Il prossimo 5 settembre l’iconico leader dei Queen avrebbe spento 80 candeline
Con l’ennesimo trasferimento, Farrokh Bulsara, non rimase, però, in quel di Zanzibar e l’Africa. Il destino lo portò verso il vecchio continente e precisamente a Feltham, nella regione del Middlesex, nei pressi dell’aereoporto di Heathrow, a sud ovest di Londra. Esattamente al numero civico 22 di Gladstone avenue. Il destino, dunque, lo portò nella terra da dove conquisterà tutto il mondo con la sua voce. Ma è ancora presto per celebrare i primi successi musicali.
Non siamo neanche arrivati alla fondazione della leggendaria band. Anzi, Farrokh era ancora nel periodo in cui gli studi erano predominanti nella sua vita e per terminarli si iscrisse presso l’istituto politecnico di Isleworth. Oltre a continuare a studiare arte, Bulsara, si impegnò anche nel lavoro come magazziniere e persino come addetto ai bagagli proprio nell’aereoporto da dove era atterrato.
Due anni più tardi da quel trasferimento, Farrokh ottenne il massimo dei voti che gli consentì, finalmente, l’ammissione all’Ealing Art College della capitale del Regno Unito. L’ingresso in questo ennesimo college, senza che lo potesse immaginare, rappresenterà una prima svolta fondamentale della sua vita.
Infatti, conobbe Tim Staffel. Staffel, a quei tempi, era il frontman di una band chiamata Smile. Sapete chi altro suonava in quello che un tempo veniva chiamato complesso musicale? Il primo era un chitarrista e si chiamava Brian May. Si, avete letto bene cari lettori. Il secondo, invece, era un batterista e si chiamava Roger Taylor.
In più di un’occasione, Farrokh tentò invano di convincere il suo amico, Staffel, di farlo entrare nella band come secondo cantante. Ma non ci fu verso. Nonostante tutto, Bulsara, non solo non si perse d’animo ma continuò a seguire la stessa band durante i vari spettacoli nel quale si esibiva. Una volta ottenuto il diploma, Farrokh decise di provarci sul serio con la musica. Entrò a far parte degli Ibex.
Quest’ultima era un complesso musicale di Liverpool composto da lui, ovviamente, e Miler Bersin e John Deacon. Lo sappiamo cari lettori, avete riconosciuto anche quest’ultimo nome. E nell’esser ancor più pignoli è bene ricordare che gli Ibex, nella sostanza, furono fondati proprio da Bersin e da Deacon. Il primo era un chitarrista, mentre il secondo il bassista. Gli Ibex, comunque, non erano un trio, semmai un quartetto; una composizione che ricordava, molto probabilmente, al quartetto più famoso della terra, per non dire più famose dell’universo: i Beatles. Il quarto componente era rappresentato dal batterista Mick Smith.
Ma a quanto pare Farrokh non entrò subito a far parte della band. Secondo quanto è emerso anche dalle cronache dell’epoca, tenendo sempre presente come punto di riferimento l’anno 1966 in cui arrivò nel nuovo college, Bulsara divenne il nuovo componente ufficiale il 23 agosto del 1969, dopo che in primavera vennero eseguite delle sessioni di prove per fargli prendere confidenza con gli altri musicisti ed il repertorio musicale, influenzato dai Cream.
Il punto, però, è anche un altro: ovvero quello che si racconta di quel 23 agosto e dal 23 agosto sempre del 1969 in poi. Nessuno avrebbe potuto immaginare che da quella sera, i tre ragazzi di Liverpool, si sarebbe trovati di fronte qualcuno che aveva una marcia in più rispetto a loro.
Dalle cronache dell’epoca emerge che il giovane Freddie Bulsara, non ancora con il suo iconico e leggendario cognome, si trovava a suo agio sul palco. Era come una seconda casa per lui. Si sentiva sé stesso. Davanti al pubblico assumeva atteggiamenti da vero showman non in erba, ma addirittura molto esperto; come se fosse abituato da una vita. Atteggiamenti che lasciarono perplessi i tre componenti degli Ibex; perplessi in modo positivo, s’intende. Per un po’ tornarono a Londra per lavorare ad alcuni inediti, per poi ritornare nuovamente a Liverpool.
Nella città per antonomasia dei Beatles, Freddie Bulsara alloggiò sopra il Dovedale Tower, un pub situato lunga l’iconica Penny Lane. Quando ormai il 1969 stava, pian piano, volgendo al termina, Mik Smith lasciò la band e Freddie incominciò a prendere le redini della situazione in mano. Non solo propose di cambiare nome, ma scrisse di suo pugno alcune canzoni di cui solo una sortì un labile successo. A causa della mancanza di chiamate e di ingaggi, il gruppo stesso si sciolse definitivamente. Il gruppo, in un primo momento, venne chiamato Wreckage.
Per far fronte ai classici problemi economici Bulsara, che nel frattempo era rientrato a Londra per un motivo ben preciso, iniziò a vendere abiti usati a Kensigton Market, un’attività che portò avanti fino al 1971. Nel mezzo, ovvero nell’anno 1970, Freddie si mise alla ricerca di un’altra band. Alla fine rispose ad un annuncio, quello pubblicato dai Sour Milk Sea. Era una band che proponeva soul britannico e che fino a quel momento, nonostante fosse un complesso emergente, presentava un curriculum abbastanza interessante. I Sour Milk Sea si erano tolti persino il capriccio di aprire i concerti di P. P. Arnold e persino dei Deep Purple.
Freddie entrò a farne parte dopo una bizzarra audizione e con il suo ingresso, la band, subì un drastico cambio di direzione. Infatti, Bulsara proponeva delle sonorità che i componenti del complesso, fino a quel momento, non avevano mai sfiorato. Accadde, però, l’imprevedibile: Gallop e Dummet, i quali erano amici da anni, litigarono e il complesso dopo un po’ si sciolse.
Ma il vero motivo per cui Freddie Bulsara era rientrato a Londra, guarda caso insieme Roger Taylor era relativo dal complesso degli Smile. Si, proprio quelli che qualche anno prima non era finita proprio nel mondo giusto. Questa volta fu tutto diverso e i membri lavorarono a nuovi singoli come Earth e Step on me. Brani registrati presso i Trident Studios.
I due singoli trovarono spazio nel mercato degli Stati Uniti d’America, grazie alla Mercury Records. Vero, avete ragione: nome sibillino quello della casa discografica americana. Purtroppo, però, entrambe le canzoni non produssero il successo sperato. I successivi continui fallimenti musicali, dunque, portarono Staffel ad abbandonare il gruppo, facendolo di fatto sciogliere in maniera definitiva. Da queste ceneri ne nacque un altro, visto che lo stesso Freddie convinse i superstiti, Brian May e appunto Roger Taylor, a rimanere…