Particolare mini-speciale in cui si cercherà di capire chi tra Ippolito e Centineo avrà il compito più ingrato

Sylvester Stallone e i suoi eredi. In fondo come titolo calzerebbe a pennello non credete? Certo, potremmo intitolare questo mini-speciale con un semplice ‘Interpretare Stallone’ oppure, tanto per non farci mancare nulla, ‘Essere Stallone’, richiamando un vecchio film con John Malkovich di qualche anno fa. Dunque, le idee non mancano. Almeno per noi rispetto alle produzioni cinematografiche di oggi.

No, tranquilli, non saremo polemici e nemmeno lo vogliamo essere in questo piccolo e duplice appuntamento che possiede, nella sua essenza, un unico grande scopo: anticipare un ulteriore reportage.

Ad essere sinceri non c’eravamo mai ritrovati in questa situazione. D’altronde, per come è impostato il giornale, è quello di celebrare, direttamente, gli anniversari con un articolo, un mini-speciale, uno speciale o addirittura un reportage. L’occasione, offertaci su un piatto d’argento, di questa sorta di mera eccezione a quella che sembra una regola sacrosanta è relativa ad un anniversario legato alla proiezione di un film, intesa come premiere prima che venne poi distribuito in tutti cinema mondiale una settimana più tardi.

Non vi sveliamo subito il titolo, dicendovi comunque che la prima proiezione avvenne, esattamente, proprio oggi ma di quaranta anni fa: il 21 novembre del 1985. Ovviamente una premiere che riguardava lo stesso Sylvester Stallone, relativo ad una delle sue saghe più famose della storia del cinema. Tornando, invece, al gioco dei titoli o meglio per quanto riguarda il primo titolo no, non stiamo facendo riferimento ai suoi figli, appunto eredi naturali del suo inestimabile patrimonio artistico, oltre che, perdonate il gioco e ripetizione di parole, patrimoniale.

Semmai potremmo basarci sul secondo titolo menzionato visto che la nostra attenzione, da un bel po’ di tempo a questa parte, è stata catturata da dei nomi in particolare. Due attori promettenti i quali, in un prossimo futuro, avranno, allo stesso tempo, non solo l’onore ma anche l’onere, per non dire direttamente, la rogna di essere e di interpretare in maniera diretta lo stesso Stallone e i suoi personaggi iconici e leggendari: Rocky Balboa e John Rambo.

Tutti sanno che questi due franchise sono iniziati a distanza di sei anni l’uno dall’altro e, al tempo stesso, hanno visto una conclusione solo negli ultimi periodi; esattamente nel decennio scorso. Ma come sempre andiamo con ordine: in merito alla saga del pugile di Philadelphia, Rocky, gli anni da considerare sono il 1976, il 1979, il 1982, il 1985, il 1990 e il 2006. Di questi sei capitoli solo uno steccò sul grande schermo, ma questa è tutta un’altra storia che magari vi racconteremo in secondo momento.

Eppure, la storia di Rocky Balboa è proseguita nel sorprendente spin-off, interamente dedicato al figlio di Apollo Creed, Adonis, negli omonimi film realizzati tra il 2016 ed il 2018. Anche se il sesto ed ultimo capitolo della saga originale deve essere considerato come il finale vero e proprio della saga. E per quanto riguarda il reduce del Vietnam?

Gli anni da prendere in considerazione sono il 1982, il 1985, il 1988, il 2008 e il 2019. Anche se l’anno vero e proprio da tenere bene a mente, nonostante abbia una valenza meramente letteraria riguarda, per l’appunto, il romanzo realizzato dallo scrittore David Morrell e pubblicato dieci prima alla trasposizione cinematografica, nonché primo capitolo inaugurale della saga, ovvero il 1972.

Due franchise che in sei anni hanno consacrato, in maniera inequivocabile, l’immagine di Stallone non solo come attore di meri action movies, ma anche come autore di un certo spessore, seppur non sempre considerato in quest’ultimo ruolo che di solito si ricopre in qualsiasi backstage di una qualsiasi produzione cinematografica a cui è chiamato a prendere parte.

Ma in questo che è, nei fatti, un mini-speciale non proprio interamente dedicato a Sly, ma a quelli che potrebbero esser considerati i suoi eredi, tale questione sarà analizzata in un momento più opportuno. Dunque, chi sono gli ‘sventurati’ o i fortunati, baciati dal destino in ottenimento della gloria, nel ripercorrere, semmai sia in via indiretta che diretta, le orme di quello che sembra per antonomasia anche il loro eroe cinematografico?

Non è un caso che entrambe le produzioni dei rispettivi prequel e biopic hanno scelto due attori italoamericani e sono: Anthony Ippolito e Noah Centineo. Entrambi degli anni ’90, entrambi nati quando ormai quelle due saghe, in quel decennio sembravano chiuse e spedite nel dimenticatoio da un bel pezzo. Infatti, basandoci sulle date di nascita dell’uno e dell’altro, potremmo tranquillamente risalire ai progetti cinematografici al quale Stallone stava lavorando in quello stesso periodo.

Noah Centineo nacque il 9 maggio del 1996, a Miami in Florida. E in quell’anno Stallone sarebbe tornato al cinema con action distaster movie dal titolo: Daylight – Trappola in fondo al tunnel. Per quanto riguarda, invece, Ippolito, quando quest’ultimo venne al mondo il 21 agosto del 1999, Stallone non appariva sul grande schermo da ben due anni. Dall’iconico Copland. Lo stesso attore italoamericano sarebbe ritornato sul grande schermo, nel nuovo millennio, con il remake di un successo con Michael Caine del 1971: La Vendetta di Carter.

È inutile dire che la scelta di questi due giovani talentuosi attori ha innescato una serie impressionante di polemiche, facendo gridare al ‘sacrilegio’ più totale da parte dei fan più incalliti dell’amato Stallone. Nonostante tutto, però, l’attesa dei due progetti cinematografici per il loro approdo sul grande schermo è già alta. Con un hype pari, quasi sicuramente, a quello che si è registrato nei mesi precedenti all’uscita del nuovo Superman di James Gunn.

La differenza dei due progetti, però, qual è? Noah Centineo interpreterà una giovane versione del famoso reduce del Vietnam prima che quest’ultimo ne rimanesse traumatizzato e a quanto pare non è stato ancora svelato il titolo esatto. L’unica cosa che si sa è che il prequel di Rambo giungerà sul grande schermo l’anno che sta per arrivare.

Mente Anthony Ippolito avrà, dalla sua, l’arduo compito di interpretare Sylvester Stallone nel biopic a lui dedicato. Precisamente durante il periodo in cui lo stesso attore italoamericano stava lavorando al primo e leggendario ‘Rocky’. Una trama, dunque, che sicuramente si snoderà tra gli anni 1975 e il 1976. A questo punto la domanda nasce spontanea, parafrasando il mai dimenticato Antonio Lubrano, chi ha il compito più arduo? Continua domani…

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