Il prossimo 27 novembre per il fuoriclasse in assoluto delle arti marziali sarebbero state 85 candeline
La leggenda vuole che lo stesso Bruce Lee, una volta mostrata la sua invidiabile bravura, venisse costantemente sfidato. Ciò significa che si ritrovava sempre in diverse risse non venendo mai e poi mai definito come un vero attaccabrighe.
In una di queste si cacciò in guai seri, ferì il figlio di un poliziotto. Ovviamente Bruce non lo poteva sapere chi fosse quella persona. Per questo motivo venne imbarcato verso gli Stati Uniti d’America. Nel film invece? Questo dettaglio, a quanto pare, venne rispettato. Ma la miccia che innescò la rissa fu per difendere una ragazza da alcuni marinai americani. Eppure, lo stesso film omette qualcosa che nei primi anni della vita di Bruce è conosciuta da pochi.
Secondo il film di Rob Cohen, Bruce Lee ebbe i primi contatti con il mondo del cinema dopo una vittoriosa dimostrazione delle sue teorie sulle arti marziali negli Stati Uniti d’America. In verità, pochi sanno che l’attore nato a San Francisco era già noto al pubblico cinese come bimbo prodigio e non solo per le sue abilità da combattente. No, prima di approdare nella terra delle opportunità, Bruce, era già conosciuto, proprio durante i primi anni di vita, tra infanzia e adolescenza, come attore. Proprio così e ciò significa che la serie televisiva ‘Green Hornet’ non era il suo esordio in assoluto, davanti ad una cinepresa. Semmai lo era negli Stati Uniti, ma di questo parleremo più avanti.
A Hong Kong aveva già completato una parte degli studi intrapresi, legati anche e soprattutto su quello che sarà la sua prima ed unica vera ragione di vita: le arti marziali, appunto. Dopo Ip Man, Bruce Lee approfondì di molto il mondo che gli venne fatto conoscere fin da bambino, prima, e adolescente, poi.
Ogni gesto, ogni colpo, come pugno o calcio, ogni movimento del piede e del corpo in generale venne perfezionato nel corso degli anni fino a raggiungere una particolare perfezione. Il suo modo di combattere lo portava a mostrare naturalmente una tecnica sopraffina di stili diversi di combattimento. Ma anche su questo dobbiamo andare con ordine.
Una volta approdato negli Stati Uniti d’America, Bruce Lee iniziò a fare qualsiasi tipo di lavoro, trovandosi di contro un mondo ostile che non pensava esistesse ancora. Il razzismo lo aveva perseguitato per tutti gli anni che era stato in America. Nonostante tutto, decise comunque d’insegnare a chiunque ciò che aveva appreso incontrando anche la sua futura moglie, Linda Caldwell. Aprendo una scuola di Kung Fu non poteva sapere che qualcuno gli avrebbe messo i bastoni tra le ruote purtroppo.
Quel qualcuno era rappresentato da alcuni suoi connazionali, infastiditi del semplice fatto che lo stesso Lee insegnava a chi, secondo la tradizione cinese, non avrebbe dovuto insegnare. Non essendo d’accordo, Bruce, non si piegò e gli venne dato una sorta di ultimatum secondo cui smettesse all’istante con la sua scuola privata o avrebbe dovuto affrontare una sfida per continuare. Semmai avesse perso non avrebbe più continuato con la sua attività.
Lo sappiamo, sembra un film ma andò così; almeno in parte. Si, perché l’altra metà di questa parte della sua storia, nel film che stiamo considerando come una sorta di punto di riferimento, è romanzata. Anche troppo, si direbbe. Quando Bruce Lee si presentò all’incontro non solo lo vinse ma non lo fece come voleva. Secondo alcune testimonianze l’avversario evitava i colpi di Lee scappando da una parte all’altra del quadrato di combattimento.
Non ci fu quindi un vero e proprio combattimento; neanche, come si vede nel biopic, la scorrettezza che portò a rompere la schiena a Bruce Lee. Dunque, non ci fu nessun periodo della sua breve vita che finì almeno per qualche periodo sulla sedia a rotelle e non ci fu mai una vera e propria rivincita tra i due.
Quindi non finendo mai su una sedia a rotelle, non ci fu mai una rivincita e, oltretutto, nessun produttore cinematografico che andò a seguire la dimostrazione che si trasformò in una sfida, per poi accorgersi di lui. Niente di tutto questo o quantomeno un produttore era sempre presente, ma non proprio nella modalità che si vede nel film.
Ma come sempre andiamo con ordine: partendo dal presupposto, reale, che ci fu un produttore che lo scoprì, che si accorse delle sue doti particolari; ma questo colpo di fortuna, comunque, non fu dettato dal caso, semmai da una gavetta dello stesso Bruce Lee di cui quasi nessuno, forse, sia veramente a conoscenza. Al di là della leggenda vista in ‘Dragon’, Lee esordì all’età di soli tre mesi, si avete letto bene. era il 1941 quando venne scelto per il ruolo, appunto del neonato, nel lungometraggio: ‘Golden Gate Girl’.
Non solo, sia negli anni della sua infanzia e sia in quella dell’adolescenza Bruce Lee prese parte a ben sedici pellicole. Eppure, in quel periodo, l’unico film di rilievo a cui prese parte era ‘The Orphan’ all’età di diciotto anni. Dunque, il venir scoperto dal mondo del cinema avvenne in tutt’altra maniera.
Infatti: Wlliam Dozier, produttore della serie ‘Green Hornet’ visionò alcuni filmati di Bruce Lee relativi ad una dimostrazione, datata 2 agosto del 1964, svoltasi a Long Beach per il Campionato internazionale di Karate. Quest’ultimo, appurando le incredibili doti atletiche del fuoriclasse cino-americano, soprattutto dopo essersi impressionato positivamente per delle flessioni effettuate con l’ausilio del solo pollice e l’indice, ovvero il suo famoso pugno a un pollice, lo contattò, senza pensarci due volte, per un’audizione.
Una volta convinto, Bruce Lee divenne, per il pubblico americano, Kato, il collaboratore dell’eroe protagonista del telefilm. Soprattutto, nel lavorare a quello show televisivo, si può definire di culto o come preferiamo noi, leggendaria, la scena in cui i due protagonisti di ‘Green Hornet’ si affrontano con gli eroi di un altro show televisivo, molto popolare a partire della seconda metà degli anni ’60, della dc comics di quel periodo: Batman e Robin.
Quindi, le cose andarono così e non come in ‘Dragon’. Soprattutto il padre di Bruce Lee non morì mai nel 1972, un anno prima dalla morte del figlio. Morì molti anni prima, esattamente nel 1965…