Uscito il 16 gennaio sulla piattaforma streaming, il film con Matt Damon e Ben Affleck è un piccolo capolavoro del genere

Che la storia del cinema è piena di esempi di opere cinematografiche ispirate a fatti realmente accaduti e rivisti, rivisitati dalle cosiddette e particolari ‘licenze poetiche’ di registi e sceneggiatori. Ne è un classico esempio ‘Il Fuggitivo’ con Harrison Ford e Tommy Lee Jones, tanto per citarne qualcuno, in cui la storia vera è stata talmente romanzata che per anni il pubblico ha creduto che il celebre dottor Richard Kimble, protagonista della storia, era costantemente braccato dalle forze dell’ordine con mirabolanti fughe.

Il cinema quindi è il cinema, nessuno ha qualcosa da obbiettare su questo; in fondo, la fantasia ha le sue regole: ovvero che non ci sono regole, se consideriamo che, recentemente, anche Quentin Tarantino ha riscritto il tragico destino di Sharon Tate, non facendola morire in quel tragico pomeriggio di agosto del lontano 1969.

Quindi ci vien da pensare che quasi sicuramente lo stesso Carnahan con McGrale, abbiamo lavorato di molta inventiva partendo, comunque, dal presupposto che nella Miami degli anni ’80, si proprio quella in cui venne realizzata la leggendaria serie televisiva Miami Vice con Don Johnson e Philip Michael Thomas, era presente un gruppo di poliziotti che non operava secondo le regole. Che dire, un classico quanto il maggiordomo che è sempre colpevole nei romanzi gialli di qualsiasi autore.

E il giallo, reale ed ufficialmente, viene a galla il 28 luglio del 1985, un triste giornata anche qui da noi con l’assassinio del commissario Beppe Montana della pool antimafia, quando vennero rinvenuti tre cadaveri nel fiume della città della Florida. Inizialmente si ipotizzò sì ad una retata o comunque ad un raid delle forze dell’ordine andato male, ma poi con il tempo si scoprì l’altra faccia della medaglia.

Difatti, si trattava di un furto di droga commesso proprio dagli stessi agenti di polizia. In tutto erano diciannove elementi del corpo di polizia di Miami i quali, a partire dal 1984, stesso anno di produzione della prima stagione di Miami Vice, commisero reati come quello del possesso di droga, di omicidio, di racket, di rapina e, addirittura, di continue violazioni dei diritti civili e di cospirazione.

Il gruppo di agenti corrotti, prima di esser smascherato, operava ufficialmente, compiendo le malefatte indicate in precedenza, con il nome di ‘Enterprises’; solo che non era la nave del Capitano Kirk, perdonate la nostra ironia cari lettori. In più, per tutti i reati commessi ci sarebbe anche un fortissimo richiamo ad un altro telefilm, del nuovo millennio, ispirato, a sua volta, ad un altro scandalo degli anni ’90, nella polizia di Los Angeles, conosciuto con il nome della sezione coinvolta: Rampart. Il titolo della serie? ‘The Shield’ con Michael Chicklis.

Quanti richiami, vero, in un solo titolo cinematografico uscito giusto la settimana scorsa? Cinematografico, appunto. Soffermiamoci per un po’ su quest’ultimo dettaglio, prima lasciare meramente campo alla recensione di questo straordinario poliziesco, con forti tinte noir e condito da una buona dose di action puro, come non se ne vedeva da moltissimo tempo.

The Rip non è uscito in nessuna sala del grande schermo, ma direttamente sulla piattaforma streaming di Netflix. La stessa, proprio questa settimana, ha anche effettuato l’acquisto della storica casa di produzione, nonché major americana, Warner Bros in contanti e per una cifra che ammonterebbe intorno ai 27 milioni di dollari.

Un buon affare di sicuro, ma non proprio per lo stesso mondo del cinema. di certo, questa non sarebbe la sede adattata per proseguire questa analisi o quantomeno per tentare di carpire cosa succederà nell’immediato futuro; nonostante la stessa casa di produzione di opere cinematografiche e televisive in streaming avrebbe tranquillizzato tutto coloro che frequentano le sale cinematografiche, promettendo che i nuovi film rimarranno in sala solo 45 giorni. Ed è un po’ poco, considerando gli standard a cui siamo abituati.

Anche perché se è vero che ci sono film non adatti per lo standard cinematografico, nonostante il passaggio sia comunque obbligato, è anche vero che in quest’epoca lo stesso servizio streaming sia utile per poter recuperare opere, serie e magari, perché no, anche programmi e trasmissioni televisive che non sempre possono essere viste o seguite sempre agli stessi orari, la qualità medesima di alcune opere proposte ne risente eccome.

Ciò vale anche per The Rip e per un semplice motivo. Partendo dal presupposto che ad una settimana del lancio nella piattaforma Netflix, il film sta raccogliendo risconti positivi, con recensioni e comunque giudizi positivi. Dunque, vi chiederete voi, cari lettori, quale sarebbe il vero problema? La risposta è ‘ sta alla radice’.

Nel senso che un’opera così rilevante, che tratta un tema scomodo, senza contare che non solo è ispirato a fatti realmente accaduti e che è interpretata due stelle di primo piano e che oltretutto presenta una notevole qualità che non si vedeva ed ammirava da tempo è, nei fatti, un bel problema.

Una questione che sarà sollevata non subito ma di sicuro nei prossimi giorni o nelle prossime settimane per non dire mesi, anche. Sostanzialmente la sceneggiatura sviluppata da Cornahan con McGrale ha tracciato, forse, una nuovo linea rispetto al passato, al recente passato s’intende.

Una linea che può essere vista anche come un passato che ritorna e non tanto per le atmosfere cupe, tipiche del noir e del thriller, semmai per alcuni dialoghi che, nelle opere più recenti, non si sentivano più, per non dire che non erano nemmeno più ammessi. Persino alcuni atteggiamenti, non sempre positivi ma che riportavano, in maniera più fedele, seppur in modo nudo e crudo, l’atteggiamento dell’essere umano in sé.

Ciò si evince dalle prime scene con la sparatoria iniziale, senza fare troppo spoiler, e la naturalezza con cui Ben Affleck presenta al pubblico il proprio personaggio, seppur mostrato in un momento in cui nervi sono a fior di pelle. Se comunque la storia, come già accennato in precedenza, si svolge tutto nell’arco di poche ore e per essere precisi a partire dal pomeriggio fino a notte inoltrata, per non dire quasi l’alba. Ritornando alle atmosfere, diciamo, che non sono solamente le scene di notte ad alimentarla…

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