Il prossimo 27 novembre per il fuoriclasse in assoluto delle arti marziali sarebbero state 85 candeline
Potente, rapido, scattante. Una vera forza della natura. La sua leggenda nasce dall’essere semplicemente, per uno come lui, il campione e il fuoriclasse assoluto delle arti marziali senza mai, ripetiamo mai, aver preso parte ad un torneo apposito. La differenza di tecnica, di agilità, di velocità e di preparazione era alquanto abissale rispetto ai suoi avversari e sarebbe stato, in fondo, superfluo farlo partecipare ad uno dei tanti incontri ufficiali per ottenere o quantomeno conquistare un trofeo. Di sicuro ne avrebbe fatto man passa.
D’altronde, mediante le sue teorie sulle arti marziali, le varie dimostrazioni alle quali era chiamato ad esibirsi su quanto ci fosse di vero in quello che sosteneva e tutto ciò che ha mostrato davanti alla macchina da presa non c’era bisogno di nient’altro per comprendere che lui era di un’altra categoria. Anzi, diciamo di un’altra dimensione; una dimensione a parte.
Eppure, al giorno d’oggi c’è chi mette in dubbio la sua superiorità proprio per il semplice fatto di non aver preso parte a qualche competizione ufficiale; forse qualcuno voleva avere per forza ottenere la certezza che fosse davvero un campione dopo aver alzato almeno un trofeo.
La verità è che Juan Fan, meglio conosciuto nel mondo con il nome di Bruce Lee, nel corso della sua esistenza aveva già lasciato intendere che non aveva bisogno di misurarsi in competizioni nel quale, sicuramente, sarebbe uscito vittorioso in tutte le edizioni alle quali avrebbe deciso di prendere parte. Chissà cosa avrebbe detto in merito se avesse la fortuna di essere ancora tra noi?
Di lui ci eravamo occupati una primissima volta il 27 novembre di 5 anni fa. L’occasione era ghiotta, quella relativa al suo 80° compleanno. Una seconda volta tre anni più tardi, in relazione al cinquantesimo anniversario della sua tragica, prematura e misteriosa scomparsa; per giunta con un vero speciale suddiviso in tre parti più volte proposto nel corso di questi due anni e mezzo che ci separano da quello che è nei fatti la terza volta che ci soffermiamo su di lui e per lui.
Vero, per non ripeterci abbiamo semplicemente approfondito ancora di più alcuni aspetti dello speciale di due estati fa, fino a trasformarlo nel primo reportage ad esso dedicato. Anche questa occasione è talmente ghiotta che non potevamo lasciarcela sfuggire: 85 anni della nascita della leggenda, della sua leggenda, avvolta sicuramente nel mistero, ma che, ancora oggi attira ed ispira milioni e milioni di persone.
Infatti, Bruce Lee venne al mondo il 27 novembre del 1940. Ci mise pochissimo tempo a conquistare il mondo; una conquista alimentata, molto probabilmente, da quella sua tragica morte avvenuta in quel caldo 20 luglio del 1973. Ma ci teniamo a precisare, nonostante si tratti, come già specificato in precedenza, un ulteriore approfondimento dello speciale originale pubblicato la prima volta nel luglio del 2023, nonostante la maggior parte dell’analisi è incentrata sulla sua tragica fine, non mancheranno parti ed aneddoti della sua vita in modo da celebrare questo suo particolare anniversario.
D’altronde quando ci soffermiamo su questi particolari eventi la prima cosa che ci viene in mente, anche del tutto naturale, è chiederci cosa avrebbe fatto se fosse sopravvissuto a quel maledetto giorno di fine luglio.
Non solo, riprendendo il discorso di prima, chissà cosa starebbe pensando ora che sono trascorsi esattamente ottantacinque anni dalla sua nascita e oltre cinquanta lunghi anni dalla sua prematura scomparsa. Una morte, la sua, mai chiarita e di cui si chiacchiera ancora oggi. Le cronache dell’epoca narrano che l’attore, fuoriclasse delle arti marziali, si recò di una sua collega, Betty Tin Pei, per parlare di una sceneggiatura sulla quale stava lavorando.
Molto probabilmente era un periodo abbastanza stressante per Bruce, a giorni sarebbe uscito nei cinema il suo nuovo film ‘I tre dell’operazione Drago’, il film che gli avrebbe regalato fama e ulteriore ricchezza ed un ritorno negli Stati Uniti d’America per stare accanto alla sua famiglia. Invece di fermarsi per rifiatare un momento, la leggenda vivente delle arti marziali, all’epoca trentaduenne, era già al lavoro su un altro film su cui era impegnato da tempo.
Sempre in quel periodo, Bruce Lee era continuamente infastidito da continui mal di testa che due mesi prima, nel maggio del 1973, ebbero il loro primo culmine e dal quale si salvò quasi per miracolo. Il secondo culmine di quei fastidi avvenne proprio durante la visita alla sua collega. Dopo qualche scambio di battuta, l’attore avvertì nuovamente il mal di testa.
L’attrice gli fece prendere un’aspirina e dopo poco Bruce, per riprendersi, decise di riposarsi un po’. Dopo qualche ora, l’attrice cercò di svegliarlo ma inutilmente. Non ci mise molto a capire che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Sempre per la versione ufficiale, Betty, invece di chiamare i soccorsi chiamò prima il produttore storico del campione di arti marziali, Raymond Chow, il quale era in attesa dei due in un ristorante dopo che, in un primo momento, si era recato anche lui a casa dell’attrice con lo stesso Bruce Lee.
Si perse tempo, dunque. Tempo prezioso che, molto probabilmente avrebbero salvato la vita all’attore. Invece, in quel 20 luglio del 1973, Bruce Lee, per tutto il mondo, è morto in circostanze mai veramente chiarite. Mai veramente appurate. Da cinquanta lunghi anni si sta ancora discutendo di come sia morto. Per molti la storiella dell’aspirina non starebbe in piedi. Per alcuni è stato avvelenato, per altri è spirato nel momento più piacevole tradendo l’unico amore della sua vita: Linda Caldwell Lee.
Non pochi mesi fa ci siamo occupati, anche con un particolare video, della morte di suo figlio Brandon, avvenuta a distanza di venti anni l’una dall’altra. Una morte anche quella inspiegabile e che sarebbe collegata a quella di Bruce Lee. Sarà vero? Coincidenza? O è solamente come il titolo di quello che avrebbe dovuto essere il film al quale stava lavorando: Game Of Death, tradotto: il gioco della morte.
Da quel momento in poi, da quel lontano 20 luglio del 1973, seguito a ruota dal 31 marzo di 20 anni più tardi, data di morte di Brandon Lee, le teorie più disparate e forse anche le più fantasiose non solo si sono rincorse, ma sono state accostate anche all’altra misteriosa e prematura scomparsa…