Novità assoluta per tutti gli appassionati di cinema: Box Office, la rubrica che comprende le ragioni dell’incasso di un film
Dopo la parentesi storica di ieri, in questa seconda ed ultima parte del primo appuntamento interamente dedicato ai film che hanno incassato nella storia attuale e passata del cinema, con uno sguardo anche al futuro, ci soffermiamo su ciò che è accaduto in questa lunga estate di uscite, di grandi ed attesi approdi sul grande schermo. Come sottolineato ieri, non snoccioleremo solo ed esclusivamente le singole cifre per ogni titolo e basta; ma andremo oltre, tenendo fede alla nostra natura ed essenza di mero giornale di approfondimento. Dunque, come spesso succede è bene mostrare, prima e un po’ come si faceva nelle vecchie hit parade musicali di un tempo, di riportarvi la classifica dal decimo al primo posto.
Il periodo considerato è quello che parte dal 1° giugno al 31 agosto di questa estate 2026. Come una sorta di conto alla rovescia, dunque, partiamo dal decimo posto dove troviamo: Amori e Incantesimi 2 con incasso di ben 2.6 milioni; al numero 9 Trap, sempre con due milioni ma 300 mila in più; all’ottavo posto troviamo Backrooms con 3,3 milioni; settima posizione per Scary Movie con ben 4,2 milioni; mentre la tanto attesa opera cinematografica di Steven Spielberg, Disclosure Day, ha incassato ben 5 milioni.
Arrivando a metà classifica, l’unica cosa che possiamo anticiparvi è che ad un certo punto, quando si arriverà oltre al podio, tra i singoli valori economici per pellicola, potrete notare con assoluta chiarezza un notevole distanziamento tra le cifre. Ma andiamo avanti, c’eravamo fermati al sesto posto con Spielberg e adesso proseguiamo con la quinta posizione, dove troviamo posizionato il film di animazione Minions and Monsters con ben 8,1 milioni; in quarta posizione il ritorno di Dwayne Johnson con Oceania, film in live action che distanza di ben 700.000 il precedente film di animazione con ben 8,8 milioni; per poi arrivare alla terza posizione: Toy Story con ben 9,3 milioni.
A questo punto, cari lettori ed appassionati di cinema penserete che abbiamo commesso un errore nella trascrizione della classifica. Solitamente ci si ferma alla quarta posizione per poi lasciare spazio al podio, composto dalle tre posizioni. Questa volta, in questa lunga estate di cinema e di titoli, comunque attesi, la regola si è dovuta piegare all’eccezione.
L’intero periodo inaugurato dal 1° Giugno e terminato il 31 agosto è stato, solo ed esclusivamente, un affare per soli due film. Due pellicole, tra l’altro, che avevano la loro uscita tra il 16 ed il 22 di luglio. Stiamo parlando dei film ‘Odissea’ e Spiderman: Brand New Day. Lo sappiamo, riportati in questo ordine sembra che l’uomo ragno di Tom Holland sia riuscito a battere la concorrenza dell’Ulisse di Matt Damon, diretto dal visionario Christopher Nolan.
E invece i ben 36,9 milioni conquistati dallo stesso film targato Marvel, non si sono rivelati sufficienti per conquistare la prima posizione. Il richiamo della storia miscelata all’intrattenimento ed allo spettacolo pura della ricostruzione ha permesso all’uomo della trilogia di Batman di portare a casa la bellezza di ben 54, 6 milioni. Ma entrambi, per un motivo o per un altro, hanno avuto un solo merito in questa lunga estate di appuntamenti cinematografici.
Partiamo da un unico presupposto che da molti anni si trascina come un peso difficile da liberarsi. Per alcuni la crisi sarebbe iniziata durante l’epoca del covid, qualcun altro qualche anno prima. Sta di fatto era da un decennio o forse anche un quindicennio che, proprio in ambito di box office, non si registravano numeri di tale rilevanza.
Senza scomodare periodi in cui non esisteva l’euro e neanche le singole piattaforme streaming, legali, che hanno aiutato, almeno in buona parte ad abbattere la pirateria e non solo in ambito cinematografico. È chiaro che con la pandemia sia le grandi industrie che le sale cinematografiche hanno pagato un prezzo troppo alto, in favore proprio dei colossi delle singole piattaforme streaming, visto che nessuno poteva uscire e recarsi in qualsiasi sala a godersi il nuovo film in uscita e di tanto interesse. Dunque, causa di questa duplice situazione, di questa doppia dinamica totalmente negativa, si è sempre sostenuto che il cinema stesso stava morendo. Anzi, per qualcuno era morto e sepolto da molto tempo.
Invece, questa estate è accaduto quello che nessuno si sarebbe aspettato. È successo che l’uscita di due film, in particolare, ha ribaltato questa convinzione negativa; spazzandola via come il classico vento che sospinge via le nuvole cariche di pioggia e di temporali devastanti.
In ordine di approdo nelle sale, L’Odissea di Nolan e lo Spiderman di Tom Holland, hanno polverizzato ogni record al botteghino che si è registrato negli ultimi anni, andando a toccare vette inimmaginabili per questa epoca cinematografica. La prima sorpresa è stata, per molti l’Odissea. Nessuno si attendeva che molti andassero a prendere possesso del posto in sala per godersi l’ultima versione sul grande schermo dell’opera letteraria di Omero.
Se nel complesso era anche naturale aspettarsi il botto da parte del quarto capitolo, e primo della nuova trilogia, dell’uomo ragno, con l’attore che lo ha preso in consegna da Captain America Civil War, visto che si tratta, nella sua essenza più pura, di un mero film di evasione, ma con una solida sceneggiatura in cui si è mostrato un supereroe più maturo e meno superficiale delle altre occasioni.
Diverso, invece, è il discorso che viene sviluppato nei confronti dell’Odissea. Da molto tempo si è sempre sostenuto che certi film, certe opere cinematografico, alla gente comune, non poteva essere di gradimento comunque non potevano essere interessati. Cosa più errata possibile credere ad un’idea del genere. Essendo, comunque, un film prettamente commerciale, l’Odissea, nel bene o nel male l’abbiamo studiata tutti, odiandola anche un po’ quando si era adolescenti.
Ma Nolan è riuscito semplicemente nell’impresa di dar vita ad un perfetto mix tra cinema cosiddetto alto e cinema più popolare, fondendolo in unico grande spettacolo. Lasciando perdere se in alcuni momenti è stato fedele oppure no, la vera vittoria del regista, al di là dell’incasso ottenuto, è quello di aver avvicinato generazioni di spettatori proprio all’opera di Omero e forse questo elemento deve esser considerato come il miglior incasso ottenuto, indipendentemente dal mero risultato economico.