Due canzoni per aprire la settimana, due storie sui social ed un unico articolo
Anche questa volta, con qualche giorno di ritardo, come l’anno scorso, celebriamo rispetto la stagione estiva entrata ufficialmente nelle nostre vite. Per l’occasione abbiamo deciso di aprire la settimana con queste due canzoni, con una doppia storia su Instagram. E questa volta non inaugura nessuna nuova rubrica dal nome inequivocabile, come ‘La canzone del giorno’ o nuove rubriche come ‘Tormentoni estivi’ e ‘Canzoni estive’.
Rispetto a due anni fa, dunque, a ‘FreeTopix Magazine’ e per tutto il periodo estivo quasi ogni giornata sarà aperta da una canzone o tormentone estivo, come meglio preferite. Una rubrica che comunque non metterà a riposo la classica ed istituzionale ‘La Canzone del Lunedì’. d’altronde è impossibile farlo, ma l’intenzione è quello di ricordare le canzoni estive con due o tre appuntamenti settimanali.
E per quanto riguarda oggi sicuramente i titoli dei due singoli, forse, non vi diranno nulla. Ma al solo ascoltarle, invece, vi diranno tantissime cose. Prima di tutto vi riporteranno indietro nel tempo quando in televisione, nei primi anni ’90 e per non dire tutto quel decennio, andava in onda una serie tv che fin da subito si trasformò in un cult. Certo, lo sappiamo. Una canzone che rappresentava la sigla di testa di quello show televisivo americano, figuriamoci due.
Il brano era intitolato ‘I’m always here’, ‘io sono sempre qui’ in italiano. L’autore, il poco famoso per noi che siamo al di qua dell’oceano, si chiamava Jimi Jamison. non ebbe una carriera fortunata e morì prematuramente a causa per aver contratto l’aids. Attenzione però questo singolo non è proprio da considerare come una vera e propria canzone dell’estate, anche se il telefilm è fortemente connesso al periodo estivo; seppur gli episodi erano ambientati anche in altri periodi dell’anno.
Il protagonista assoluto o forse sarebbe meglio dire uno dei protagonisti di quella serie tv era il Tenente dei ‘Guardiapiagge’ Mitch Buchannon, impersonato da David Hasselhoff. Stiamo parlando, dunque, del leggendario ‘Baywatch’.
Il titolo e testo della canzone, che divenne soundtrack definitiva a partire dalla seconda stagione, non era solamente rivolto ad una ragazza da salvare o comunque ad una persona da salvare, sicuramente era una metafora in cui si rappresentava il lavoro svolto, lungo le spiagge di Los Angeles, da parte dei protagonisti principali. Oltre a David Hasselhoff presero parte altri attori che divennero famosi solo ed esclusivamente per quel telefilm, tra cui Yasmine Bleeth, Pamela Anderson e Alexandra Paul. Il telefilm, iniziato nel settembre del 1989, finì, mestamente, il 14 maggio del 2001.
Tornando al singolo, ‘I’m always here’ divenne in poco tempo un ‘marchio’ riconoscibile del telefilm e nel corso degli anni è stata omaggiata attraverso varie versioni. Nell’ascoltarla, sicuramente, oltre a caricarvi nonostante oggi non è il primo il primo giorno della settimana, di sicuro alimenterà la voglia di andare al mare.
Prima di ciò, questo show televisivo, per la prima stagione, venne composta un’altra canzone. Usata solamente per le prime due stagioni, con un sound tipicamente anni ’80.
Ma andiamo con ordine partendo dal presupposto che anche il titolo di questa canzone non vi dirà nulla. Anzi, forse vi confonderà le acque e mai come in questo caso la metafora è d’obbligo. Anche se nonostante tutto, al solo ascolto, vi dirà tantissime cose facendovi rituffare indietro nel tempo quando in televisione, tra la fine degli anni ’80, negli Stati Uniti e nei primi anni ’90, in Italia, per non dire tutto quel decennio, in cui è andata in onda al serie che stiamo ricordando e che fin da subito si trasformò in un cult e come detto in più occasioni il singolo che tutti oggi riconoscono essere, per antonomasia, la sigla del telefilm.
In quella prima stagione targata 1989 i titoli iniziali erano accompagnati da un altro sound. Sempre pop ma con una prepotente immersione nel rock puro che sovrastava il genere musicale indicato per primo. S’intuiva, fin da subito, che chi avesse scritto e composto la canzone aveva tenuto fede degli ideali e della grandezza degli Stati Uniti da esportare nel mondo.
Un brano contenuto in quello che era conosciuto come il terzo album in studio del cantante statunitense, italoamericano Peter Cetera. È vero, anche questo nome non è che vi dice molto. Nella sua lunga carriera, però, specialmente nei lontani anni ’80 è stato protagonista di importanti duetti, come quello con la Regina del Pop, Madonna, ed importanti colonne sonore cinematografiche: si pensi a ‘Glory Of Love’ del seguito di ‘Karate Kid’ datato 1986.
Due anni più tardi al sequel dell’avventura del giovane karateka Daniel Larusso, esce, come detto il terzo disco intitolato: One more story, una storia in più in italiano. In quelle dieci canzoni, compresa l’ultima con la quale si attribuisce il titolo al long play ne venne incisa una in particolare con il titolo, come anticipato in precedenza, potrebbe confondere le acque: Save me. Perché, a questo punto il titolo dovrebbe confondere? In effetti, queste due parole ricordano un’altra sigla, ben più recente e sempre di un altro telefilm di successo: Smallville, la serie tv che esplorava l’adolescenza di Superman prima di essere tale per l’intero mondo.
Ma in questo il ritornello e il testo sono due cose distinte e separate, seppur l’elemento in comune è la salvezza delle persone o di qualcuno in particolare. Dunque, due stili musicali diversi e due epoche diverse, seppur separati solamente da undici anni. Tanti quanto il numero delle stagioni di ‘Baywatch’. Coincidenza? Forse sì o forse no. Sta di fatto, comunque, che passiamo anche all’altra sigla, quella ben più famosa ma che vi faremo ascoltare domani con la terza ed ultima parte.
Prima di lasciarvi alle due soundtrack, torniamo, come promesso, ad analizzare e in maniera rapida il testo del brano di Cetera. Abbiamo detto che si differenzia dalla soundtrack di ‘Smallville’ è per un semplice motivo: il cantante fa rifermento ad alcune situazioni di pericolo in cui si potrebbe trovare ed auspica di venir salvato da una donna o comunque, come in questo caso, da una bagnina. A questo cos’altro dire? Che l’estate musicale, a FreeTopix Magazine, è appena iniziata.