La vera storia della Disfida di Barletta celebrando il cinquantesimo anniversario dell’uscita al cinema de: Il Soldato di Ventura
Se la Disfida di Barletta durò diverse ore e in più luoghi, nella particolare trasposizione cinematografica di cinquanta anni fa, invece, il tutto si ridusse ad una decina di minuti, all’incirca, e con una pellicola della durata di soli centocinque minuti. Era chiaro che gli stessi due soggettisti, Castellano & Pipolo, accreditati anche come sceneggiatori insieme a Franco Verrucci e il già citato regista Pasquale Festa Campanile, per ovvie ragioni non potevano riportare per filo e per segno ogni attimo verificatosi nella realtà. Si scelsero dei momenti ben precisi, conditi con ironia, senza però andare oltre con la giocosità delle scene, visto che comunque si trattava, seppur di un’epoca molto lontana rispetto a quando è nata la nostra nazione, di fulgido esempio di patriottismo nei confronti dei francesi.
Se Bud Spencer era considerato il nome trainante della pellicola, non lo erano da meno neanche Enzo Cannavale, Philip Leroy, proprio nel ruolo di Guy La Motte, Oreste Lionello, Mario Pilar, Riccardo Pizzuti, Angelo Infanti, Franco Agostini e Ria De Simone. Era sì una trasposizione storica, ma con molta ironia; molto probabilmente gli stessi autori e regista si siano addirittura ispirati ad altri due film appartenenti al cosiddetto genere di cappa e spada.
Consapevoli che tale indicazione può sembrare fuorviante, visto che quel genere attiene a mere storie di fantasia, mentre in questo caso la Disfida di Barletta è un fatto storico realmente accaduto, nelle nostre intenzioni è quello di menzionare ulteriore due trasposizioni cinematografiche ispirate dai romanzi di Alexandre Dumas, I tre moschettieri.
Difatti tra il 1973 ed il 1974, la coppia di produttori cinematografici Ylia ed Alexander Salkynd, realizzò non una ma ben due versioni cinematografiche dedicati ai personaggi di Dumas, con un terzo film nel 1989, in cui venivano raccontati i venti anni dopo dai fatti del primo romanzo o quantomeno dal primo film.
Con l’ausilio del regista Richard Lester gli attori come Oliver Reed, Richard Chamberlain, Faye Dunaway, Charlton Heston e Michael York, diedero vita ad una delle versioni sul grande schermo più scanzonate della storia. Formula che comunque portò i suoi frutti e in quel momento, ma sia chiaro è una nostra ipotesi non c’è nulla di ufficiale o di comprovato al momento, gli autori vollero seguire quella scia. Ma prima di addentrarci sempre di più nella ricostruzione, in chiave comica dell’evento, andiamo a scoprire in che modo si sviluppò la disfida di quel 13 febbraio del 1503, senza dimenticare e precisare, onde evitare confusione, che in quello stesso anno, di Disfida di Barletta, non una ma ben due.
Tale precisazione sembra pleonastica, allo stesso tempo è utile perché ci permette di non ripeterci sulle modalità, di quella ad oggetto di questo reportage, e che portarono allo scontro ma per il semplice fatto che la seconda è data sempre di un giorno 13 ma non di febbraio, bensì di settembre è sempre dello stesso anno. Dunque, questa seconda disfida ebbe inizio dalle ore 13 di quel giorno, secondo le cronache dell’epoca, la disfida si sviluppò; per tanto appare anche saggio ricordare le fasi saliente e prodromiche, se vogliamo anche delle ore precedenti a ciò che poi sarebbe accaduto.
Eppure, sempre secondo le cronache dell’epoca, le ostilità si rivelarono ancor più intense e pressanti addirittura un anno prima, nel 1502; ovvero quando gli spagnoli dovettero ricorrere all’aiuto dei Colonna, una storica casata patrizia romana. A seguire, la tensione continuò ancor di più a salir anche a causa di altre piccole battaglie in cui videro destreggiarsi e anche con grande valore lo stesso Ettore Fieramosca e nel frattempo gli scontri tra i francesi ed i spagnoli aumentavano sempre di più alimentati, persino, dalla violazione del trattato di Granada, che prevedeva in gran segreto la spartizione del Regno di Napoli tra gli stessi transalpini e gli iberici.
La disfida si verificò, oltremodo per la tregua che i due eserciti imposero stabilendo, a quel punto, che la contesa si sarebbe risolta proprio grazie ad un duello. Un duello in cui vide lo scontro da parte di ben ventidue soldati divisi equamente. Quando lo scontro avvenne nella città pugliese, la scelta del luogo non avvenne per caso.
Non era legato al fatto che la città venisse indicata, dalle cronache dell’epoca, come territorio neutro, ma perché la stessa Barletta si ritrovò più volte, in quello stesso periodo, al centro degli scontri tra gli stessi francesi e spagnoli.
Per la disfida vennero selezionati giudici rigorosamente neutri e in quegli anni, la Repubblica che rimase sempre fuori da quella contesa, fu proprio quella di Venezia. Dunque, ritornando ai ventidue condottieri che si sfidarono quel giorno, non solo per dover di cronaca, ma anche ragioni prettamente storiche, ci sembra giusto riportare i nomi di coloro che si affrontarono per far valere le proprie ragioni.
Ha rappresentare i francesi c’erano: Pierre Terrail de Bayard, Francois d’Ursè, Pierre De Pocquiere, Hector de la Riviere, Pierre de Guiffrey, Noel du Faby, Louis De Sant-Bonnet, Renè de la Chesnaye, Antoine de Clermont, Jacques De Mondragon, Aymon de Salvaign.
Gli spagnoli, invece, con Diego De Vera, Diego Garcia de Paredes, Jorge Diaz, Onate, Moreno, Andrès de Olivera, Segura, Gonzalo de Arevalo, Gonzalo de Aller, Rodrigo Pinan, Martin de Tuesta. Abbiamo evitato di riportare i nomi come se stessimo trascrivendo le formazioni di due squadre di calcio, come ci capita spesso in questi ultimi giorni.
Contrariamente da quanto è stato poi mostrato nel film di Catellano & Pipolo, lo scontro non sfociò in una rissa alla Bud Spencer e Terence Hill, qualcuno dei cavalieri ci rimise la vita, uno dei francesi, mentre sempre un altro condottiero transalpino si arrese; mentre di tutti i cavalli che avevano accompagnato i loro destrieri non se ne salvò nessuno. Tutto ciò in ben sei lunghe ore di battaglia in cui, alla fine, in cui i giudici di Venezia dovettero constatare che la sfida era terminata in parità. Nonostante ciò, non solo uno dei francesi si ritirò, ma bensì anche uno spagnolo conosciuto con il nome di Gonzalo De Aller. Ma adesso e senza perdere ulteriore tempo andiamo a scoprire la vera ed originale disfida di Barletta…