Terzo speciale per il ‘Ciclo Bud Spencer’ interamente dedicato ai 35 anni di ‘Un Angelo in paradiso’

Se nel primo reportage, dedicato a ‘Il Soldato di Ventura’, il nostro compito è stato quello di raccontarvi la vera vicenda della Disfida di Barletta, contemporaneamente alla celebrazione del cinquantesimo anniversario dall’uscita nei cinema di questa particolare trasposizione cinematografica, quasi dimenticata del tutto; nel secondo appuntamento, in formato di mini-speciale, dedicato al particolare western ‘Occhio la penna’, il nostro compito, in questa occasione, è stato quello di portarvi alla riscoperta di un altro film dimenticato e se vogliamo, in entrambi i casi, bistrattato dalla critica. Eppure, se nel mini-speciale, abbiamo inaugurato con l’espressione: dal 1976 al 1981 il passo è breve, lo sarebbe anche meno, nonostante il tempo che intercorre tra il secondo ed il terzo titolo, oggetto di questo speciale, è altrettanto breve. Nonostante i dieci anni l’uno dall’altro.

I dieci da ‘Occhio alla penna’, del 1981, per arrivare al 1991 con un altro titolo particolare: Un piede in paradiso, uscito esattamente il 6 marzo dello stesso anno. Si tratta, però, da parte nostra, un’operazione non solo dovuta dal semplice fatto che non siamo riusciti a celebrare nel periodo esatto dell’anniversario, ma perché ‘Ciclo Bud Spencer’ è comprensivo di titoli che hanno assunto, nel corso di questi lunghi decenni, la qualità di chicca assoluta.

Una sorta di trilogia involontaria, per un triplice appuntamento involontario, composto da titoli di cui non sempre si parla o se ne ricordano le scene; opere cinematografiche non considerati, nella filmografia di Bud Spencer, come veri e propri cavalli di battaglia, come spesso si usa dire in gergo. Anche questo film del 1991 ha un suo perché, un aspetto, molto probabilmente, che non è stato colto a suo tempo, venendo bollato solo ed esclusivamente, come film di mero intrattenimento.

Ciò non toglie che questa indicazione non debba ritenersi sbagliata, anzi; semmai, però, da parte nostra la possiamo interpretare come troppo sbrigativa e, strano ma vero, superficiale da parte della stessa critica. D’altronde, se si nota bene il genere dei tre film, si potrà scoprire che il punto di riferimento, nei film di Bud Spencer, è il genere commedia, con lo sconfinamento nel settore della storia, nel caso della disfida di Barletta; nel genere western nel caso di ‘Occhio alla penna’.

In merito a ‘Un piede in paradiso’, la miscela diventa esplosiva con il fantastico. Operazione proposta in chiave diversa già una sei anni prima con ‘Superfantagenio’ proprio nel 1986. Ma con il film girato a Miami, a quanto pare, si raggiunse il livello totalmente diverso. Si, siamo d’accordo: qualcuno di voi, cari lettori, suggerirà l’espressione ‘livello celestiale’. Ma non è solo quello che vogliamo dire o sul quale ci vogliamo soffermare.

Ci sarebbe altro, nonostante la trama stessa, non presentava nulla di originale, tranne lo sviluppo, della medesima, che trattava il classico tema dello scontro fra bene e male. E semmai, qualcuno di voi che magari, ancora, non è riuscito a recuperare la visione di questo particolare film non vi attendete le solite scene.

Attenzione non stiamo dicendo o affermando che non ci sarà uno scontro, ma non sarà come ve l’aspettate quella che dovrebbe essere ‘la classica rissa del sabato sera’, anche se sarà ambientata di giorno. Ma come sempre andiamo con ordine, partendo dalla vera data di uscita di questo film che risale, esattamente, l’11 gennaio del 1991. Quindi, dal punto di vista dei mesi, un’uscita precedente a quella del 19 febbraio e del 6 marzo, considerando sempre tre anni diversi.

Ma sostanzialmente, Un piede in paradiso, cosa raccontava? E in come modo il nostro Bud Spencer era l’indiscusso protagonista di un film, apparentemente, lontano dai suoi classici standard a cui ci aveva abituato? Ma andiamo alla scoperta della trama:

Bull Webster è un tassista con qualche problema lavorativo: la Spider Corporation, una gigantesca holding finanziaria, ha deciso di rilevare la sua cooperativa di taxi per farla fallire e acquistare il suo terreno a basso costo. Bull è quasi in preda alla disperazione, ma poi trova in tasca il biglietto vincente per una lotteria con il premio più alto di tutti i tempi: 150 milioni di dollari! Con soldi del genere, può permettersi che i suoi nemici distruggano il loro piano. Ma a questo punto, il futuro di Bull inizia a interessare i responsabili del destino delle vicende umane: il paradiso e l’inferno inviano un angelo e un diavolo per tentare Bull nel male o per convincerlo a fare il bene. La comparsa di questi personaggi negli eventi terreni crea un labirinto di situazioni divertenti, drammatiche e piene di azione. E per una volta sono gli umani, e soprattutto il nostro eroe Bull, a uscirne vincitori.

In effetti, raccontata in questo modo, sia la trama che il soggetto, la guerra tra il bene ed il male, forse per la prima volta sullo schermo, è sviluppata mediante una dinamica totalmente diversa rispetto a quello che si potrebbe pensare. Certo, direte voi cari lettori, si tratta di Bud Spencer e d’altronde un concetto del genere lo abbiamo persino espresso precedentemente. Ma c’è dell’altro; sussiste un ulteriore elemento che va oltre il classico schema della commedia e quello del meramente fantastico.

Non è tanto il modo in cui le forze del bene e del male si contendono il personaggio, cercando di attirarlo in tutti i modi tirando l’acqua al proprio mulino. No, ripetiamo è un ulteriore elemento, all’epoca, non del tutto riconosciuto dalla stessa critica. Ma anche in questa occasione andiamo con calma, con estrema calma, proseguendo l’analisi su un altro dettaglio: quello del dietro le quinte.

Girato interamente nella città di Miami, nello Stato della Florida, e che sarà anche teatro di un altro progetto di Bud Spencer qualche mese più tardi, il soggetto di Un piede in paradiso è stato realizzato da due figli d’arte. Prima, però, ricordiamo il regista: quell’indimenticabile E. B. Clucher, all’anagrafe Enzo Barboni, il quale venti anni prima diresse proprio Bud Spencer, con Terence Hill, nei due leggendari ‘Trinità’ e non solo in quell’occasione, considerando anche i film cosiddetti ‘stand alone’. Duque, i due soggettisti, di cui verrà accreditato come sceneggiatore…

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