Il 1° Giugno del 1926 nasceva colei che fece sognare il mondo tranne sé stessa
In qualsiasi modo si decida di iniziare a raccontare questa storia di cinema, il punto di riferimento, volendo o non volendo, è sempre lo stesso: la fine. Proprio da quel 4 agosto del 1962, quando terminò in maniera triste, malinconica e tragica un passaggio terreno, non proprio anonimo, che funse da ulteriore passaggio per entrare nell’olimpo degli immortali e delle leggende; in una dimensione a noi sconosciuta, dove le stelle non smettono mai di brillare, come una sorta di fiamma eterna.
Qualsiasi sia la soluzione adottata, dunque, anche di raccontare, come per esempio nel modo e nei toni, questa storia, proveniente sotto la collina di Hollywood, la data di quella maledetta notte funge sempre da trampolino di lancio anche per il nostro incipit, almeno per questo reportage interamente dedicato a lei. Si, ma non una ‘Lei’ qualsiasi. Ma proprio quella ‘Lei’ che, nei nostri quasi sei anni di intere pubblicazioni, le abbiamo dedicato, si e no, un solo articolo per quelli che sarebbero state 95 primavere.
Si, è vero: non è corretto precisare l’età di coLei che, nei fatti, è rimasta ragazzina. Si, avete ragione anche sul fatto che quando si arriva a 36 anni non si è più nell’età adolescenziale o comunque di una certa giovinezza. Ma pensiamo che soprattutto in questo caso che l’eccezione non è tale, l’eccezione, semmai, in questo caso, è la regola per chi, come lei, ha il pregio di rimanere divina anche oltre la morte.
Perché Marilyn Monroe era questo ed altro e da quella maledetta notte datata 4 e 5 agosto del 1962 non abbiamo mai e poi mai smesso di ricordarla per tanti motivi. Motivi che vanno oltre il semplice contesto cinematografico, sconfinando nei classici meandri della storia americana. L’oscura storia americana. Meandri che ci consentono di penetrare anche in ulteriori contesti inaccessibili e che forse, per ovvie ragioni non solo di cronaca e di cronache che ci riportano proprio in quel periodo particolare; un periodo contraddistinto di ‘giorni felici’ per alcuni, visto che per altri lo erano solo mediante la triste apparenza.
Ma come sempre, andiamo con ordine perché ci sarà non tanto da raccontare, semmai tantissimo da ricordare, da ricostruire, senza, da parte nostra, avere la pretesa di aver pronunciato o scritto l’ultima parola su di lei: Marylin Monroe, la donna diventata centenaria ma rimasta, per l’eternità, ragazzina.
Tornando al punto di partenza, però, volendo essere pignoli fino all’estremo, proprio da questo 28 maggio non possiamo, quindi, partire da quella notte maledetta; in fondo, in maniera quasi involontaria, lo abbiamo persino dichiarato il vero motivo di questo reportage: ovvero il suo centesimo anno di età. E semmai la nostra memoria non ci inganna, da parte nostra, sarebbe la prima volta che ci troviamo a celebrare, per un personaggio così iconico, un traguardo del genere.
E come da copione, sempre da parte nostra, è anche normale e scontato porsi dei quesiti e semmai fantasticare su cosa avrebbe realizzato la stessa Marilyn se non fosse mai scomparsa in quella maledetta notte? In fondo questa frase interrogativa ve la proponiamo sempre; ad ogni occasione in cui ricordiamo coloro che ci hanno lasciato troppo presto e ciò vale anche per lei. Soprattutto per lei.
Nata il 1° giugno del 1926 nella città degli angeli, nello Stato della California, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Marilyn Monroe non è mai stato il suo vero nome né di nascita e né tantomeno di battesimo. Nacque, per esteso, Norma Jeane Morteson Baker o più semplicemente Norma Jeane Morteson. Universalmente riconosciuta come attrice, la Monroe, nella sua fulgida e fin troppo breve carriera, fu anche una notevole cantante, modella come logico che fosse, per la sua naturale e rara bellezza; e persino anche produttrice.
Ciò significa una sola cosa, anzi due: la prima, considerando proprio l’ultimo ruolo ricoperto nel dietro le quinte, che non era così tanto ingenua così come si credeva e, allo stesso tempo, quindi due, era anche molto intelligente e colta. Un quadro che appare abbastanza nuovo ancora oggi, portato a galla grazie a nuovi risvolti, con nuovi dettagli, emersi in tutti questi lunghi decenni trascorsi dopo la sua scomparsa.
Dettagli infiniti e alle volte anche ufficiali grazie alle continue realizzazioni di documentari, biopic sulla sua vita e senza dimenticare i libri. Gli innumerevoli testi scritti non solo sul caso della sua misteriosa scomparsa, ma anche sulla sua vita. Quale sia l’opera televisiva, cinematografica e letteraria più completa? La risposta non può essere definitiva e forse mai e poi mai lo sarà.
E, sia chiaro, neanche questo reportage vuole esserlo: lo rimarchiamo questo concetto per l’ennesima volta, perché quando sia parla di Lei appare naturale, con troppa consapevolezza, di tentare il colpo a sorpresa o ad effetto, con un titolo che fa presa, millantando, quasi, di avere tra le mani lo scoop del secolo.
Niente di tutto questo, semmai ‘lo scoop del secolo’ lo ha fatto proprio la stessa Marilyn toccando quota 100. Lo sappiamo, nella triste realtà si è fermata a 36; ma lasciamoci, tutti quanti, crogiolare dalla fantasia immaginando che, in questi giorni, stia per spegnere, sulla torta e circondata da tanti nipoti, le cento candeline e ciò significa che quei demoni che l’hanno, in parte, spinta nell’aldilà siano stati sconfitti.
Questa è la nostra favola, ma la realtà, iniziata, come detto, proprio il 1° Giugno del 2026 è stata tutt’altra storia. Una storia fatta di successo, sicuramente, mascherato da una serie infinita di tormenti a partire fin dai primi anni di vita, per non dire anche durante gli anni dell’adolescenza.
In uno dei tanti testi realizzati e pubblicati su di lei, esattamente nel 1985, ci riporta a dichiarazioni della stessa abbastanza particolari. Vero, direte voi cari lettori, si tratta di un testo, ormai, di oltre quaranta anni fa e magari dal 1985 in poi, a parte altre pubblicazioni, sono emersi altri dettagli risultati utili nel ricostruire non solo quella maledetta notte, ma anche l’intera esistenza della diva. Eppure questo libro, scritto da un giornalista di nome Anthony Summers, appare abbastanza completo per l’epoca in cui è stato sviluppato. Le ricerche per il libro iniziarono, esattamente, nel 1982; ovvero venti anni dopo la tragica morte. Un testo da non sottovalutare e da tenere in considerazione per entrare, sempre di più, nei lati più oscuri di questa storia…