Il prossimo 4 luglio gli Stati Uniti d’America compiono ben 250 candeline
Da dove iniziare? Bella domanda. Una domanda da un milione di dollari e in fondo questa espressione quante volte l’abbiamo sentita, ascoltata e ripetuta durante i nostri discorsi più comuni? Beh! Concedetecela: almeno un milione di volte e d’altronde non può essere altrimenti. In questi giorni, però, appare un po’ più complicato celebrare quella che è ancora oggi la prima potenza mondiale, patria della libertà e, perché no, anche delle contraddizioni; specialmente delle contraddizioni. Chi non la conosce bene o quantomeno non è mai riuscito, per i motivi più disparati, ad approfondirla come si deve e in tutte le sue sfaccettature, è naturale che abbia il pregiudizio facile.
Com’è che si dice? Chi ha pregiudizi è colui che ha paura perché non conosce; alle volte è vero e alle volte no. In tale contesto la situazione, l’analisi, il discorso, l’exursus storico o come meglio preferite è ancor più delicato di quanto si possa credere e pensare. Che FreeTopix Magazine è nato per celebrare e molte volte nel recuperare gli anniversari non ricordati nel momento giusto è un dato di fatto.
Ma quando ci si trova di fronte a ben 250 anni di mera storia cosa si fa in questi casi? Lo sappiamo quale altra risposta ci sta per arrivare e non avete tutti i torti, anche se in via indiretta qualcuno avrebbe torto in merito alle motivazioni mediante la quale la pronuncia. Ma come sempre andiamo con ordine.
Partendo dal presupposto che la maggior parte dei casi ci sono dei popoli, culture e se vogliamo anche identità molto antiche, per non dire millennarie; è anche vero che altri, una volta che si sono formati, nonostante sembri tutto al contrario, conservano una caratteristica, pur comune ad altri popoli, più antica di quella che si potrebbe pensare.
Dall’antica Roma, all’antico Egitto, dai persiani ai cinesi, dagli aztechi e così via. E poi ci sono coloro che sono venuti al mondo per effetti di un ibrido, forse chissà quanto imprevisto. Hanno iniziato ad apparire sulla scena storico mondiale in un periodo, proprio l’impero romano era ormai definitivamente crollato su sé stesso, per venir scoperti per uno strano scherzo del destino.
D’altronde, qualsiasi cosa si dice, ciò che parevano essere le famose Indie, in quella terra dimenticata da chicchessia, non era deserta; era abitata, sorprendentemente per chi, poi si rese conto, che quelle coste sulle quali era attraccato non erano, nei fatti, le Indie. Era una terra fino ad allora sconosciuta e che venne, tanto per essere precisi, conquistata e, se vogliamo per non offendere nessuno, colonizzata.
In fondo, però, non si può parlare di colonizzazione semmai non c’è stata, alla base, una mera conquista e di fatti fino a qualche anno fa si parlava e, dovrebbe essere ancora così, di fare riferimento a ‘La Conquista dell’America’. Sappiamo anche questo, tranquilli. Con tale nome non si fa riferimento alla nazione dai cinquanta stati, semmai all’interno continente americano; ed è giusto che sia così. Senza tralasciare che nel linguaggio comune, soprattutto per rendere più veloce il modo di parlare si usa solo il nome di ‘America’, ma è solo un’abbreviazione, consapevole del doppio riferimento, sia giusto che errato.
E a questo punto i 250 anni di stori non sono quelli del continente americano, scoperto, nella sua essenza, l’11 ottobre del 1492, ma bensì quell’immenso territorio della nazione conosciuta per la bandiera a stelle e strisce, quella a cinquanta stati, quella con il nome, che tende a diversificarsi dell’intero continente: gli Stati Uniti d’America.
Amata e poi odiata, odiata e poi amata, fino ad arrivare a quest’epoca indecifrabile, la quale tende a rendere indecifrabile persino gli americani o così sembra. Dai primi esploratori ed avventurieri che si affacciavano in quelle terre, per poi lasciar spazio ai primi coloni; dalla schiavitù alla formazione dei primi ranch; dalla guerra civile al mito, vero e leggendario, del vecchio west, da Abrham Lincoln all’abolizione dello stesso schiavismo; dalla nascita delle ferrovie alla nascita delle prime aziende; dalla costruzione dei primi grattacieli all’edificazione delle Twin Towers, dalla prima alla seconda guerra mondiale, dai Kennedy allo sbarco sulla luna, da Martin Luther King alle lotte per i diritti civili, dalla guerra del vietnam all’ultima quella contro l’Iran.
Si, non abbiamo detto tutto e come si fa d’altronde; come si fa a tener a mente tutto quello che è accaduto. Non a caso, molti eventi da ricordare ci sfuggono anche a noi, quando ci capita di sviluppare un mini-speciale, uno speciale o addirittura un reportage.
Soprattutto, nonostante lo ripetiamo spesso, come si fa a condensare, in due o tre o quattro o cinque parti ben 250 anni di storia? D’accordo, non saranno mai come i duemila anni di altri popoli, ma sono sempre 250 anni e per qualcuno, questa celebrazione, capita nel momento più sbagliato della stessa storia americana. Forse sì o forse no.
I motivi? Sono tanti, troppi e non lo diciamo per retorica, ma per quello che si vede e anche non si vede. Eppure, prima di addentrarci, per non dire alla buona, tra i miti e le leggende, sia in negativo che in positivo, che gli stessi Stati Uniti d’America hanno alimentato su sé stessi, appare logico completare questo discorso introduttivo. Quello solamente accennato e lasciato in sospeso in apertura di prima parte.
Un elemento storicamente nuovo, che è apparso come forma di governo solamente verso la fine del 1700, ma che per quanto riguarda il concetto di libertà, seppur abbia, gli stessi anni degli Stati Uniti d’America, è pur sempre antico: stiamo parlando della forma di governo della democrazia.
Ebbene, prima della rivoluzione francese, si verificò, e lo diciamo in maniera impropria, per non innescare equivoci e polemiche, si materializzò, nel corso della storia, la rivoluzione americana contro quelli che, di fatto, sono considerati i loro cugini, gli inglesi. All’epoca si parlava proprio di impero inglese, oggi, impropriamente, di impero americano.
Si, perché alcuni termini non devono essere usati a caso e soprattutto, quando si usa il termine impero, si intende dittatura e negli Stati Uniti d’America, nonostante tutto, il comandante in capo viene cambiato ogni quattro o otto anni…