Una Roma inarrestabile sta lanciando un chiaro segnale al campionato?

La seconda giornata di serie A ci ha regalato dei risultati sorprendenti, ma fino ad un certo punto. Soprattutto per una squadra che sembrava già spacciata ancor prima che iniziasse il campionato. Stiamo parlando della Lazio di Riino Gattuso, la quale vince anche contro il Genoa, in casa, grazie ad una rete di Frattesi, il quale, dopo la sua esperienza neroazzurra, sembra volersi ritagliare una posizione, quasi, da trascinatore tra le fila dei biancocelesti.

Per quanto riguarda, invece, l’ex club di Frattesi, l’Inter, ha persino rischiato di non incamerare i tre punti contro un Cagliari che meritava miglior sorte. A salvarlo da una possibile beffa ci ha pensato non solo Calhanoglu ma persino il portiere Martinez. No, non è parente di Lautaro.

E il Napoli di Allegri? Perde la prima al Maradona contro un Como ormai non più ‘Cenerentola’ ma una vera e propria corazzata che ambisce a grossi traguardi, mai immaginati in quel ramo del lago di Como. Si, perdonate per aver scomodato Manzoni. Sta di fatto, che i partenopei dimostrano di non avere gioco e forse qualche intervento tempestivo sul mercato avrebbe portato più soluzioni a Mister Allegri.

In merito ai due matches di ieri: per il momento si può solamente sottolineare un insuperabile Carnesecchi, estremo difensore dell’Atalanta, il quale in più di un’occasione, nella gara contro il Bologna, ha salvato la propria squadra, risultata poi vincente oltre il 90° minuto. Mentre la Roma di Gasperini sembra non volersi fermare più; anzi sembra divertirsi sempre di più, sia contro la Fiorentina e sia ieri contro il Lecce. Altra quaterna e questa volta fuori casa. Quattro reti firmate da una doppietta di Malen, Dybala e Mora. Curiosità: l’ultima volta che la Roma vinse a Lecce 4 a 0 fu la stagione 2000/2001. Si ripeterà ciò che è successo venticinque anni fa?

I viola non riescono a vincere neanche nel giorno del centenario

PARTE II

Firenze, abbiamo un problema: due matches di campionato, sette reti subite e zero realizzate. Eppure, dopo la quaterna subita a Roma u po’ tutti eravamo convinti che ieri, all’Artemio Franchi, ci sarebbe stata la riscossa dei ragazzi di Fabio Grosso. Invece, altri tre gol da parte di un Frosinone più combattivo, dopo la sconfitta del turno precedente, contro la Juventus, rimette in discussione il mercato di questa estate. ma sono gli uomini scelti o l’allenatore? A noi piace ancora dare un po’ di tempo ad entrambi per capire meglio. Ma senza dimenticare che i viola sono stati anche un po’ sfortunati.

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Dicevamo della Juventus, prima. La squadra di Spalletti, contro il Parma, porta a casa altri tre punti grazie ad un secondo 2 a 0 di fila, confermando quanto di buono mostrato nel turno precedente: pazienza e cinismo. Per gli emiliani, purtroppo continua il momento ‘no’ in questo inizio di campionato.

Si riprende anche il Sassuolo in casa, dopo la sconfitta del turno precedente a Bergamo. La vittima designata, si fa per dire, si chiama Torino. I granata, per la seconda volta passano in vantaggio e per la seconda volta si fanno rimontare, ma per entrambe le squadre c’è ancora tanto da lavorare.

Si chiude, invece, con la fiera del gol tra il Monza e L’Udinese. Un 3 a 2 dei friulani che confermano la solidità della squadra la quale, senza perdere la testa, ottiene un risultato importante in trasferta. Per quanto riguarda il Monza da rivedere dopo queste due prime sconfitte in avvio di campionato.

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PARTE I

Il Milan convince nel suo secondo impegno di campionato contro un Venezia ancora sfortunato

Tra malinconia e omaggi sentiti, tra due reti che permettono di conquistare altri tre punti, effettuando, temporaneamente, un bel balzo in testa alla classifica da parte del Milan, si è aperta così, ieri sera a San Siro, la seconda giornata di campionato. Un 2 a 0 contro il Venezia, dell’ex Giovanni Stroppa, che se da un lato non ammette alcuna replica, dall’altro lato, però, scaturiscono due considerazioni che, già a partire da questo secondo turno di campionato, iniziano ad oltrepassare, leggermente, la semplice linea delle sensazioni.

In primis, rispetto all’anno scorso, i rossoneri sembrano più cinici, riescono a tenere la concentrazione e a mantenerla anche quando il risultato è ormai acquisito. In secundis, a quanto sembra, i meccanismi di gioco di Amorim appaiono più congeniali rispetto a quelli della passata stagione. Ma siamo ancora nel campo delle prime impressioni non ancora consolidate dopo svariate giornate di campionato.

Impressioni che vengono confermate anche per lo stesso Venezia. Come nel precedente turno per i veneti sembra aver messo un po’ troppo le tende, semmai si pensi all’azione del 18° minuto; cosa sarebbe successo a quel punto? Il Milan sarebbe crollato o avrebbe ribaltato per la seconda volta consecutiva un match apparentemente diretto verso la sconfitta?

In tutto questo non si può non segnalare l’omaggio di entrambi i club e dei tifosi, sugli spalti, al leggendario Franco Baresi, che a San Siro era di casa; con tanto del suo numero 6 a centrocampo. Un bel modo per omaggiarlo. 2 a 0, da parte dei rossoneri, compreso.

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