Oggi di 45 anni fa, 11 dicembre 1980, andava in onda, per la prima volta, il leggendario televisivo con Tom Selleck

In questa quarta ed ultima parte del reportage cos’altro dire che già non si è detto o addirittura analizzato? Certo, 45 anni sono molti, soprattutto per uno show televisivo che ha fatto epoca, forse anche in maniera del tutto involontario; ma su questo dettagli ci ritorneremo più avanti.

Tornando sul discorso di ieri, con il quale abbiamo chiuso la penultima parte del reportage, in merito alle stagioni, come già specificato, in tutto furono otto; il cast principale, negli anni della produzione ufficiale, ovvero tra l’11 dicembre del 1980 e il 1° maggio del 1989, rimarrà per sempre invariato: Tom Selleck, Larry Manetti, Roger Mosley e John Hillerman.

Specialmente con quest’ultimo, lo stesso Selleck, darà vita ad una esilarante serie di scontri e battibecchi ironici e iconici, anche improvvisati, che conquisteranno milioni di telespettatori in tutto il mondo. Un antagonismo fra i due, provocato dallo svolgere lo stesso ruolo nella tenuta del misterioso scrittore, che nasconde una stima reciproca ed un rapporto simile ad un padre ligio nel dovere ed un figlio ancora adolescente. Senza dimenticare anche i due cani di Higgins, i due dobermann, Zeus e Apollo, che ringhiavano ogni volta che il protagonista si avvicinava.

La prima stagione, e non solo, di Magnum Pi è una di quelle serie che ogni nuova generazione ha il diritto di scoprire e, soprattutto, non solo per l’impatto è positivo che rilascia in chiunque ha la fortuna di vederla per la prima volta, ma è uno show televisivo che si apprezzare anche per un’altra ragione che, forse, in questo reportage non abbiamo ancora affrontato, se non in maniera del tutto approfondita.

Più volte abbiamo sottolineato la rilevanza di uno degli elementi più rilevanti di questo telefilm, ovvero la spensieratezza; per non dire l’ironia. Ma è meglio concentrarci sul primo termine per non rischiare di fare troppa confusione. È anche vero, direte voi cari lettori, che alle volte sia la spensieratezza e la stessa ironia vanno di pari passo: ma non è sempre così.

In tempi in cui alcune tematiche, prettamente sociali, venivano trattate in maniera molto equilibrata dagli autori televisiva dell’epoca, la ferita della maledetta guerra in Viet-Nam non era un argomento tanto semplice. Per la precisione era un trauma dal quale, la stessa nazione a stelle e strisce, faticherà a riprendersi del tutto.

Nei fatti, Magnum PI anticiperà di due anni e quindi con toni più leggeri il tema trattato, in maniera più drammatica e speranzosa allo stesso tempo, la tematica del conflitto in Asia, ovvero Rambo. Lo sappiamo cosa state pensando: che tra le due opere, televisiva e cinematografica non ci sarebbe alcuna connessione in merito; non è proprio così, seppur in maniera totalmente indiretta.

L’elemento che li unisce è proprio quella della speranza non tanto estesa all’intera nazione, in via diretta, ma bensì a tutti coloro che ritornarono da quel conflitto con diverse ferite e non solo fisiche. Profonde ferite nell’animo in cui molti si sentirono non più accettati dagli stessi civili una volta ritornati in patria.

Nel film di Rambo, trasposizione cinematografica del romanzo di David Morrell, Stallone ebbe l’intuizione di non far morire il protagonista e non solo per sfruttare, come poi è avvenuto, il personaggio per film successivi; ma per dare una speranza a tutti i reduci di quella guerra.

Anche in Magnum PI il concetto è lo stesso, ma con toni prettamente più leggeri e spensierati, in flashback sono addirittura trattati o quantomeno mostrati con una parsimoniosa discrezione che non ha infastidito il pubblico di qualsiasi generazione, rendendolo, il più delle volte, partecipe, vicino, per non dire addirittura empatico del trauma personale dello stesso investigatore privato.

Fino all’anno scorso è stato prodotto il reboot della serie, conclusosi con la quinta ed ultima stagione. Ovviamente gli attori sono giovani e almeno tre non fanno rimpiangere gli interpreti originali. Specialmente Perdita Weeks, l’attrice che interpreta la versione femminile di Higgins, ricordandovi che John Hillerman è scomparso nel novembre del 2017.

E il nuovo attore che interpreta Magnum? Jay Hernandez di sicuro è un bravo attore, ha tentato in tutti i modi di essere simpatico ed è quasi naturale nella nuova versione. Ma non riesce, purtroppo, a scalzare Tom Selleck. In questo la nuova versione dello show televisivo ha fallito. Certo non era facile trovare un attore capace di far rivivere questo personaggio. Ma forse se avessero scelto Clayne Crawford, il ‘Martin Riggs’ della versione televisiva, forse non avrebbero commesso un errore. Ma è solo un’ipotesi.

Eppure, la storia ve l’abbiamo raccontata in più di un’occasione: non solo per i singoli compleanni di Tom Selleck, ma anche quando ci siamo ritrovati a celebrare due capitoli della saga di Indiana Jones. Cosa mai sarebbe accaduto se la stessa serie televisiva sarebbe state interrotta oppure sarebbe stato scelto un attore totalmente differente?

Semplice, non staremmo qui a realizzare e pubblicare questo reportage. Anche perché di Thomas Magnum ce n’è sarà sempre uno solo. D’altronde, non è la prima volta che celebriamo questo show televisivo e non solo per l’attore in sé, che fra quasi un mese e mezzo spegnerà ottant’uno candeline. Infatti, ben cinque anni fa, proprio di questo periodo, fruendo della suddivisione in tre parti, pubblicammo uno speciale per gli allora quaranta anni del personaggio apparso per la prima volta sul piccolo schermo.

In definitiva il personaggio di Thomas Magnum resiste ancora nel tempo per l’irresistibile simpatia del protagonista e dello stesso attore, per la bella vita e per quel secondo messaggio lanciato sempre implicitamente: la vita sportiva. Infatti, Tom Selleck prima d’intraprendere la carriera d’attore vanta un piccolo passato da giocatore di basket. In ultimo altro particolare non di poco conto: lo stesso Selleck è anch’egli un reduce della guerra in Viet-Nam, prendendo servizio nel 160° reggimento di fanteria della Guardia Nazionale dell’esercito della California dal 1967 al 1973. Un motivo in più per comprendere del perché il personaggio non solo perché lo ha interpretato, semmai vissuto davanti alla cinepresa.

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