Uscito il 16 gennaio sulla piattaforma streaming, il film con Matt Damon e Ben Affleck è un piccolo capolavoro del genere
Sala cinematografica o piattaforma streaming? Piattaforma streaming o sala cinematografica? Un bel dilemma, vero? Abbiamo persino scomodato Shakespeare per introdurre quello che sarà uno speciale a metà strada tra la recensione pura e semplice e l’inchiesta, quasi, alla ‘Parole Schiette’. Nulla di preoccupante, cari lettori. La verità è che siamo rimasti colpiti da un film di ultima uscita e, senza pensarci due volte, abbiamo deciso di dedicargli tutto il weekend a disposizione.
Scomodando le rubriche conosciute con la semplice parola, ma che dice tanto, ‘Recensioni’ e, addirittura, con l’espressione che in questi tre giorni ci appare tanto cara: Weekend Movie e senza dimenticare anche l’ormai istituzionale ‘Storie di Cinema’. Tutto questo non solo per affrontare l’analisi della nuova opera cinematografica, ma anche per inaugurare il cambio di rotta proprio all’interno della rinnovata rubrica interamente dedicata al grande schermo, con una nuova denominazione: Ciak… Si Parla di Cinema. Si, proprio il titolo del podcast pubblicato ogni sabato mattina e che anche domani sarà presente con le consuete analisi a trecento sessanta gradi sul mondo oggetto della rubrica.
Una recensione un po’ particolare, che non è solo inserita tra queste tre realtà di approfondimento della medesima sezione, ma che sfocia anche in un’altra rubrica che fra non molto andremo a svelare. Come sempre, comunque, andiamo con ordine. Era il giugno del 2024, guarda caso proprio nello stesso periodo in cui a FreeTopix Magazine iniziammo a pubblicare i vari speciali, quando la semisconosciuta casa di produzione Artists Equity annunciò una novità sensazionale.
Più che una novità, la piccola major statunitense era riuscita a riunire, in un sol colpo, e a distanza di quasi trenta anni dall’ultima volta che s’incontrarono su un set cinematografico, due pezzi grossi che hanno scritto la storia del cinema attuale.
A dire il vero, basta soffermarsi sui loro nomi, per ricordare, senza alcuna ombra di dubbio, che Matt Damon e Ben Affleck la storia del cinema la scrissero in quel lontano 5 dicembre del 1997 in cui, insieme al mai dimenticato Robin Williams, portarono al cinema una delle storie più belle che si siano mai viste fino a quel momento; dal titolo: Will Hunting – Genio Ribelle.
In verità, la stessa casa di produzione cinematografica, fondata nel novembre del 2022, fa capo, ancora oggi, ai due attori, il cui investitore principale è rappresentato dalla figura dell’italoamericano Gerald Joseph Cardinale, meglio conosciuto come Gerry Cardinale.
Quasi alla fine dello stesso anno, ovvero il 2024, i due si sarebbero ritrovati ufficialmente sul set per girare quello che sarebbe stato, nei modi, un film vecchio stampo e dal titolo abbastanza accattivante: The Rip – Soldi Sporchi. È chiaro che il sottotitolo in italiano è opera dei nostri doppiatori.
The Rip, dunque, è uscito, come già lasciato intendere in precedenza, giusto una settimana fa, esattamente di venerdì 16 gennaio ma non proprio sul grande schermo e su questo particolare ci ritorneremo più avanti.
Nonostante si tratti di una nuova opera cinematografica nuova ci sarebbe tanto da dire e tanto da scoprire. Soprattutto, anche per la scelta non solo del regista, ma anche degli attori, non proprio di primo pelo, che hanno accompagnato, in questo progetto i due attori ben più famosi.
Per dirigere il film, sia Matt Damon che Ben Affleck si siano affidati ad un nome che negli ultimi tempi si sta facendo strada; soprattutto nei film che sconfinano tra il genere thriller, il poliziesco e l’azione: Joe Carnahan, già regista di titoli come ‘Stretch – Guida o muori’, Narc – Analisi di un delitto, Quello che non ti uccide, Copshop – Scontro a fuoco e Shadow Force – Ultima Missione; senza dimenticare, persino, il remake dell’omonima serie tv anni ’80 ‘A-Team’, in cui avrebbe addirittura preso parte anche come attore.
Non solo, lo stesso Joe Carnahan, in collaborazione con Michael McGrale, ha sviluppato sia il soggetto che la stessa sceneggiatura. Un soggetto ed una sceneggiatura che hanno dato vita ad una storia che si sviluppa in un arco temporale che va da un solo pomeriggio ad una sola notte, il cui epilogo raggiunge il suo culmine quasi all’alba, per la maggior parte delle scene.
Eppure, forse, pochi sono quelli che non sanno che The Rip è ispirato ad una storia realmente accaduta. Ma per il momento rimaniamo sulla trama del film così come sia Carnahan, Matt Damon e Ben Affleck l’hanno confezionata.
Una trama apparentemente semplice in cui si narra la pericolosa indagine di due agenti speciali della polizia, un tenente ed un sergente, di nome Dane Dumers e J.D. Byrne, rispettivamente interpretati da Damon e Affleck, della Tactical Narcotics Team, una squadra speciale della polizia della città e contea di Miami-Dade.
I due sono impegnati a proteggere un’ingente somma di denaro, ben 300 milioni di dollari, scovata durante una retata, apparentemente improvvisata, da un gruppo di trafficanti di droga e non solo. L’operazione segreta ha preso il via dopo il brutale omicidio del capitano del dipartimento della città Miami.
Raccontata in questo modo, la trama medesima sembra comunque un fatto inventato di sana pianta, con il mero scopo di realizzare e produrre qualcosa che attiri, di fatto, il pubblico. Nonostante questa sensazione, l’opera cinematografica, oltre a trovare ispirazione, in vicende realmente accadute durante un’intervista, lo stesso regista specifica un ulteriore dettaglio: “The Rip nasce da un’esperienza profondamente personale vissuta dal mio amico, sia come padre che come capo della squadra antidroga del dipartimento di polizia di Miami Dade”. Dunque, Carnahan ha specificato di una doppia fonte di ispirazione, se non addirittura tre come in quest’altra dichiarazione:
“Il mio amore duraturo per quei classici thriller polizieschi degli anni ’70 che davano grande importanza ai personaggi e alle relazioni interpersonali e sono diventati dei punti di riferimento di quell’epoca”, ha detto. “Film come Serpico e Il principe della città e, più recentemente, Heat di Michael Mann”.
Dunque, lo stesso regista aveva ammesso, prima che il venisse rilasciato una settimana fa, che il film sarebbe una miscela esplosiva tra fatti reali, personali e no, e opere poliziesche realizzate una cinquantina d’anni. Ma manca ancora un tassello: quello rappresentato dalla vera base che ha permesso di produrre The Rip, ovvero il fatto realmente accaduto che, come spesso succede, in questi casi, viene rivisitato in chiave o in salsa hollywoodiana…