. La forte coincidenza fece quasi propendere la responsabilità ad al cosiddetto Fronte di Liberazione della Palestina. Ma per molte ore nessuna delle organizzazioni terroristiche si volle attribuire la paternità di quegli attacchi così mirati e ben organizzati contro gli Stati Uniti d’America.
Al di là di eventuali incroci storici o comunque delle possibili giustizie divine come qualcuno le potrebbe vedere e addirittura interpretare, le stranezze dell’11 settembre sono molteplici. Già a partire del primo schianto, quello sulla torre nord, si sta facendo strada l’ipotesi dell’inimmaginabile. Ipotesi che divenne abbastanza chiara a tutti con il secondo aereo che penetrò come la lama di un coltello la seconda torre, quella Sud, in diretta televisiva mondiale; dopo che il primo aereo venne ripreso per caso da due documentaristi francesi nel seguire una recluta dei vigili del fuoco proprio in quella mattina.
Altro particolare, da non sottovalutare, riguarda una delle tante dirette di quel giorno. Da un canale americano, la wnyw di New York, poggiata sulla frequenza della Fox, per qualche secondo, successivamente al secondo impatto, si notano, con tanto di commento anche di una voce fuoricampo, giornalista, inviato od opinionista, le stesse torri inclinarsi rapidamente per poi tornare erette.
No, non era il gioco dell’inquadratura, ma era, forse l’effetto stesso dei due impatti. Ciò portò al successivo ed inspiegabile crollo? Forse si o forse no. sta di fatto che le teorie in tutti questi anni non sono mai riuscite a venire a capo delle molteplici stranezze di quella mattina.
Stranezze come delle particolari coincidenze analizzate un miliardo di volte in questi lunghi ventidue anni e che molto probabilmente terranno banco anche nella quinta ed ultima parte di questo nostro reportage sull’11 settembre del 2001…